CALCIO – Napoli-Lazio 4-1. Commento e pagelle biancocelesti

Una Lazio a due volti va in vantaggio con de Vrij dopo soli 3' e tiene egregiamente a bada il Napoli fino al pareggio di Callejon al 44'. Nella ripresa i padroni di casa assumono con veemenza il controllo del campo dilagando sui biancocelesti prima grazie all'autogol di Wallace al 54', poi con Zielinski al 56' e infine con Mertens al 73'

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L'autogol di Wallace

Strakosha 6: inoperoso per tutto il primo tempo fino al gol di Callejon che non riesce a parare. Nella ripresa subisce altri tre gol, tra cui l’autorete di Wallace che probabilmente senza lo sfortunato intervento del compagno di squadra avrebbe parato (Wallace gli toglie letteralmente il pallone dal guantone con un tocco di precisione) e l’imparabile tiro di Zielinsky con fortuita deviazione di Rui. Risolutivi i suoi interventi al 70′ su Zielinski, al 76′ su Insigne e in uscita all’84’ quando anticipa Rog sull’imbucata di Mertens.

Wallace 4: tiene discretmente per tutta la prima frazione (anche se Insigne lo surclassa in diverse occasioni, troppo veloce per lui). Crolla nella ripresa prima segnando al 54′ uno sciagurato autogol nel tentativo (davvero inconcepibile, chissà cosa gli sia passato per la testa) di anticipare Insigne sul cross teso di Callejon. Un errore inspiegabile per un difensore che calca i campi della Serie A. Come inspiegabile la scelta di Inzaghi di schierarlo al posto di Caceres che non aveva fatto male nella gara precedente.

de Vrij 6: è il migliore dell’attacco e della difesa biancoceleste. Al 3′ la sua deviazione sul cross spiovente di Immobile mette completamente fuori gioco Reina. Stavolta, pur tra qualche incertezza personale (Zielinki lo beffa in dribbling in occasione del quarto gol del Napoli), non riesce a rimediare agli errori dei suoi colleghi di reparto come spesso è accaduto in altre gare, merito anche degli straordinari attaccanti e del gioco dei padroni di casa.

Radu 5: una gara insufficiente rispetto alle prestazioni di questa stagione, una delle sue migliori finora. Non riesce a marcare Callejon che gli sfugge da tutte le parti. Fuori posizione in occasione del gol del pareggio dello spagnolo al 44′ che poi Lulic tiene in gioco. Bravo nell’anticipare Callejon al 52′ cercato da una perfetta imbucata di Jorginho, ma poi passa involontariamente il pallone a Insigne il cui tiro riesce comunque a deviare alto sulla traversa. troppe incertezze e imprecisioni che gli attaccanti del Napoli non perdonano

Marusic 5: inizia discretamente, ma alla mezzora la sua gara è già virtualmente terminata. Al 29′ buono il suggerimento per Parolo che poi di testa indirizza alto sulla traversa. Spesso bloccato nei suoi tentativi di avanzata da Rui e perfino da Insigne. Ma, soprattutto in avanti, fa davvero poco e il suo apporto è evanescente nell’arco dell’intera gara.

Parolo 5,5: uno dei più positivi dei suoi, nella prima frazione dà una grande mano a Leiva in fase di interdizione e tanta i suoi soliti inserimenti in attacco. Potrebbe metterla dentro al 29′ su cross di Marusic, ma il suo colpo di testa va alto sulla traversa. Cala insieme a tutta la squadra nella ripresa, quando non riesce più ad avanzare stritolato dal gioco degli avversari.

Leiva 6: se non ci fosse stato lui probabilmente il centrocampo della Lazio avrebbe ceduto molto prima, invece tiene decentemente per quasi tutta la prima frazione di gioco. Finché ce la fa dimostra mostra la sua solita personalità da combattente. Al 43′ stende Mertens e viene giustamente ammonito, salterà la prossima gara contro il Verona. Al 68′ viene sostituito con Nani 5: una ventina di minuti di gioco in cui combina poco o nulla

Milinkovic 6: per quasi tutto il primo tempo regge praticamente da solo il centrocampo della Lazio incantando con vocalizzi e virtuosismi di rara bellezza e intensità. Al 9′ offre un pallone d’oro a Immobile che però è in fuorigioco, si ripete al 16′ ma Hysaj è attento sul centravanti biancoceleste. Al 39′ semina il panico in area partenopea con un’azione personale da annali del calcio, ma ancora una volta è Hysaj bravo nel rifugiarsi in corner. Al 42′ cerca l’imbucata in area per Immobile, ma Reina è bravo a intuire e ad anticipare Immobile. In fase di non possesso francobolla Jorginho in modo esemplare e si intende a perfezione con Luis Alberto nel gioco palla a terra. Al 45′ viene ammonito per una sbracciata su Callejon e da quel momento in poi scompare completamente dalla scena assieme a tutta la squadra.

Lulic 5: nella prima parte della gara si distingue soprattutto nella fase difensiva fino all’errore fatale al 44′ quando tiene in gioco Callejon in occasione del pareggio. Nella ripresa va in confusione e al 60′ viene sostituito da Lukaku 5,5: prova a dare linfa alla spenta manovra biancoceleste, ma il suo apporto risulta inefficace anche perché tutta la squadra non gira.

Luis Alberto 5: fino a quando non lo prende in consegna Koulibaly dialoga bene palla a terra con Milinkovic ma difficilmente riesce a portare a termine una sola azione in modo decente. Non è brillante come al suo solito e al 60′ viene sostituito con Caicedo 5: qualche duello aereo e nulla di più.

Immobile 6: al 3′ fornisce a de Vrij l’assist vincente per il gol del vantaggio. Nei primi 20′ si impegna a fondo offrendo corsa, suggerimenti e spunti interessanti. Gioca per buona parte della gara più come esterno che come centravanti, il suo tiro al 47′ prende l’esterno della rete. Nella ripresa si spegne come tutto il resto dei compagni.

Simone Inzaghi 5: recuperati tutti gli effettivi (con l’inspiegabile reinserimento di Wallace dal primo minuto, troppo lento per Insigne) prepara con la solita attenzione e cura la gara contro il Napoli. Infatti finché i suoi ragazzi hanno benzina nelle gambe il campo gli dà ragione. Nella ripresa non riesce a far salire la squadra che sembra rimasta negli spogliatoi. Neanche è fortunato nei cambi, a dire la verità poco azzeccati: al 60′ mette in campo il volenteroso ma inefficace Lukaku per lo spento Lulic (che tiene pure in gioco Callejon in occasione del pareggio) e Caicedo per uno sconclusionato Luis Alberto: ma se il biondo spagnolo non riusciva a concludere dignitosamente nessuna azione, Caicedo non va oltre qualche duello aereo per tutto il resto della gara. Al 67′ inserisce Nani (risultato poi a dir poco evanescente) per Leiva (forse perché ammonito) indebolendo ulteriormente il centrocampo già in grande sofferenza. La sua Lazio è sulle gambe, si nota che è stanca e non regge più di un tempo a gara, spenta nei suoi migliori interpreti – eccetto Milinkovic che per tutto il primo tempo si fa ammirare per giocate deliziose e fisicità da vendere. Simone però reagisce a questa flessione in modo disperato: quando la gara è già compromessa inserisce attaccanti, il che non è certamente garanzia di più gol, ma sicuramente di peggior dialogo tra i reparti. Probabilmente non ritiene all’altezza dei compiti le alternative “naturali” a Leiva (Murgia? No, non c’è un vice Leiva in squadra, e Simone lo aveva chiesto con ardore a gennaio) e Luis Alberto (Felipe Anderson, che nella qua migliore condizione sarebbe stato molto utile contro il Napoli, è in punizione, ma Caicedo è francamente impresentabile. Non è affatto chiaro perché tenti l’impossibile recupero di Wallace, che ormai ha ampiamente dimostrato le sue mancanze (superandosi con un autogol sciagurato stasera) in fase di tempismo e di attenzione, soprattutto ora che ha Caceres. Ma tant’è, la gara termina con lo stesso risultato dell’andata all’Olimpico, con la differenza che quella gara era stata macchiata dagli infortuni a catena in difesa. Però, a ripensarci bene, le dichiarazioni di Sarri a fine gara a Roma (“Inzaghi parla di infortuni? Avremmo vinto comunque”) – dichiarazioni che fecero infuriare la tifoseria biancoceleste – forse non erano da prendere come spocchiose parole di presunzione. Il Napoli è forte, molto più forte della Lazio e lo dimostrano non solo i punti in classifica ma soprattutto gli scontri diretti. Inzaghi ora dovrà resettare i malumori e le sfiducie e cercare, a partire dal prossimo impegno in Europa League a Bucarest, di riprendere le redini di una compagine che sembra accusare cali di forma, di mentalità e di personalità davvero preoccupanti negli ultimi tempi.

IL TABELLINO
Napoli-Lazio 4-1
Marcatori: 3′ de Vrij (L), 44′ Callejon (N), 54′ aut. Wallace (L), 56′ Zielinski (N), 73′ Mertens (N)

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Tonelli, Koulibaly, Mario Rui; Allan (81′ Rog), Jorginho, Hamsik (46′ Zielinski); Callejon (84′ Maggio), Mertens, Insigne. A disp. Sepe, Rafael, Albiol, Diawara, Machach, Ounas.
All. Maurizio Sarri

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Wallace, de Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva (67′ Nani), Milinkovic, Lulic (60′ Lukaku); Luis Alberto (60′ Caicedo), Immobile. A disp. Vargic, Guerrieri, Patric, Bastos, Basta, Luiz Felipe, Caceres, Murgia.
All. Simone Inzaghi

ARBITRO: Banti (sez. Livorno). Ass: Vuoto-Peretti. IV: Pinzani. VAR: Damato. AVAR: Tegoni

NOTE. Ammoniti: 43′ Leiva (L), 45′ Milinkovic (L), 63′ de Vrij (L)

Recupero: 2′ pt.

Serie A TIM, 24^ Giornata
Sabato 10 febbraio 2018, ore 20:45
Stadio San Paolo di Napoli

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e poi specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1986 al 1994 ha collaborato con il settimanale musicale "Ciao 2001" e per lo stesso gruppo editoriale è stato direttore della rivista "Esoterica", caposervizio delle pagine “Cultura” e “Sesso&Salute” del quotidiano nazionale “Quigiovani” e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi "Robert Fripp & King Crimson" (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e "In The Court Of The Crimson King" (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sulla nascita della band che ha cambiato la storia del Rock. Opinionista sportivo in radio e TV, collaboratore di "Classic Rock", Staiti è caporedattore delle sezioni Sport e Musica di MP News. Archivio Articoli

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