CALCIO – Palermo-Lazio 0-3. Le pagelle biancocelesti

Una Lazio rivitalizzata dalla cura Simone Inzaghi sbanca Palermo: in cinque minuti, dal 10’ al 15’, Klose mette a segno una doppietta, superando il traguardo dei 50 gol in Serie A. Chiude le danze Felipe Anderson al 72’

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Klose e Felipe Anderson festeggiano

Marchetti 6: praticamente mai impegnato, quando arriva qualche pallone pericoloso dalle sue parti è sempre pronto e vigile. Una sola vera parata in oltre novanta minuti.

Patric 6: quando la squadra gira tutti rendono meglio. Il ragazzo ha qualità, e questa sera riesce a non complicarsi la vita come in altre occasioni. Quando proprio non sa come fare, se la cava in corner

Biśevac 6: meglio che nelle ultime gare, ma non è grandemente impegnato se non dalle incursioni di Gilardino e poi di La Gumina. Questa sera la Lazio non prende gol, si merita la sufficienza. Ma non brilla.

Gentiletti 6: quando deve uscire palla al piede e impostare dimostra di saperci fare, ma la velocità non è il suo forte. Quasi al debutto stagionale dopo la lunghissima assenza, si perde qualche volta Gilardino, ma l’impegno non manca. Alla fine la Lazio non prende gol, si merita anche lui la sufficienza.

Lulic 6,5: il solito impegno, la solita generosità, anche se deve giocare arretrato. Se la cava bene in ogni occasione. Esce sfinito al 75’ sostituito da Mauricio.

Mauricio 5: non c’è niente da fare, anche se gioca poco più di 15 minuti riesce a prendere un giallo per un fallo totalmente senza senso. Non merita di giocare in Serie A, né nel suo ruolo né come esterno.

Onazi 6,5: corre e contrasta per tutta la durata della gara, lasciando libero Biglia di costruire le sue geometrie. Ottimo impatto anche per lui che con Pioli sembrava un calciatore in declino.

Biglia 6,5: con Onazi a fare il lavoro sporco, è libero di creare geometrie e impostare come meglio sa fare. Al 58’ è suo il traversone per Klose che colpisce di testa ma trova Sorrentino a fare il miracolo toccandola fuori dallo specchio.

Parolo 6,5: sicuramente una delle sue migliori gare, anche se non sembra ancora il vero Parolo. Svolge un gran lavoro a centrocampo, ma è più libero di fare incursioni in avanti grazie al gran lavoro di Onazi in fase di interdizione. Il suo destro al 77’ viene murato da Gonzalez.

Candreva 7: è uno dei calciatori più rivitalizzati dal cambio di panchina, del resto erano noti ormai i dissapori con Pioli. Corre come un dannato sulla fascia, mette palle in area, prova anche ad andare al tiro ma non è fortunato o è impreciso. Quando nella ripresa entra Felipe Anderson al posto di Keita si sposta a sinistra, ma il succo non cambia, continua a martellare sulla fascia instancabile. Al 54′ sugli sviluppi di un corner, controlla e tira al volo da posizione angolata, sfiorando il secondo palo di Sorrentino. Splendido il suo tiro di prima intenzione nei minuti di recupero finali, murato da una maglietta rosa.

Klose 8,5: con il primo gol, segnato sugli sviluppi di un corner, tocca il traguardo del 50° gol in Serie A. Con il secondo, arriva a 51. È un campione assoluto e nonostante l’età e la ridotta autonomia, sa sempre farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Il primo gol lo segna senza essere minimamente disturbato dagli avversari, il secondo grazie a un bel traversone di Keita. Quando gli calano le forze, si sposta più indietro e inventa l’assist per Felipe Anderson che va in gol. Campione assoluto. Al 78’ viene rilevato da Djordjevic s.v.

Keita 8: una furia, colpevolmente lasciato troppo spesso da Pioli in panchina, questa sera mette in mostra tutte le sue qualità di velocista, dribblatore e assist man ed è solo per sfortuna – e per merito di Sorrentino – che non riesce a mettere dentro un paio di chiare occasioni da gol. Al 13’ si accentra dalla sinistra, rilascia un secco destro dal limite, ma Sorrentino si allunga e devia in corner. Due minuti più tardi è suo il diagonale da posizione defilata per Klose che la mette facilmente dentro di testa per il secondo gol biancoceleste. Al 29′ semina tre avversari e crossa per Candreva che da ottima posizione non riesce a metterla dentro. Al 43′ sfonda per le vie centrali, supera in velocità Sorrentino, ma trova Pezzella che salva sulla linea un gol già fatto. Al 58′ il suo sinistro dai 25 metri viene deviato in angolo da Vitiello. Al 69’ termina la sua gara, Inzaghi lo sostituisce con Felipe Anderson.

Felipe Anderson 7: Entra al 69’ e dopo tre minuti va in gol, quasi a ringraziare il nuovo mister per la fiducia che gli accorda. Tutto nasce al 72′ da un rinvio lungo di Marchetti, Klose la spizza per lui raccoglie e se ne va in campo aperto e da solo davanti a Sorrentino non sbaglia, infilando con un esterno destro di gran classe.

Simone Inzaghi 7: si gioca una grande occasione, perché è vero che subentra a Pioli esonerato per sole sette partite, ma chi potrebbe non riporre fiducia in lui anche per il futuro se dimostrasse di saper trasformare in così poco tempo una squadra demotivata, inguardabile e senza più un’anima? Ora, giudicare dopo una sola partita sarebbe scorretto, nel bene o nel male. Sarebbe ancor più scorretto giudicare la prestazione più che positiva della sua Lazio con un avversario davvero in grandissima difficoltà come il Palermo. Tuttavia la fredda cronaca recita che gli stessi calciatori che con Pioli sembravano imbalsamati, dopo una settimana di ritiro a Norcia con Inzaghi questa sera a Palermo erano vivi e vegeti, correvano e giocavano in maniera organizzata. Non solo, invece di subire gol – come ormai d’abitudine – nel primo quarto d’ora, negli stessi quindici minuti la Lazio di Simone ne fa due con Klose. Quando cambia Keita con Felipe Anderson viene anche ricompensato dal brasiliano che chiude le danze con un terzo gol da manuale. Quale migliore esordio per un mister che fino a una settimana fa allenava la Primavera?

 

IL TABELLINO
Palermo-Lazio 0-3
Marcatori: 10′, 15′ Klose (L), 72′ Felipe Anderson (L)

PALERMO (4-4-2): Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella (52′ La Gumina), Hiljemark, Jajalo, Lazaar (37′ Brugman); Quaison (74′ Trajkovski), Gilardino.
A disp. Posavec, Alastra, Struna, Rispoli, Cionek, Chochev, Baloghi, Maresca.
All. Walter Novellino

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic (75′ Mauricio); Onazi, Biglia, Parolo; Candreva, Klose (78′ Djordjevic), Keita (69′ Felipe Anderson).
A disp. Guerrieri, Matosevic, Matri, Milinkovic, Cataldi, Mattia, Murgia, Germoni.
All. Simone Inzaghi

ARBITRO: Gervasoni (Sez. Mantova). ASS.: Manganelli- Paganessi. IV: Fiorito. ADD.: Guida-Nasca.

NOTE. Ammoniti 19′ Parolo (L), 33′ Quaison (P), 50′ Gentiletti (L), 71′ Jajalo (P), 88′ Mauricio (L)

Recupero: 3′ pt, 7′ st.

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e poi specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1986 al 1994 ha collaborato con il settimanale musicale "Ciao 2001" e per lo stesso gruppo editoriale è stato direttore della rivista "Esoterica", caposervizio delle pagine “Cultura” e “Sesso&Salute” del quotidiano nazionale “Quigiovani” e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi "Robert Fripp & King Crimson" (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e "In The Court Of The Crimson King" (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sulla nascita della band che ha cambiato la storia del Rock. Opinionista sportivo in radio e TV, collaboratore di "Classic Rock", Staiti è caporedattore delle sezioni Sport e Musica di MP News. Archivio Articoli

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