L’INTERVISTA – Maurizio Galia racconta il dietro le quinte di PROG 50

L'art director, grafico e musicista torinese torna dopo nove anni in libreria con una nuova edizione, riveduta e ampliata, dell'enciclopedia dedicata a uno dei generi più discussi del rock

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Ecco l’enciclopedia che ripercorre 50 anni di musica progressive nel mondo. Compilata dai più autorevoli esperti del settore, è la più completa rassegna mai pubblicata. In 480 pagine in sono elencate tutte le band e gli artisti che hanno percorso la strada musicale del Prog, con discografie e biografie dettagliate. La prefazione di Peter Gabriel in esclusiva e quella di Aldo Tagliapietra completano l’opera ideata da Maurizio Galia, art director, grafico e illustratore pubblicitario oltre che musicista. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare come è nata l’idea di questo testo antologico così unico nel suo genere e così completo.

Nel 2009 hai pubblicato PROG 40, oltre 450 pagine che – con i contributi di Claudio Aloi, Giuseppe di Spirito, Roberto Vanali, Franco Vassia e Donato Zoppo – recensivano gruppi e album progressive pubblicati in tutto il mondo negli ultimi quarant’anni. Un’opera importante che ha riscosso un grande successo. Cosa è cambiato in PROG 50 rispetto alla precedente edizione?

– Molte cose sono cambiate. Innanzitutto PROG 50 contiene 24 pagine in più arrivando a 480 e quindi molti artisti aggiunti. Sono state apportate migliorie nella grafica, sono stati corretti molti errori ed è stato rispettato rigorosamente l’ordine alfabetico, sia nella collocazione dei vari Continenti, sia nella collocazione delle Nazioni. Ispirandomi alla Prefazione di Peter Gabriel dove si parla vagamente di un’armata del Prog, ho suddiviso – dietro abile suggerimento di Christine, la traduttrice – gli artisti in tre capitoli principali: I Re, I Cavalieri e I Fanti.
Una suddivisione che mi ha permesso di dare il giusto peso storico e la valenza appropriata agli artisti elencati. Il capitolo dei Re ha gli artisti fondamentali di tutto il mondo a cui è dedicata una pagina intera, il capitolo dei Cavalieri contiene tre artisti per pagina e il capitolo dei Fanti ne contiene quattro.
La ritengo senza remore una giusta e sensata classificazione, perché non puoi dare ai Barock Project – tanto per fare un esempio – lo stesso spazio che hanno i Quatermass e allo stesso tempo non puoi dare a questi ultimi lo spazio dedicato ai Nice oppure a Emerson, Lake and Palmer. Con tutto il rispetto per ogni Artista trattato nel libro, ci sono state lunghe riunioni per decidere queste cose e quindi nel primo capitolo abbiamo collocato chi ha inventato un linguaggio ed è stato fondamentale per altri.
Inutile dire che ci sono stati artisti che avendo il libro in mano si sono offesi trovando il loro nome nel terzo capitolo e sentendosi in questo modo sminuiti. Ma non è così: il libro ha seguito un ordine di importanza storica e non ha guardato chi vanta grandi vendite oppure lunghe tournèe in Giappone.

PROG 50 è a tutt’oggi l’opera più completa in assoluto su questo genere musicale, perlopiù deriso dai puristi delle canzoni di tre accordi tipiche del rock ‘n’ roll. Invece il Prog è vivo e vegeto e proprio nell’ultimo decennio ha avuto un grande ritorno di interesse da parte del pubblico, anche quello più giovane, a testimonianza del fatto che la musica di qualità rimane.

– Speriamo! Gli indizi per confermare quello che tu mi dici ci sono, ma è anche vero che stiamo attraversando un periodo orribile per chi ama la buona musica. È finita la spinta propulsiva del mercato giapponese che nei primi anni ’90 ha letteralmente riesumato un genere ritenuto morto.
Nel mercato musicale odierno stanno scomparendo persino i tre accordi del rock ‘n’ roll. Sono molto spaventato nel vedere questi enormi festival di musica propinata dai DJ e quindi prevalentemente registrata e non più suonata dal vivo. Musica che non si può nemmeno ritenere tale perché basata su ritmi ossessivi, ripetitivi e rumori ostici. Anche se odio tutto questo ti assicuro che in fatto di musica non sono MAI stato un conservatore. Tra i miei cari amici c’è gente come Franco Falsini (Leader dei Sensation’s Fix) che è stato tra i primi a usare i Moog negli anni’70 e adesso fa musica molto vicina a quella che viene definita Dub, Noise oppure Techno-Pop elettronico, ma elaborata con un approccio Prog. Nel mio libro infatti, troverai i Kraftwerk, gli Orb e i Massive Attack, a conferma del fatto che la VERA musica Progressiva è innovazione, ricerca e non restare incollati al vetusto suono dei Mellotron.

Due illustri personaggi del miglior progressive inglese e italiano, Peter Gabriel ex Genesis e Aldo Tagliapietra ex Le Orme, hanno scritto le prefazioni a PROG 50: come sei entrato in contatto con entrambi?

– Ho conosciuto personalmente Aldo Tagliapietra nel 2003 in ambito della prima mostra che organizzai a Torino per Paul Whitehead che avevo incontrato due anni prima. Infatti mi aveva scritto la prefazione presente nel catalogo di Paul. Poi col tempo siamo diventati amici e ci siamo rivisti molte altre volte. Gran brav’uomo e un grande artista. Ha portato con sé la vera essenza della musica de Le Orme. I suoi dischi da solista sono la vera continuazione di quell’essenza. Per quanto riguarda Peter Gabriel il discorso è più lungo e complicato, anche se con risvolti altamente gratificanti. Ho visto Peter dal vivo per la prima volta a Torino nel settembre 1980. Anche se già possedevo molti suoi dischi, sia da solista che con i Genesis, ne rimasi folgorato: presenza scenica, carisma, energia e fascino misterioso, specialmente nei suoni ricercati della sua musica. Poi, nel corso di questi decenni l’ho incontrato più volte. Ho vinto un premio agli MTV Awards di Francoforte nel 2001 grazie a un progetto di merchandising approvato da lui. Quattro anni fa mi ha invitato nel suo camerino prima di un concerto e in quell’occasione gli ho chiesto umilmente di scrivere la prefazione al mio libro. Anche se mi disse subito di sì non credevo ai miei occhi quando mi arrivò la mail di conferma tramite la sua segretaria. Discutendo con lui ho avuto conferma che è sempre rimasto nella sua essenza un artista progressivo, anche se ha fatto notare che negli anni ’80 ha dovuto evitare quanto aveva realizzato con i Genesis per non ostacolare la sua carriera e adesso l’ho trovato molto più a suo agio con il suo passato. Pochi lo sanno, ma nel 2002 aveva inserito “Supper’s Ready” in scaletta nel suo tour, salvo toglierla poco prima per problemi sugli arrangiamenti, ma sono sicuro che nel prossimo giro di concerti qualche sorpresa ce la farà e nel suo ultimo tour con Sting un assaggio ce l’ha dato.

Peter Gabriel e Maurizio Galia
Peter Gabriel e Maurizio Galia

Il libro esce anche in versione inglese, tradotto da Christine Colomo, con una copertina diversa da quella italiana: ambedue le copertine – e l’intero progetto grafico del volume – sono state realizzate dalle tue sapienti mani di grafico professionista…

– Sebbene sia iscritto alla Federazione Unitaria Italiana Scrittori, non mi ritengo tale. Il progetto primordiale di PROG 40 – ora PROG 50 – doveva vedere me solo come grafico e impaginatore del progetto per le Edizioni Applausi. Poi ne sono diventato il Titolare e nell’ultima Edizione addirittura lo scrittore di due interi capitoli insieme a Christine. Questo non significa che avrei potuto fare questo libro da solo. Assolutamente! La ricerca degli artisti e dei titoli l’ho avuta grazie all’apporto di Mauro Moroni che è il maggiore esperto e collezionista di Prog in Italia (si stima che abbia oltre centomila dischi!). Non avrei potuto recensire i dischi meglio di Donato Zoppo e Peppe Di Spirito, come non avrei potuto avere l’autorevolezza che ha Franco Vassia, ed infine non potevo esimermi dalle preziose informazioni date da Claudio Aloi e Roberto Vanali. Il completamento del progetto è avvenuto grazie alla traduzione pressocchè perfetta di Christine Colomo. Una professionista madrelingua inglese talmente brava che ha reso la mia opera di respiro Internazionale.

L'edizione inglese di Prog 50
L’edizione inglese di Prog 50

Oltre che art-director, illustratore e grafico pubblicitario diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Torino, sei anche autore e musicista. Raccontaci qualcosa della tua carriera multiforme…

– Non mi ritengo musicista anche se sono autore di musica, parole scritte e idee. Nella vita puoi fare bene una cosa sola, raramente farne bene due e francamente… non appartengo a questa schiera di geni. Non prendere queste parole come falsa modestia, ma prendile per quello che esse sono: puro realismo.
Un vero musicista suona tutti i giorni, si mantiene preparato e aggiornato e raramente stecca! Io ho sempre avuto la passione per la musica sin da ragazzo – è vero! – ma i primi disegni colorati sul frigorifero di mia madre li feci a tre anni. Era quello il mio destino. La musica e la passione per le tastiere l’ho avuta a 14 anni, ascoltando il Prog dei Maestri e due anni dopo fondai la mia band – gli Aquael – con cui suono tutt’ora! Dal 1979! Posso dire che ho avuto l’astuzia di iscrivermi alla SIAE e salvaguardare come un patrimonio quanto ho scritto, ma non dimenticare che ho creato e continuo a creare musica che ha forti limiti tecnici, dovuti a chi crea musica per passione e non come professionista.

Nel 1987 hai disegnato REQUIEM, un importante lavoro a fumetti dedicato al mistero che avvolge la morte di Mozart.

– Non è mai stato pubblicato ufficialmente. Esiste come video a fumetti presentato nel 1987 al Torino Film Festival (che all’epoca si chiamava ancora Cinemagiovani). Fu poi ripresentato nel 1989 a Lipsia e nel 1991 a Vienna in occasione del bicentenario della morte del Genio di Salisburgo. Come fumetto fu stampato solo nel 2006 in 500 copie autoprodotte. Diciamo che mi ha fruttato la commissione della Mostra permanente su Mozart a Torino, posta nell’Hotel Dogana Vecchia che lo ospitò nel 1771 e un inedito fumetto ispirato da questo viaggio. Riguardo al REQUIEM … Beh, ho in progetto di ridisegnarlo tutto e pubblicarlo seriamente in futuro. Vedremo!

Pochi sanno che sei l’autore del primo e unico catalogo mai pubblicato su Paul Whitehead, artista noto al mondo del prog per aver disegnato le copertine di famosi dischi, dopo aver organizzato a Torino due mostre sull’autore.

– Vero! Un catalogo che ho realizzato su commissione dell’Associazione Torinese Immagine e Fumetto che nel 2003 organizzò con me la sua mostra Torino. Paul ne fu entusiasta e con orgoglio debbo anche aggiungere che grazie al mio apporto fu poi invitato alla mostra ROCK! di Napoli e al Festival “Le Radici del Rock” a Viterbo nel 2012. Non è escluso che collabori con lui ad altre iniziative. Paul è un caro amico e soprattutto una persona disponibile.

Gli Aquael
Gli Aquael

Nel 2008 – dopo una parentesi solista sotto pseudonimo – sei tornato con il tuo gruppo originario, gli Aquael.

– Non ci siamo mai sciolti. Nel 1995 ci furono disaccordi sul fatto di registrare e pubblicare un disco. Io ero infuriato dal fatto che suonavamo e scrivevamo musica dal 1979 ed eravamo arrivati al 1995 senza avere un disco di debutto – anche se in ambito amatoriale e semiprofessionale – che ci presentasse al mondo. Perdemmo un treno: nei primi anni ’90 era ritornato l’interesse per il Prog e noi eravamo l’ultima band della scuola anni ’70 comparsa a Torino alla fine di quel decennio senza che nessuno lo sapesse. Una situazione frustrante al massimo. Registrai il mio primo disco da solista usando gran parte della musica della band con altri due soci; un duo che si faceva chiamare i “Promemoria”.
Così nel 1997 fu pubblicato “Ziqqurat nel Canavese”. Nel disco parteciparono molti componenti degli Aquael e fu un chiaro presagio al ritorno. Poi ci fu una raccolta fatta in sole 500 copie e infine un contratto discografico con la Mellow Records. Il disco “(Ec)citazioni Neoclassiche” fu pubblicato nel 2005 ancora a mio nome, ma in realtà fu prodotto, suonato e arrangiato dagli Aquael presenti al completo. Un disco che è entrato meritatamente nella storia del Prog Italiano con i dovuti riconoscimenti. Due anni dopo in occasione di due partecipazioni a delle compilations della Mellow Records decidemmo di restaurare il nome originale.
Oggi abbiamo in cantiere un album antologico già masterizzato e in procinto di essere stampato su vinile, disponibile già da 4 anni su iTunes e Spotify e siamo in pre-produzione di un nuovo album che uscirà nel 2019, festeggiando i 40 anni esatti della nostra – modesta – carriera.

MAURIZIO GALIA
PROG 50
Edizioni Applausi
Pagine 480

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e poi specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1986 al 1994 ha collaborato con il settimanale musicale "Ciao 2001" e per lo stesso gruppo editoriale è stato direttore della rivista "Esoterica", caposervizio delle pagine “Cultura” e “Sesso&Salute” del quotidiano nazionale “Quigiovani” e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi "Robert Fripp & King Crimson" (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e "In The Court Of The Crimson King" (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sulla nascita della band che ha cambiato la storia del Rock. Opinionista sportivo in radio e TV, collaboratore di "Classic Rock", Staiti è caporedattore delle sezioni Sport e Musica di MP News. Archivio Articoli

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