CALCIO – Lazio-Napoli 1-4. Commento e pagelle biancocelesti

Il Napoli dilaga all'Olimpico su una Lazio falcidiata dagli infortuni e in inferiorità numerica dal 73'. I biancocelesti imbrigliano il Napoli nel primo tempo e vanno in gol con de Vrij al 30'. Gli infortuni di Bastos e di de Vrij costringono Inzaghi a sostituzioni d'emergenza e il Napoli nella ripresa sigla tre gol in soli 5 minuti: al 54' con Koulibaly al 56' con Callejon e al 59' con Mertens. Chiude le marcature Jorginho al 92' su rigore.

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Lazio-Napoli 1-4

Strakosha 6: bravo sul primo tiro del Napoli al 26′ partito dai piedi di Mertens, si supera al 45′ sulla girata improvvisa di Callejon (in fuorigioco non segnalato) lanciato da Insigne allungandosi e deviando in corner un diagonale pericolosissimo. Non può nulla sui due gol del Napoli, che buca l’anomala difesa che Inzaghi è costretto a schierare dopo le defezioni di Bastos e de Vrij. Al 62′ impedisce il quarto gol da parte di Insigne alzando sulla traversa il suo potente destro. Neanche si butta sul rigore calciato da Jorginho.

Bastos 6,5: ottimi fin dai primi minuti i suoi interventi in area su Insigne, ma solo fino al 25′ quando accusa un problema muscolare nella parte posteriore della coscia destra e deve lasciare il campo a Marusic 5: al 43′ tenta l’avventura solitaria ma il suo sinistro è velleitario e non impensierisce Reina. Il gol del pareggio del Napoli è tutto sulle sue spalle, visto che si dimentica completamente la marcatura

de Vrij 7,5: al 29′ segna con freddezza il gol del vantaggio biancoceleste su assist di Immobile dalla destra. Un bel gol a coronamento di una prestazione maiuscola con anticipi, chiusure e interventi perfetti. Non rientra in campo dopo l’intervallo per infortunio, sostituito da Murgia 5: inizia bene, poi entra nel vortice dell’imbarcata di gol e non combina gran che, ma non è certo colpa sua.

Radu 5,5: ammonito al 26′ per un intervento a gamba tesa, ma non grave, su Mertens, ottima la sua prestazione lungo tutto l’arco della prima frazione di gioco. Nella ripresa fa quel che può.

Basta 6,5: parte da esterno di centrocampo, poi dopo l’infortunio di Bastos va a fare il centrale a sinistra, sempre con la solita determinazione, la stessa sagacia tattica, lo stesso furore agonistico. Anche troppo, perché al 73′ esce in barella per infortunio.

Parolo 5: scambia con precisione sullo stretto con i propri compagni, solito lavoro sporco a centrocampo nel primo tempo. Nella ripresa si inserisce più spesso in avanti, poi la gara si compromette completamente con i tre infortuni in difesa e lui finisce per causare un rigore al 92′ spingendo in area Zielinski.

Leiva 5,5: grinta ed esperienza si fanno sentire per tutto il primo tempo, quando gioca centrale di centrocampo davanti alla difesa. Nella ripresa deve prendere il posto di de Vrij e da centrale di difesa non ha certo lo stesso rendimento, anzi l’opposto, e infatti il Napoli segna ben tre gol. Spostato in difesa, non solo Leiva fa acqua da tutte le parti, ma fa sentire enormemente la sua mancanza a centrocampo.

Milinkovic 7: non ha paura di niente e di nessuno, dribbling, giochi di piede, contrasti, un gigante in ogni parte del campo e in ogni fase di gioco, tanta qualità e impegno. La sua gara termina al 63′ quando viene sostituito da Lukaku 6: porta a termine con dignità e impegno una gara già completamente compromessa.

Lulic 6,5: solita prestazione di grande generosità e impegno, copre la fascia in entrambe le fasi macinando chilometri sbagliando pochissimo o nulla. Nella ripresa cerca di salvare il salvabile, ma quando una squadra incassa 3 gol in soli 5 minuti è difficile, molto difficile salvare qualcosa.

Luis Alberto 7: eccellenti le sue verticalizzazioni in area per Immobile, sulle quali fa buona guardia Reina. Al 36′ la sua punizione dal limite sinistro dell’area finisce di poco alta sulla traversa. Nel primo tempo sfodera colpi di grandissima classe, tra cui un colpo di tacco in sospensione per Immobile, roba da calcio d’altri tempi. Nel secondo tempo fa quel che può in una squadra che non si riprende psicologicamente dall’infortunio di de Vrij e perde molte certezze.

Immobile 7: al 29′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Immobile recupera un pallone sulla destra dell’area di rigore, dribbla un paio di avversari arriva sul fondo e mette la palla al centro dell’area dove de Vrij è bravo a calciarla di prima in porta battendo Rejna. Una prestazione indomita per tutti i primi 45′, quando subisce anche diversi falli, non ultimo quello da parte di Rejna in uscita a valanga fuori area. Anche nella ripresa, e fino all’ultimo minuto di recupero, è scatenato e corre dietro a ogni pallone.

Simone Inzaghi 8: schiera la stessa formazione che ha battuto il Genoa al Marassi, con il rientrante Parolo al posto di Murgia. La gara inizia su buoni ritmi. Al 15′ Immobile viene a contatto con Reina in uscita in area, ma D’Amato non ravvede gli estremi del calcio di rigore né viene utilizzato il VAR, perché Reina tocca prima il pallone prima dell’impatto con Immobile. La Lazio è molto ben messa in campo, ha un buon palleggio, gioca molto corta proprio per minare le sicurezze tecniche e tattiche del Napoli. Al 30′ Immobile recupera un pallone sugli sviluppi di un corner, sfonda sulla destra, salta un paio di avversari e mette palla al centro dove de Vrij, rimasto in area, la mette dentro di prima intenzione. La prima frazione di gara termina con il vantaggio biancoceleste. Al rientro dagli spogliatoi Murgia prende il posto di de Vrij, che già era in forse dal primo minuto di gioco. Con la difesa ridisegnata a causa degli infortuni, e non avendo più centrali di ruolo perché nonostante le vibranti richieste Hoedt ceduto per 17 milioni di euro non è stato sostituito, Inzaghi è costretto a schierare Leiva centrale tra Basta e Radu ed è così che il Napoli – la squadra che oggi interpreta sicuramente il miglior calcio in Italia – nel giro di soli 5 minuti mette a segno ben tre gol. Apre le marcature Koulibaly al 54′ sugli sviluppi di un corner traendo profitto da una serie di rimpalli e dalla respinta di Strakosha. Dopo due minuti è la volta di Callejon su assist di Hamsik, quindi è Mertens a metterla dentro in maniera magistrale con un pallonetto da fuori area dopo che Strakosha in uscita lo aveva anticipato. Lo stesso Strakosha evita il quarto gol del Napoli al 62′ alzando sulla traversa un potente destro di Insigne. Al 63′ Inzaghi, pensando giustamente ai futuri impegni ravvicinati, sostituisce Milinkovic (che accusa un piccolo fastidio) con Lukaku. Come se non bastasse, al 73′ Basta esce in barella per infortunio e la Lazio resta in dieci. Davvero difficile commentare il secondo tempo di questa gara, in cui la Lazio perde due terzi della difesa e non ha più calciatori di ruolo per rimpiazzare gli infortunati. Se ne avvantaggia il Napoli che giocando alla sua maniera e in superiorità numerica va vicina al quarto gol in un paio di occasioni, finendo per segnarlo su calcio di rigore con Jorginho. Rigore procurato da Parolo che spinge in area Zielinski. Una gara ben condotta dalla Lazio nel primo tempo e poi persa per mancanza di sostituti di ruolo in difesa. La responsabilità non è certo di Simone. Che nonostante la sconfitta merita un voto eccellente, perché fino a quando ha avuto le risorse in campo ha dimostrato di saper tenere testa al più esperto Sarri in modo egregio, disputando un’attenta ed entusiasmante prima frazione di gioco. In questi casi non si ha mai la riprova del contrario: con tutto l’organico al completo la Lazio avrebbe retto il confronto con il Napoli anche nei restanti 45′ minuti? Il Napoli non è nuovo a impostare un gioco più dinamico e a sfondare facilmente per le vie centrali, soprattutto nella ripresa. Ha un grande allenatore e grandissimi calciatori che giocano insieme ormai da anni. Non lo sapremo mai come sarebbe andata a finire, me certo giudicare il secondo tempo di una Lazio decimata e raffazzonata infliggendo insufficienze non potrebbe mai essere un’operazione critica corretta.

IL TABELLINO
Lazio-Napoli 1-4
Marcatori: 30′ de Vrij (L), 54′ Koulibaly (N), 56′ Callejon (N), 59′ Mertens (N), 92′ rig. Jorginho (N)

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos (25′ Marusic), de Vrij (46′ Murgia), Radu; Basta, Parolo, Leiva, Milinkovic (63′ Lukaku), Lulic; Luis Alberto, Immobile.
A disp. Vargic, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Di Gennaro, Crecco, Nani, Palombi, Caicedo.
All. Simone Inzaghi

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik (72′ Zielinski); Callejon (86′ Rog), Mertens (81′ Milik), Insigne.
A disp. Sepe, Rafael, Hysaj, Maksimovic, Tonelli, Mario Rui, Diawara, Ounas, Giaccherini.
All. Maurizio Sarri

ARBITRO: Damato (sez. Barletta). Ass: Tonolini-Schenone. IV: Massa. VAR: Irrati. AVAR: Rapuano
NOTE. Ammoniti: 21′ Radu (L), 25′ Mertens (N), 35′ Reina (N), 70′ Jorginho (N), 80′ Leiva (L)
Recupero: 2′ pt, 2′ st.

Serie A TIM, 5^ Giornata
Mercoledì 20 settembre 2017, ore 20:45
Stadio Olimpico di Roma

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e poi specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1986 al 1994 ha collaborato con il settimanale musicale "Ciao 2001" e per lo stesso gruppo editoriale è stato direttore della rivista "Esoterica", caposervizio delle pagine “Cultura” e “Sesso&Salute” del quotidiano nazionale “Quigiovani” e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi "Robert Fripp & King Crimson" (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e "In The Court Of The Crimson King" (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sulla nascita della band che ha cambiato la storia del Rock. Opinionista sportivo in radio e TV, collaboratore di "Classic Rock", Staiti è caporedattore delle sezioni Sport e Musica di MP News. Archivio Articoli

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