CALCIO-TIM CUP – Lazio-Milan 4-5 (d.c.r.). Commento e pagelle biancocelesti

Alla fine dei tempi supplementari di una gara piacevole e ben giocata, con diverse occasioni da gol mancate da entrambe le squadre, il campo decreta l'assoluta parità a reti inviolate. Il Milan vince ai rigori e disputerà la finale contro la Juventus. La Lazio esce dalla Coppa Italia a testa alta

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Lazio-Milan Tim Cup

Strakosha 7,5: al 23′ è pronto a respingere sul tiro dalla distanza di Suso. Al 27′ esce male sulla punizione di Calhanoglu e rinvia su Caceres, il pallone carambola su Cutrone che non riesce a indirizzarla in porta. Al 47′ para facilmente a terra il tiro centrale di Calhanoglu. Al 56′ di ginocchio para il gran tiro ravvicinato di Calabria. Al 98′ salva la porta sulla punizione a giro di Calhanoglu. Para ben due rigori su Rodriguez e Montolivo, ma non basta.

Caceres 6,5: al 23′ il suo tiro dalla distanza viene leggermente deviato e poi parato facilmente da Donnarumma. Fa valere tutta la propria esperienza in fase difensiva, con perfette diagonali e anticipi mirati. Al 68′, ancora convalescente per la botta al ginocchio ricevuta contro il Sassuolo, viene sostituito da Luiz Felipe 6,5: lucido nel leggere le situazioni, pronto negli anticipi, determinato nei contrasti e quando deve ripartire palla al piede, in crescita costante nelle sue ultime apparizioni. Sbaglia il rigore sparando alto sulla traversa.

de Vrij 6: deve tenere a bada Cutrone, ma il giovane attaccante rossonero è veloce e spesso gli sfugge. I pericoli maggiori per la porta di Strakosha arrivano per le vie centrali, Stefan stasera sempre poco lucido rispetto ai suoi standard. Migliora verso la fine dei tempi regolamentari.

Radu 7: ha molto da fare stasera nella sua zona di competenza dove Suso non è decisamente un cliente facile, ma se la cava sempre egregiamente nei primi 45′ e l’esterno destro rossonero tira una sola volta e dalla distanza verso Strakosha. Al 56′ gli sfugge Calabria, ma la colpa è di Marusic che lo tiene in gioco. Bravissimo a vincere in area il duello con Cutrone al 65′, quando gli sradica con esperienza il pallone dai piedi. Gara da vero combattente, viene ammonito per un’entrata che Rocchi valuta da giallo (ma è entrato sul pallone).

Marusic 5,5: non una prestazione esaltante la sua, da qualche gara in evidente calo. Salta agli occhi la differenza di spinta e di efficaci rispetto alla fascia sinistra dove si muove Lulic. Al 56′ non sale e tiene tutti in gioco, tra cui Calabria che riceve da Suso va al tiro, para Strakosha. Cresce alla distanza e al 92′ viene ammonito per fallo tattico su Calhanoglu, giallo speso benissimo sulla ripartenza del rossonero.

Parolo 6,5: tantissimo lavoro come sa fare lui a centrocampo, con frequenti inserimenti e tre tiri in porta nella ripresa, ma tutti senza successo. Segna il rigore quando è il suo turno.

Leiva 6,5: al 25′ prova il tiro da fuori, ma il tiro è centrale il pallone finisce tra le braccia di Donnarumma. Autore di un’ottima prestazione, si fa parare però il rigore, tirato troppo lento, quando è il suo turno.

Milinkovic 6,5: è in gran forma e si vede immediatamente. Al 7′ calcia da posizione defilata e il suo rasoterra viene respinto con i piedi da Donnarumma. Al 18′ va vicinissimo al gol recuperando un passaggio orizzontale sbagliato di Rodriguez ma il suo potente tiro va fuori di pochissimo. Prestazione di fioretto, ma non di sostanza: si fa anche parare il rigore, tirato davvero male.

Lulic 7: grande prestazione agonistica a tutto campo, prezioso sia in fase offensiva dove indirizza tutte le azioni dalla fascia destra (suo il cross per il colpo di testa di Immobile al’6′), al 29′ con un provvidenziale colpo di testa libera la propria area da un cross di Kessie destinato a Cutrone. Alla fine del primo tempo è lui l’uomo assist della gara con ben sei occasioni da gol create. Nella ripresa continua il suo incessante lavoro nelle due fasi. Al 76′ colpisce male e il suo tiro da fuori è da dimenticare. Lotta fino alla fine come un guerriero e segna anche il rigore al suo turno.

Luis Alberto 6,5: gara maiuscola, con un primo tempo in cui fa letteralmente impazzire il centrocampo e la difesa rossonera. Lo trovi in ogni parte del campo, a lottare pallone su pallone, a farsi gioco degli avversari vincendo contrasti e dribbling, ad assistere i compagni con colpi di classe assoluta. Come accade al 36′ quando serve Immobile in area con un delizioso colpo di tacco. Un minuto dopo durante un duello palla al piede con Biglia sulla linea di fondo cade e reclama il rigore, ma Rocchi lascia proseguire perché il fallo è nettamente fuori area. Al 67′ lascia il campo a Felipe Anderson 6,5: il suo ingresso in campo è molto volenteroso e al 74′ il suo tiro viene murato dalla barriera, poi non si ferma più: assist per Immobile, per Parolo, per se stesso, ma non riesce neanche lui ad andare in gol perché spesso viene fermato all’ultimo momento. Segna il rigore quando è il suo turno.

Immobile 7,5: al 6′ è lui a inaugurare le occasioni da gol della gara con una girata di testa su cross di Lulic, ma Donnarumma vola e alza il pallone sopra la traversa. Lotta come un leone per tutta la prima frazione. Segna il rigore, ma non basta.

Simone Inzaghi 7: non rinuncia ai big in formazione, schiera Marusic anche per via della squalifica di due giornate in campionato. Anderson in panchina, torna Luis Alberto dal primo minuto. Nelle prime fasi di gioco le squadre sembrano in equilibrio ma sono i biancocelesti a creare un’occasione da gol al 6′ con il colpo di testa di Immobile e poi al 7′ e al 18′ con Milinkovic, poi al 23′ con Caceres e un minuto dopo con Leiva: ma Donnarumma è sempre sul pezzo. Il Milan risponde al 18′ con Suso da fuori, Strakosha è pronto alla respinta. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 con i biancocelesti che hanno provato a dettare i ritmi del gioco almeno per 30 minuti. Nella ripresa il Milan sembra più aggressivo, ma i due tentativi di Calhanoglu tra il 47′ e il 52′ sono facile preda di Strakosha. Simone dopo un’ora di gioco prova a smuovere le acque operando i primi cambi: fuori Luis Alberto per Felipe Anderson, poi Luiz Felipe per Caceres, ma alla fine del secondo tempo il risultato non cambia, soprattutto per la bravura dei due portieri. Si va ai supplementari e Simone opera l’ultimo cambio: Lukaku per uno spento Marusic, spostando Lulic (gara maiuscola la sua) sulla destra. I supplementari terminano con il Milan rintanato nella propria area accerchiata dai biancocelesti – con un contropiede fallito da Kalinic davanti a Strakosha – ma il risultato non cambia e si va ai rigori. Bravo Strakosha a pararne due, ma Donnarumma fa lo stesso dalla sua parte. Alla fine l’errore dal dischetto di Luiz Felipe e la segnatura di Romagnoli decidono per il Milan in finale. Le due squadre si sono equivalse sul campo, la Lazio esce a testa alta dalla sconfitta, dopo aver disputato un’ottima gara preparata al meglio da Simone Inzaghi.

IL TABELLINO
Lazio-Milan 4-5
Sequenza rigori: Immobile (L) gol, Rodriguez (M) parato, Milinkovic (L) parato, Montolivo (M) parato, Leiva (L) parato, Bonaventura (M) gol, Parolo (L) gol, Borini (M) gol, Felipe Anderson (L) gol, Bonucci (M) gol, Lulic (L) gol, Calhanoglu (M) gol, Luiz Felipe (L) fuori, Romagnoli (M) gol.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Caceres (68′ Luiz Felipe), de Vrij, Radu; Marusic (93′ Lukaku), Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic; Luis Alberto (67′ Felipe Anderson), Immobile.
A disp. Guerrieri, Vargic, Patric, Basta, Bastos, Wallace, Murgia, Nani, Caicedo.
All. Simone Inzaghi

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessié (96′ Montolivo), Biglia, Bonaventura; Suso (108′ Borini), Cutrone (70′ Kalinic), Calhanoglu.
A disp. Donnarumma A., Guarnone, Abate, Gomez, Musacchio, Zapata, Locatelli, Mauri, André Silva.
All. Gennaro Gattuso

ARBITRO: Rocchi (sez. Firenze). Ass: Valeriani-Lo Cicero. IV: Tagliavento. VAR: Irrati. AVAR: Paganessi.

NOTE. Ammoniti: 38′ Kessié (M), 57′ Romagnoli (M), 73′ Calabria (M), 90 + 2′ Marusic (L), 103′ Radu (L), 103′ Milinkovic (L)
Recupero: 1’pt; 2′ st; 1′ pts.

TIM Cup, semifinale di ritorno
Mercoledì 28 febbraio 2018, ore 20:45
Stadio Olimpico di Roma

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e poi specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1986 al 1994 ha collaborato con il settimanale musicale "Ciao 2001" e per lo stesso gruppo editoriale è stato direttore della rivista "Esoterica", caposervizio delle pagine “Cultura” e “Sesso&Salute” del quotidiano nazionale “Quigiovani” e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi "Robert Fripp & King Crimson" (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e "In The Court Of The Crimson King" (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sulla nascita della band che ha cambiato la storia del Rock. Opinionista sportivo in radio e TV, collaboratore di "Classic Rock", Staiti è caporedattore delle sezioni Sport e Musica di MP News. Archivio Articoli

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