PROGRESSIVE ROCK – Tornano gli Acqua Fragile con A NEW CHANT

Dopo quarantatré anni la storica formazione del rock progressivo italiano, guidata dalla voce di Bernardo Lanzetti, pubblica un nuovo album. Insieme al cantante anche due componenti originari del gruppo originario di Parma, Franz Dondi al basso e Piero Canavera alla batteria, oltre a tanti ospiti. Peter Sinfield firma uno dei testi

0
326
Acqua-Fragile-Cover

L’ultimo album risaliva al 1974, poi il cantante Bernardo Lanzetti iniziò la sua avventura musicale insieme alla PFM.

Oggi il gruppo Acqua Fragile, uno dei nomi più noti del rock progressivo italiano che ebbe un successo sorprendente in Giappone, torna con un nuovo disco. Si intitola A NEW CHANT pubblicato ufficialmente oggi in Inghilterra per l’etichetta britannica Esoteric e distribuito in Italia da Audioglobe.

Insieme a Lanzetti ci sono due componenti originari del gruppo nato a Parma, Franz Dondi al basso e Piero Canavera alla batteria, oltre a tanti ospiti.

Il progetto è nato dopo il concerto dei quarant’anni di carriera del cantante e con la proposta di Dondi di lavorare su nuovo materiale originale. A NEW CHANT contiene otto tracce in inglese e in italiano.

Tra gli autori dei testi, anche Pete Sinfield (già componente dei primi King Crimson), che ha concesso l’adattamento musicale di una sua lirica.

Acqua Fragile
Acqua Fragile – da sinistra Lanzetti, Canavera e Dondi
Bernardo Lanzetti racconta:
 
«Nel maggio 2013, in occasione del “VOX 40” (photo 400), concerto antologico-celebrativo dei miei 40 anni nella musica (il primissimo album di Acqua Fragile è del 1973) tutti e cinque i componenti originali della band si ritrovarono e due di loro, Piero Canavera e Franz Dondi addirittura si unirono agli archi dei Tango Spleen in una riproposta classico-acustica dei brani più significativi tratti da “Acqua Fragile” e “Mass Media Stars”.
Oltre alle emozioni per i musicisti e il pubblico, strategico fu l’interscambio di progetti e propositi che portò a concretizzare quell’idea idea che il bassista Franz Dondi non aveva mai abbandonato: lavorare ad un terzo album di Acqua Fragile con pezzi nuovi ed originali.
 
Decisi quindi di sviluppare tale idea come “Greater Acqua Fragile”, una formazione allargata con ospiti musicisti già collegati alla band, o al sottoscritto, da abbinare al “nocciolo duro”. Alcuni membri della formazione originale, come il vocalist Gino Campanini e il tastierista Maurizio Mori, si trovarono impossibilitati ad aderire al progetto. Tuttavia, il figlio di Maurizio, Alessandro Mori, giovane e talentuoso batterista già con Glenn Hughes e Bobby Kimball, ci fece capire che sarebbe stato onorato di essere ospite ai tamburi.
 
Tra gli altri ospiti, si sono aggiunti quindi Alessandro Sgobbio al sintetizzatore, grande talento già con gli “Acqua Fragile Project” e Michelangelo Ferilli alla chitarra acustica. Alessandro Giallombardo invece si è espresso a tutto campo suonando chitarre, tastiere e impegnandosi nelle armonie vocali. Inoltre hanno preso parte al disco i Tango Spleen, con archi, contrabbasso e bandoneon. Ospite speciale, infine, è il batterista Jonathan Mover  (già con Joe Satriani e i GTR di Hackett e Howe).
 
Ai testi in inglese ho coinvolto Andrea Anzaldi, già compagno di viaggio di Giallombardo e del sottoscritto, e assieme a lui Nick Clabburn, collaboratore di John Hackett nonché di Steve Hackett e Chris Squire. Ho avuto inoltre  la grande soddisfazione che Pete Sinfield abbia approvato la mia versione musicale di un suo testo poetico.
 
Le registrazioni dell’album sono state effettuate principalmente presso l’Elfo Studio di Tavernago (PC), che alla fine ne ha firmato la produzione con il suo sound engineer Alberto Callegari. Registrazioni addizionali sono state ospitate da studi di Castiglione del Lago (PG) e della Costa del Sol in Spagna.
 
Per la copertina dell’album, è stato recuperato un disegno originale di Alberto Baroni datato 1973, magistralmente utilizzato da Gigi Cavalli Cocchi per l’impianto grafico».
 
Claudio Fabi, già produttore dei primi due album di Acqua Fragile, nonché dei primi dischi della PFM, Chocolate Kings compreso, dopo un ascolto privato di A NEW CHANT ha definito la raccolta delle composizioni, l’insieme dei messaggi musicali e delle sfumature sonore come un insieme sinfonico, nel senso più esteso del termine.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO