CINEMA – “Alien: Covenant”

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L’11 maggio scorso è uscito in Italia Alien: Covenant, il seguito del prequel di Alien, Prometheus, che negli Stati Uniti esce il 19. Ridley Scott, dopo aver diretto il primo Alien nel 1979, è tornato alla regia di quella che sarà una tetralogia. È evidente la stessa mano del precedente episodio del montatore Pietro Scalia e del direttore della fotografia Dariusz Wolski.
Tra gli attori principali presenti citiamo Billy Crudup, nel ruolo del capitano Christopher, Danny Mcbride che interpreta la protagonista Tennessee e ritroviamo Michael Fassbender nei due androidi David e Walter.
Raccontiamo l’inizio della vicenda senza troppi dettagli: l’astronave Covenant è in rotta verso un pianeta simile alla Terra con a bordo 2000 coloni in stato di ipersonno, compresi i membri dell’equipaggio. Questi saranno risvegliati dall’androide Walter in seguito ad una tempesta di neutrini, durante la quale perde la vita il capitano. Nel corso delle riparazioni dei danni subiti viene captato un segnale radio proveniente da un pianeta vicino, apparentemente abitabile: il nuovo comandante decide di esplorarlo. Quasi tutto il personale della nave atterra con una navicella per compiere delle analisi più precise. Due membri verranno contaminati da alcune spore e presto perderanno la vita. Da qui inizia la tragedia: troveranno rifugio presso una struttura ma la sicurezza è solo momentanea…
La pellicola è lugubre, gotica, così da creare un’atmosfera costantemente inquietante: sono evidenti similitudini con altri film in cui il direttore della fotografia, Dariusz Wolski, ha lavorato quali il Corvo, la trilogia dei Pirati dei Caraibi, Sweeney Todd, Alice in Wonderland, The Counselor.
Il montaggio è realizzato molto bene, il montatore italiano Pietro Scalia ha alle spalle tanti capolavori cinematografici: ad esempio J.F.K., Genio Ribelle, il Gladiatore, Hannibal, The Martian.
Dal punto di vista tecnico-artistico è un ottimo film, dimostrato dal punteggio medio della critica; a chi si avvicina per la prima volta alla saga potrebbe piacere, ma non può essere un film da consigliare con entusiasmo ai fan storici che hanno sempre seguito i diversi sviluppi di Alien. L’assenza, come nell’episodio precedente, della protagonista Ellen Ripley, in passato sempre presente, interpretata dalla bravissima Sigourney Weaver, non può che dispiacere: d’altra parte non poteva essere presente in un prequel! Ma questa è soltanto una spiegazione emotiva non sufficiente per dare un giudizio.
Il film non ci convince più di tanto, al netto dell’aspetto tecnico. Il personaggio protagonista non è in grado di creare un legame con lo spettatore; è stato dedicato troppo tempo ad aspetti non essenziali, noiosi, che non hanno nessuna funzione psicologica o di delineatura dei personaggi. La sceneggiatura non riesce a spiegare pienamente certi sviluppi della vicenda narrata, che in certi momenti appare forzata. Tutto ha un sapore di già visto e la trama è pienamente prevedibile per un appassionato del genere fantascientifico e ancor di più per un fan di Alien!
Il recente “Life” di Daniel Espinosa (uscito un paio di mesi fa) risulta molto più convincente, pur raccontando in sostanza la stessa storia (il tragico contatto tra un alieno e un equipaggio).
Infine lasciateci esprimere un giudizio completamente negativo sulla scelta di marketing: il trailer contiene le uniche scene cariche di suspense. Misteriosamente sono stati distribuiti su YouTube dei clip ufficiali esclusivi che non sono presenti nel film! In particolare il prologo, che fa da collegamento con il precedente episodio Prometheus, non doveva essere svelato in anticipo. Abbiamo evitato di vedere questi video prima di andare al cinema, sarebbe stato l’annientamento del film!

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