LIBRI – Le vie del veleno sono infinite. Il giallo di Mario Schiumerini, “Vicolo cieco”, Pellegrini Editore

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Eva e Angela: il Diavolo e l’Acqua Santa. Tutto sembra già scritto nei nomi. Angela viene dal Nord, è bionda e splendida; nel fiore dei suoi anni, è sposata con Osvaldo, un giovane e aitante calabrese, professionista dell’oro e dei gioielli, conosciuto nella sua Milano. Ma sventurate raffiche di vento soffiano sulla sua vita, una vita che si svolge negli anni Cinquanta e che sembra scorrere serafica, quasi prevedibile, perfino felice: in un grave incidente d’auto, Angela perde per sempre l’uso delle gambe. E, come se non bastasse, suo marito Osvaldo è costretto dal lavoro a trasferirsi a Catanzaro. È qui che entra in scena Eva, il cui nome direbbe già tutto, almeno in apparenza: la tentazione, la forza e la seduzione della salute. Il triangolo che si muove in una Catanzaro raccontata sinceramente, e veracemente: il marito, la moglie invalida, la bella infermiera h24. E poi, un giorno, il delitto. L’avvelenamento di Angela, la sua morte misteriosa, i residui delle sue grida di dolore e d’aiuto nella memoria nei vicini: ma cosa è successo? È tutto come sembra, o gli scenari sono più occulti, sottili, complicati da qualche altro rivolo di questa storia che sembra tutta raccontata fuori dai denti, ma potrebbe riservare colpi di scena e scheletri sconosciuti? È l’ispettore Riccio, comprimario nel plot del romanzo di Mario Schiumerini, a sviscerare la verità. Lui che nella vita ha masticato amarezze e ha già conosciuto la morte di chi amava.
L’elemento singolare, e forse più significativo, del volume Vicolo Cieco, è che tutto nasce da una storia vera. O dai suoi brandelli. Una morte avvenuta in circostanze oscure, la scomparsa di una donna paralitica, avvenne nel palazzo di Catanzaro in cui Mario Schiumerini abitava da bambino. “Ciò che avvenne in quella casa è rimasto sempre un mistero ma, a distanza di sessant’anni, la convinzione che una povera donna avesse effettivamente bisogno di aiuto mi ha indotto a fantasticare su quanto possa essere accaduto”, spiega l’autore. “Secondo me le cose si sono svolte più o meno così per cui lascio ai miei lettori il compito di giudicare se finalmente, almeno con un libro, giustizia sia stata fatta nel caso della signora di via Discesa Ospedale Civile”.
E chi lo sa? Lettori con le toghe, dunque, in questa commistione di verità e fantasia che affascina per il linguaggio asciutto e per l’intensa verosimiglianza delle sequenze raccontate. Prova il fermento più radicato ed efficace della creatività sia quasi sempre un input, specialmente se scioccante, nell’immaginario caleidoscopico di un bambino. Un bambino che vive, cresce, ama, certamente soffre e certamente ricorda: e a un certo punto inforca la penna.

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Sono nata a Paola (CS) e cresciuta in un paesino sul mare, Fuscaldo. Dopo la maturità classica, ho studiato a Roma: Scienze Politiche, prima, ma mi sono laureata in Lingue e poi in Traduzione (cum laude). Il mio primo sogno, difatti, era diventare traduttrice cinematografica al servizio dei grandi doppiatori italiani… e la scrittrice (quello ho pensato di farlo da quando avevo 5 anni). Sono diventata pubblicista più per curiosità che per dedizione al giornalismo; ma dal giornalismo sono stata travolta. Dopo aver lavorato come editor, articolista e traduttrice per una rivista di cultura e spettacoli, e dopo collaborazioni con piccole testate romane e la rivista accademica “Teatro contemporaneo e cinema” (fondata da Mario Verdone) sono approdata per una serie di coincidenze sul quotidiano “Il Giornale”. Per il quale collaboro con sistematicità e passione da 5 anni, e per il quale ho svolto anche importanti viaggi all’estero e un formativo e ricchissimo periodo alla redazione di Milano. Poi le riviste femminili: Tu Style e Donna Moderna (Mondadori), F e Natural Style (Cairo). Occasionali collaborazioni con tv private, siti di testate nazionali (Mp News e Linkiesta), e la fondazione di una piccola web-tv tutta mia dedicata alla letteratura: TeleScrivo. Oggi mi occupo come freelance di cronaca, costume, cultura e spettacolo. Sono autrice del romanzo “Gli arpeggi delle mammole” (Lettere Animate), l’antologia di racconti “Il Concerto” (Amazon) e la trilogia di racconti illustrati “Le ragazze del borgo” (Lettere Animate – in uscita). La cucina, il disegno e il mio cane le altre passioni che succhiano il mio tempo. E Hans Christian Andersen e Anaïs Nin, i miei fari illuminanti. Archivio Articoli

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