CALCIO – Lazio-Inter 2-3. Commento e pagelle biancocelesti

La Lazio all'Olimpico getta via un'ottima stagione: al 10' va in vantaggio grazie all'autorete di Perisic, al 29' pareggia D'Ambrosio. I biancocelesti tornano in vantaggio al 41' grazie a Felipe Anderson su assist di Lulic ma al 78' Icardi riporta il risultato in parità su rigore causato da de Vrij. Al 79' Lulic, fino ad allora protagonista, si fa espellere per doppia ammonizione. In dieci e grazie a una difesa disattenta Vecino all' 82' segna il gol decisivo

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Strakosha 4,5: para sicuro a terra al 15′ il destro di Vecino. Sbaglia gravemente, smanacciando malamente, su D’Ambrosio al 30′ su calcio d’angolo battuto da Brozovic. All’80’ esce male e non trattiene il pallone tirato da Karamoh, Felipe Anderson lo salva il angolo. Grave carenza tecnica del giovane portiere della Lazio nelle uscite, sempre incerto, sempre impreciso.

Ramos 5: al 7′ da posizione favorevolissima, dopo aver ricevuto da Immobile nell’area piccola, si divora un gol fatto spedendo alto sulla traversa. Al 26′ viene ammonito per un’entrata in ritardo su Cancelo. Al 52′ si improvvisa centravanti ma dalla distanza spara alto sulla traversa. Spesso in difficoltà nella propria area di rigore.

de Vrij 6,5: sotto pressione estrema, dopo una settimana di dubbi sul suo impegno, in una situazione fortemente anomala, continua a dirigere la difesa come se niente fosse. Una spanna al di sopra dei compagni di reparto. Al 78′ arriva l’episodio che non sarebbe mai dovuto accadere e di cui si era discusso molto in settimana: entra in ritardo su Icardi (che prende palla a causa di una rilancio sbagliato di Strakosha) in area di rigore e Rocchi non può che concedere il penalty che lo stesso bomber nerazzurro mette a segno. All’84’ termina la sua prestazione, che fino all’incidente del rigore era stata ottima – Icardi non aveva toccato palla fino a quel momento – purtroppo il dubbio rimarrà per sempre. Sostituito da Nani s.v.

Radu 5: non è al meglio e Rafinha gli fa passare brutti quarti d’ora. Dalla sua parte l’Inter passa sempre. In evidente difficoltà, viene sostituito al 76′ con Bastos 5: si limita a fare il suo senza squilli e anzi con qualche lancione in avanti dove non c’è proprio nessuno.

Marusic 6,5: ci prova al 6′ ma il suo sinistro viene deviato in corner. Al 9′ il suo tiro che sarebbe finito fuori viene deviato nella propria rete da Perusic. Prestazione di grande impegno e corsa per l’esterno serbo. Al 66′ un vero strappo di potenza coast to coast si conclude con uno scivolone in area avversaria.

Murgia 5: corre e si impegna, pur con qualche errore di troppo nel palleggio. Subisce un grave fallo da Miranda, ammonito per l’occasione, ma si rialza e continua a lottare. Peccato per i tanti errori.

Leiva 6,5: al 17′ segue Immobile in un’azione d’attacco e guadagna un corner. Lotta come un guerriero a metà campo e al 37′ viene ammonito per un fallo su Rafinha. Frequenti i suoi inserimenti in area avversaria, ottimo il dialogo con Milinkovic. Cala nel finale di gara.

Milinkovic 7: all’8′ il suo tiro viene parato con bravura da Handanovic, al 25′ la sua punizione da posizione molto favorevole si stampa sul palo alla sinistra di Handanovic. Al 44′ il portiere dell’Inter si oppone ancora al suo destro. Buona prestazione cui è mancato solo il gol, anche per la bravura di Handanovic.

Lulic 5: gara di grande intensità, come al suo solito. Costretto al fallo tattico al 24′, quando Cancelo riparte pericolosamente. Al 41′ recupera palla davanti alla difesa, si fa quasi tutto il campo, poi trova l’imbucata per Felipe Anderson alla sua destra e il brasiliano con piatto destro la mette dentro. Con l’entrata in campo di Lukaku si sposta a intermedio del centrocampo. Al 79′ entra in scivolata in ritardo netto su D’Ambrosio e con il secondo giallo è costretto a lasciare il campo per espulsione. L’insufficienza solo per aver lasciato in dieci i compagni in un momento cruciale della gara.

Felipe Anderson 7: corre e si impegna, ma sempre con quel suo modo di fare che sembra senza tanta grinta. Ma il talento brasiliano vive di fiammate e quando al 41′ viene lanciato nello spazio da Lulic brucia tutti gli avversari e batte con freddezza Handanovic con un destro di precisione. Al 47′ viene fermato fallosamente da D’Ambrosio che viene ammonito. Al 66′ il suo destro da fuori area si stampa sull’esterno della rete. Con l’uscita di Immobile avanza il proprio raggio d’azione, ma cala nella seconda parte della ripresa.

Immobile 6: lotta come se non fosse tornato in anticipo dall’infortunio, cerca spazi in area ma viene guardato e marcato a vista dai difensori avversari. Chiaro che non può assolutamente forzare oltre un certo limite. In condizioni non eccezionali come quella di stasera non sarebbe mai tornato in campo così presto dopo un infortunio. La sua prestazione generosa, ma non certo ai suoi livelli, termina al 75′ quando viene rilevato da Lukaku 6: si impegna fino a fine gara pur non essendo al meglio della condizione fisica

Simone Inzaghi 7: era “destino” che Lazio-Inter all’ultima di campionato sarebbe stata decisiva per la qualificazione in Champions. La Lazio ci arriva in una situazione anomala, vita la pressione che durante la settimana è stata esercitata dall’Inter su de Vrij con la notizia del deposito del contratto del centrale olandese che, allo scadere di questa gara, indosserà la maglia degli attuali avversari. Un calciatore “costretto” a giocare contro il proprio futuro. Ma Inzaghi conosce la professionalità del ragazzo, che giorni fa ha confermato con un messaggio ai compagni di volerci essere per questa gara decisiva. La formazione è quella titolare con l’assenze di Parolo, infortunato, sostituito da Murgia. L’Inter parte meglio della Lazio, fa la gara, tesse una fitta rete di passaggi nello stretto. La Lazio si difende con ordine e dopo 5 minuti capovolge la situazione: al 6′ si fa vedere dalle parti di Handanovic con Marusic il cui tiro viene deviato in corner. Al 7′ Ramos, che riceve nell’area piccola da Immobile, fallisce clamorosamente il gol spedendo alto sulla traversa da posizione estremamente favorevole. Un minuto dopo Handanovic compie una gran parata su un potente tiro di Milinkovic, ma al 9′ non può nulla sulla deviazione di Perisic che devia nella propria rete un tiro di Marusic. Ora la Lazio opera un forcing intenso che costringe l’Inter a difendersi. Al 22′ dopo un errore grossolano della difesa biancoceleste, Icardi riceve da Cancelo e poi si divora un gol aprendo troppo il diagonale sul secondo palo. Al 25′ Milinkovic su punizione colpisce in pieno il palo alla sinistra di Handanovic. Al 30′ il pareggio dell’Inter: sugli sviluppi di un corner D’Ambrosio prima stoppa di petto e poi sulla smanacciata confusa di Strakosha, la mette dentro. La Lazio sembra accusare il colpo e per qualche minuto sembra meno sicura in campo. Ma al 41′ arriva il secondo vantaggio laziale; Lulic riparte veloce palla al piede e si fa tutto il campo, poi trova l’imbucata perfetta per Felipe Anderson che di piatto destro batte Handanovic con freddezza. Al 44′ ci riprova Milinkovic, ma ancora una volta Handanovic gli nega la gioia del gol. Il primo tempo, giocato alla grande dai ragazzi di Inzaghi, si conclude con l’Inter in grande difficoltà, soprattutto sulle ripartenze dei biancocelesti. I nerazzurri iniziano la ripresa con un forcing insistente, ma la Lazio ribatte colpo su colpo. Al 71′ Rocchi indica il dischetto del rigore per un presunto fallo di mano di Milinkovic in area: per fortuna questa volta si va alla VAR che corregge la decisione dell’arbitro, evidentemente sbagliata anche guardando una sola volta l’azione al replay in TV. L’Inter ci prova in tutti i modi, ma la Lazio si difende. Al 78′ accade, quasi come una profezia che si auto-avvera, il disastro di de Vrij che entrando in ritardo in area su Icardi provoca il calcio di rigore che lo stesso bomber nerazzurro segna spiazzando Strakosha e portando il risultato sul 2-2. Al 79′ un’altra tegola: Lulic entra in ritardo su Brozovic e viene espulso per doppia ammonizione. Due minuti dopo arriva il nuovo vantaggio interista: su calcio d’angolo battuto da Brozovic, Vecino anticipa tutti – difesa laziale con la testa altrove – e la mette alle spalle di Strakosha. All’84’ de Vrij termina la sua prestazione sostituito da Nani. In dieci e sotto di un gol la Lazio non riesce a pareggiare e perde ancora una volta la qualificazione in Champions League che va all’Inter. In questa stagione, a parte la Supercoppa italiana vinta contro la Juventus, la Lazio ha dimostrato di non essere all’altezza di traguardi più importanti: in Europa League contro lo Strasburgo ha commesso lo stesso errore di questa sera all’Olimpico: in vantaggio per ben due volte non è stata capace di mantenere il risultato. L’Europa League sarà ancora per la prossima stagione la dimensione europea dei biancocelesti. Se solo fossero stati forniti rinforzi adeguati a Inzaghi a gennaio (ne aveva chiesti solo due del resto) forse l’epilogo sarebbe stato differente. Ma la storia non si fa mai con i se e con i ma. Sarebbe troppo facile questa sera prendersela con de Vrij, che per tutta la gara ha marcato impeccabilmente Icardi, commettendo un errore che comunque non avrebbe pregiudicato la qualificazione al quarto posto, perché con il pareggio la Lazio sarebbe andata in Champions. La Lazio questa sera ha gettato via una stagione spettacolare condotta da Inzaghi sulla panchina con grandissima passione e bravura e dai ragazzi in campo con impegno e sacrificio. Nonostante il non raggiungimento della Champions, Inzaghi e i suoi ragazzi meritano i più sentiti complimenti.

IL TABELLINO
Lazio-Inter 2-3
Marcatori: 10′ Marusic (L), 29′ D’Ambrosio (I), 41′ Felipe Anderson (L), 78′ rig. Icardi (I), 82′ Vecino (I)

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, de Vrij (84′ Nani), Radu (76′ Bastos); Marusic, Murgia, Leiva, Milinkovic, Lulic; Felipe Anderson, Immobile (75′ Lukaku).
A disp. Guerrieri, Vargic, Caceres, Wallace, Basta, Patric, Di Gennaro, Crecco, Caicedo.
All. Simone Inzaghi

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio (81′ Ranocchia); Vecino, Brozovic; Candreva (61′ Eder), Rafinha (68′ Karamoh), Perisic; Icardi.
A disp. Padelli, Berni, Lisandro, Gagliardini, Santon, Borja Valero, Dalbert, Pinamonti.
All. Luciano Spalletti

ARBITRO: Rocchi (sez. Firenze). Ass: Di Liberatore-Di Fiore. IV: Guida. VAR: Irrati. AVAR: Vuoto.

NOTE. Ammoniti: 13′ Brozovic (I), 23′ Miranda (I), 26′ Luiz Felipe (L), 34′ Lulic (L), 37′ Leiva (L), 48′ D’Ambrosio (I), 63′ Strakosha (L)

Espulsi: 79′ Lulic (L) per doppia ammonizione
Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Serie A TIM, 38^ Giornata
Domenica 20 maggio 2018, ore 20:45
Stadio Olimpico di Roma

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e poi specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1986 al 1994 ha collaborato con il settimanale musicale "Ciao 2001" e per lo stesso gruppo editoriale è stato direttore della rivista "Esoterica", caposervizio delle pagine “Cultura” e “Sesso&Salute” del quotidiano nazionale “Quigiovani” e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi "Robert Fripp & King Crimson" (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e "In The Court Of The Crimson King" (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sulla nascita della band che ha cambiato la storia del Rock. Opinionista sportivo in radio e TV, collaboratore di "Classic Rock", Staiti è caporedattore delle sezioni Sport e Musica di MP News. Archivio Articoli

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