CALCIO – Roma-Lazio, un derby insolito

Domenica 30 aprile 2017 alle 12.30, Stadio Olimpico, la stracittadina che accende Roma: obiettivi analoghi, un campionato con poco ancora in palio e una strana sensazione d’appagamento ad accompagnare la sfida più calda della capitale

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Derby Roma-Lazio, immagine di Roberto Pibiri
Derby Roma-Lazio, immagine di Roberto Pibiri

Non parlate di noia, perché questo concetto mai potrà attagliarsi a una delle partite più sentite che l’intera Serie A possa annoverare. Non parlate di noia, perché neanche l’interminabile serie di pareggi che caratterizzo i derby dei primi anni novanta riuscì a spegnere la passione di due tifoserie caldissime. “Roma ti fa diventare romano” e le emozioni di un incontro valido per il primato cittadino da sempre si cuciono sulla pelle dei ventidue e più giocatori investiti dell’onore di difendere i colori della propria maglia.

Se non di noia, quantomeno potrebbe essere lecito parlare di appagamentoQuattro derby in una sola stagione non si vedevano dalla rassegna 2002–2003, quando ai pareggi dell’andata e del ritorno rispose il doppio successo in Coppa Italia ottenuto dalla squadra allenata da Capello.

A domanda, risposta; alla luce dell’attuale situazione di classifica di Roma e Lazio, quanto può esattamente valere la gara di domenica? Che sia stato detto tutto nel doppio confronto di coppa è la sensazione che trapela sullo sfondo del quarto derby stagionale. L’accesso alla finale da parte dei biancocelesti ha rappresentato un grande smacco per la Roma e il raggiungimento di un importante obiettivo per la Lazio, praticamente certa di disputare le due finali di Coppa Italia e Supercoppa italiana.

Poco o nulla da segnalare sul fronte Roma. Le polemiche scaturite a seguito della sostituzione di Dzeko nella gara di Pescara sono state spente dai protagonisti, oltre che dal buon senso e dalla consapevolezza di come un ulteriore attrito non avrebbe giovato ad uno spogliatoio ritrovatosi privo di obiettivi concreti. Lo stop del Napoli a Sassuolo e l’affermazione da parte dei giallorossi all’Adriatico potrebbero aver scritto, anticipatamente, la parola fine nella corsa all’accesso diretto alla fase a gironi di Champions League.

Capitolo Lazio non proprio analogo ma neanche totalmente difforme rispetto a quello dei rivali cittadini. Le rimanenti sfide non appaiono il percorso più agevole per la conquista della quarta posizione anche se allo stato attuale le due milanesi rappresentano un pericolo meno temibile rispetto all’Atalanta di Gasperini, distante una sola lunghezza e con un calendario più abbordabile di quello biancoceleste.

Obiettivi europei che aumentano le aspettative ma al tempo stesso rischiano di tramutare una sfida spesso a sé in una semplice gara da tre punti, ineluttabile dogma di un boemo sedutosi su entrambe le panchine della città eterna.

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