CALCIO – Quale futuro per Spalletti?

Vittoria amara per la Roma: il 3-2 dell’Olimpico qualifica la Lazio alla finale di Coppa Italia del 2 giugno 2017 e contribuisce a gettare ombre sul futuro dell’allenatore toscano

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Spalletti

Ci sono notti che lasciano il segno e rischiano di compromettere un progetto in apparenza longevo ma improvvisamente sgretolatosi assieme ai sogni dei tifosi romanisti, ancora una volta costretti ad assistere alla festa sull’altra sponda del Tevere al termine di una sfida in Coppa Italia.

Che faccia più male della sconfitta riportata nella finale di quattro anni fa appare più che una sensazione passeggera, dettata dalla delusione di una stagione che avrebbe dovuto rappresentare la consacrazione degli uomini di Spalletti. Se in quel lontano 2013 la guida tecnica affidata ad Andreazzoli rappresentava un chiaro passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo corso, il lavoro svolto dal tecnico toscano avviato nella seconda parte della passata rassegna nazionale appariva come il punto di partenza per costruire un futuro ricco di successi.

Speranza tanto ammaliante quanto dimostratasi vana in un mese, con l’eliminazione per mano del Lione negli ottavi di finale di Europa League e il successivo addio al sogno di affrontare la vincente tra Juventus e Napoli all’Olimpico ad aggiungersi alla grana stadio.

Ciò che rimane sono otto sfide di campionato e un secondo posto da mantenere, imponendo il proprio gioco e cercando di dimenticare il più in fretta possibile ciò che sarebbe potuto essere ma non è stato; le ombre sul futuro non sembrano spaventare Spalletti, capace di analizzare a mente fredda la sfida senza ricorrere ad escamotage. La presa di coscienza d’aver mal interpretato l’impegno senza tenere in considerazione i 180 minuti ed affidandosi ad una manovra prevalentemente offensiva e in grado di fornire spazi alle ripartenze avversarie sono la dimostrazione di come l’allenatore abbia chiaro il quadro non solo della sfida ma dell’attuale situazione della squadra, punita più dagli episodi che dalla mancanza di idee e carattere.

La forte smentita sull’addio forzato a seguito dell’eliminazione ha in parte fatto chiarezza sulle intenzioni del tecnico; la scelta di non mettere il proprio destino nelle mani di nessuno ne rafforza la posizione all’interno del club anche se la prospettiva dell’ennesima stagione senza trofei non può dirsi la migliore delle alleate.

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