TEATRO – Dal vivo sono molto meglio

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Dal vivo è molto meglio. Ha ragione quella signora che glielo ha detto per strada. La sua energia è incontenibile e sprizza ironia da tutti i pori .E’ lei, Paola Minaccioni che, col suo ultimo spettacolo, Dal Vivo Sono Molto Meglio,scritto con Alberto Caviglia e Claudio Fois e la regia di Paola Rota, ha registrato il tutto esaurito dal 20 al 30 aprile all’Ambra Jovinelli.

 Si ride molto proprio perchè lei mette in scena i nostri tic, le nostre manie, i nostri pregiudizi. I suoi personaggi ci catturano perché ci raccontano come siamo diventati, malgrado il buonismo imperante. Razzismo, omofobia e la discriminazione verso i disabili, si nascondono abilmente dietro luoghi comuni, frasi fatte con cui mettiamo a posto la coscienza. Paola è uno specchio implacabile che riflette le nostre abitudini, le nostre vite globalizzate al punto che tutto cambia ma non c’è aria di rivoluzione e la modernità si riveste del solito conformismo.

Ed ecco i tisanisti anonimi, decisamente new age, che, tanto per non sbagliare, mescolano erbe e psicofarmaci. E via con i riti che accompagnano la.nostra vita frenetica, le fobie, la nostra dipendenza dai Social. Su tutto, il ritmo incalzante e perfetto della musica di DJ Lady Coco.

Con leggerezza e tanta ironia, Paola non ci da tregua e ne ha per tutti. Arriva l’irresistibile mamma siciliana, emblema di quelle donne che crescono i figli a pane e senso di colpa, “il vero fondamento dell’istituzione familiare”.

E se le donne, nelle varie versioni (manager, badante, rapper, televenditrice, poetessa raffinata ma non troppo, mamma possessiva…) trovano nei personaggi uno specchio impietoso, gli uomini ne escono con le ossa rotte: violenti, inaffidabili, infantili,”luridi bistecconi, superficiali e porci”.

Con grande leggerezza, Paola Minaccioni ci racconta i suoi personaggi, sempre sopra le righe, ma che in fondo sono solo tante facce di come siamo diventati: superficiali, difesi da maschere improponibili, ridicoli, nevrotici ma perfettamente inseriti in una società assurda.

Per finire, la vecchietta terribile e indiscreta che coinvolge gli spettatori, dispensa perle di saggezza e guarda smarrita un mondo in cui non si riconosce. Tutto cambia, ma davvero non possiamo sopportare che a scrivere le frasi dei Baci Perugina non siano più Shakespeare e Balzac ma uno come Fedez…Il pubblico, sempre più divertito, la accompagna, nel finale, con un coro su Get Lucky di Daft Punk e Lady Coco.

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Scrivere, da sempre, è la mia passione. Sono giornalista pubblicista dal 1989. Ho lavorato come addetto stampa e scritto a lungo, come freelance, per il Corriere della Sera e l'Unità. Amo il cinema e l'arte contemporanea, l'attualità, la vita delle donne, la divulgazione scientifica. E molto altro. Archivio Articoli

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