MOSTRE – Enjoy, l’arte incontra il divertimento. Al Chiostro del Bramante fino al 25 febbraio 2018

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“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. Questo pensiero di Paul Klee è il filo rosso delle opere della mostra Enjoy – L’arte incontra il divertimento, al Chiostro del Bramante di Roma dal 23 settembre 2017 al 25 febbraio 2018. Propone opere di alcuni tra i piu significativi e provocatori artisti dell’arte contemporanea. Il divertimento, nella mostra, rispecchia l’etimologia della parola: portare altrove, attraversando opere e installazioni in cui il visitatore diventa protagonista.

All’entrata ci accoglie la grande installazione floreale di Michael Lin, che trasforma il Chiostro in un giardino di fiori taiwanesi, che ci accompagnano anche salendo antiche scale.

Ed ecco l’insostenibile leggerezza di una scultura “mobile” di Alexander Calder. Fili di ferro in equilibrio come “accalappiacani del vento”, pronti a spiccare il volo come uccelli impazienti. È un invito a muoversi, per animare l’opera, protagonista di un ‘Arte che vuole essere condivisa, vissuta, a volte anche toccata.

Il dilemma illusione – verità non abita qui: è l’impero dei sensi, che si stupiscono per i fiori esotici di Centrifugal soul di Mat Callishaw. Ci si perde e poi ci si ritrova altrove, nel labirinto delle Changing rooms di Leandro Erlich, ed è il trionfo delle illusioni percettive. Grazie a una serie di “scherzi ottici”, insieme a perfetti sconosciuti, condividiamo il piacere di perderci e moltiplicarci in specchi reali e virtuali.

Troppo forte la tentazione di farsi cullare dall’amaca di Ernesto Neto. Ma il pezzo forte della mostra è Flowers and people di teamLab, un’ installazione interattiva di fiori in movimento: sbocciano, sfioriscono e poi rinascono, proprio quando ci allontaniamo dal grande schermo.

Giovani e meno giovani saltano sulla poltrona di Paperino o nella stanza di palloncini rossi da far volteggiare a piacere. Tornare bambini, anche per scoprire l’amarezza di una festa finita, con una grande torta a pezzi e le candeline oramai spente dell’opera di Hans op De Beeck.

“La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso – dice Danilo Eccher,curatore della mostra – sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione é una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”.

Non è però possibile far passare per Arte quella che ci propina Erwin Wurm con “una stanza dai connotati alterati, dedicata agli ubriachi”, con la sua faccia in pose ironiche, tra immagini di corpi femminili accartocciati e sodomizzati da riviste. E proprio tra la stanza dei palloncini e quella della poltrona di Paperino, attraversate da bambini e bambine. Unica nota stonata in un percorso creativo da attraversare e vivere, ma senza dimenticare il senso del limite.

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