TEATRO – Toghe Rosso Sangue: i magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia

In scena a Roma l'8, il 9 aprile alla Sala Vignoli e il 12 aprile 2017 al Teatro Argentina - in una speciale matinée - lo spettacolo di Francesco Marino, scritto da Giacomo Carbone, ispirato da Paride Leporace

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Toghe Rosso Sangue_Sala Vignoli, Teatro Argentina

In Italia 29 magistrati hanno perso la vita per mano della mafia, della ‘ndrangheta, del terrorismo nero, di quello rosso, di soliti ignoti o di tristemente noti. Il primo, Antonino Giannola, ucciso il 26 gennaio del 1960 nel Palazzo di Giustizia di Nicosia, l’ultimo, Fernando Ciampi, il 9 aprile 2015 nel Palazzo di Giustizia di Milano. Con pochissime eccezioni, oltre alla pena di morte decretata dai mandanti e decantata dagli esecutori, tali magistrati hanno subito una nuova morte: l’oblio.

Da qui, dalla voglia di fare memoria, conoscere quella parte di storia italiana a volte dimenticata e messa in ombra, nasce TOGHE ROSSO SANGUE, tratto dagli scritti di Paride Leporace, e diventato spettacolo teatrale con il patrocinio dell’ANMAssociazione Nazionale Magistrati, in scena a Roma alla Sala Vignoli l’8 e 9 aprile 2017 e al Teatro Argentina in una speciale matinée il 12 aprile 2017.

La storia di questi giudici attraversa la storia dell’Italia: dagli errori giudiziari verso il singolo cittadino ai processi sommari dei Nuclei Armati Rivoluzionari, dal Padrino di Coppola e Brando alla Magliana di Placido e Scamarcio, dalle micce corte di Prima Linea ai lunghi strascichi di Via D’Amelio, dalla sabbia e dal vento della Calabria alle vendette delle ‘ndrine per le vie della grigia Torino, dalle stragi di Stato allo stato di scomparso di Paolo Adinolfi.

In scena Sebastiano Gavasso, Diego Migeni, Francesco Polizzi, Emanuela Valiante: quattro voci, quattro attori, quattro anime avvolte da un’atmosfera tra il realismo e il noir e da una scenografia essenziale, che mirano con rabbia e con amore a un teatro che non spettacolarizza ma, senza condanne né valutazioni politiche, silenziosamente grida un omaggio a uomini morti nell’adempimento del loro dovere: un omaggio al loro senso dello Stato.

“Uno spettacolo che ha per tema la vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia, grazie al quale si rinnova la loro memoria e il senso dello Stato che li ha accompagnati nella loro vita e nella loro professione”. Rita Borsellino sorella di Paolo Borsellino

“Questo spettacolo, e prima ancora il libro di Paride Leporace da cui è tratto, hanno ridato lustro al ricordo di mio padre. Un messaggio come il vostro riaccende la speranza che chi sa parli! Grazie a voi ci sentiamo meno soli e soprattutto speriamo di mettere una fine a un capitolo che è molto molto doloroso”. Lorenzo Adinolfi figlio di Paolo Adinolfi

 

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