TEATRO DELL’OPERA DI ROMA – Fino al 24 giugno va in scena La bohème firmata Ollé

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12In attesa dell’inizio della stagione estiva alle Terme di Caracalla, il Teatro Costanzi ospiterà, per undici recite, uno dei titoli più amati del repertorio di Giacomo Puccini. Parliamo del classico dei classici, ovvero La Bohème.

La regia dell’opera, coprodotta insieme al Teatro Regio di Torino, è stata affidata ad Alex Ollé, una delle anime del collettivo La Fura dels Baus, già visto all’opera nella Madama Butterfly andata in scena a Caracalla lo scorso anno e nel recente Trovatore.

L’ambientazione dell’opera, come è facile immaginare, sarà contemporanea. Tutto si svolgerà in una moderna e degradata periferia, la banlieu parigina. Qui i personaggi vivono le loro vicende con uno spirito bohémien teso al riscatto sociale, tra malattie e noiosa difficile quotidianità. E’ una modernità che a molti puristi probabilmente non piacerà ma alla quale, piano piano, ci si sta abituando. E’ questa la direzione delle nuove produzioni operistiche internazionali.

Dal debutto dell’opera di Puccini son passati centoventi anni – spiega il regista spagnolo nella conferenza stampa di presentazione – e il mondo di oggi assomiglia poco alla romantica Parigi dell’Ottocento. Forse, quello che ci commuove di più della Bohème è la storia dei suoi personaggi, ammantati da una fragile felicità minacciata dalla fuggevolezza del tempo, dalla precarietà della vita, dal freddo, dalla fame, dalle malattie, tanto reali oggi come nel XIX secolo. La bohème, ieri come oggi, non è in fondo nient’altro che la miseria dissimulata sotto una certa bellezza, la fame sopportata con una certa ironia. Se l’opera di Puccini riesce a toccare il pubblico di tutte le epoche, accade forse perché La bohème è innanzitutto un canto alla gioventù perduta. La stessa di ogni spettatore ormai agiato che abbia abbandonato il tempo delle illusioni, dell’amore, delle aspirazioni di gloria, il tempo nel quale la povertà era vissuta con un sentimento di avventura. La stessa gioventù perduta di ogni spettatore, che abbia finito per lasciarsi trascinare dal buon senso dell’uomo e della donna maturi e responsabili”.

La direzione dell’orchestra è affidata ad Henrik Nànàsi, giovane direttore ungherese al debutto sul podio romano, che sarà sostituito da Pietro Rizzo per le recite del 22, 23 e 24 giugno.

Gli innamorati Mimì e Rodolfo saranno interpretati da Anita Hartig (che si alternerà con Vittoria Yeo e Louise Kwong) e da Giorgio Berrugi (Ivan Ayon-Rivas), mentre Marcello sarà Simone Del Savio (Enrico Marabelli)

Le scene sono di Alfons Flores, i costumi di Lluc Castells e le luci di Urs Schönebaum.

Dopo la prima di mercoledì 13 giugno (ore 20), anticipata dall’anteprima riservata ai giovani di martedì 12 giugno (ore 19), La bohème sarà replicata giovedì 14 (ore 20), venerdì 15 (ore 20), sabato 16 (ore 18), domenica 17 (ore 16.30), martedì 19 (ore 20), mercoledì 20 (ore 20), giovedì 21 (ore 20), venerdì 22 (ore 20), sabato 23 (ore 18) e domenica 24 (ore 16.30).

Per informazioni: operaroma.it

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