L’INTERVISTA – Luciano Viti: la mia fotografia è come il Blues

Il 2 ottobre l'artista ha inaugurato la sua bella e particolare mostra fotografica "Only One" presso il Leica Store di Via dei Due Macelli, 57 a Roma. Le sue fotografie - una selezione di sue stampe Fine Art e otto opere "Only One" - rimarranno in esposizione fino al 6 novembre 2018

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La mostra di Luciano Viti al Leica Store - Foto di Alessandro Staiti

Il 2 ottobre 2018 Luciano Viti – fotografo romano tra i più apprezzati a livello italiano e internazionale specializzato nella fotografia di artisti, band e musicisti di ogni stile – ha inaugurato la tua sesta mostra personale al Leica Store di Via dei Due Macelli a Roma. Una mostra molto particolare che presenta, oltre a una selezione di sue stampe Fine Art, otto opere “Only One“, ovvero il ritratto di un musicista con un suo long playing autografato. Al Leica Store in particolare è possibile ammirare in questi giorni i ritratti “Only One” di Eric Clapton, B.B. King, Frank Zappa, Joe Zawinul, Al JarreauPaul McCartney, Emerson Lake & Palmer e Jethro Tull.

Le foto di Luciano Viti foto hanno illustrato circa 60 copertine del Radiocorriere TV dal 1982 al 1995 e sono apparse sui più importanti organi di stampa come The Times, New York Times, Time, Musician, Playboy, L’Espresso, Rolling Stone, Le Monde, Ciao 2001, Music, Stereoplay. Un grande fotografo al cui obiettivo si sono affidati tantissimi musicisti italiani e internazionali; dai Bee Gees a Frank Zappa, da George Benson a Ennio Morricone, da Eric Clapton a Enrico Rava. Ha collaborato con molte delle più grandi case discografiche e circa cento delle sue foto sono state usate come copertine dei dischi e dei libri di molti artisti.

Luciano Viti accanto a una delle sue foto
Luciano Viti accanto a una delle sue foto

Viti ha lavorato per il programma televisivo di Rai 2 “I Need You“, nel 1993, 1994 e 1995, producendo una serie di servizi fotografici nei campi profughi in Croazia, Bosnia e Albania. Le sue foto sono state usate per spot televisivi a favore di aiuti umanitari per la Croce Rossa Internazionale.

Come è nata l’idea di questa mostra presso il Leica Store?
– Molto semplicemente, hanno visto i miei lavori e dopo 15 minuti abbiamo deciso il periodo e le foto per l’allestimento. Al contrario di strutture pubbliche, come mi è accaduto per esempio con Auditorium Parco della Musica, che dopo un paio di email non hanno neanche voluto incontrami.

Hai fotografato tantissimi artisti internazionali e italiani come – solo per citarne alcuni Bee Gees, Frank Zappa, Neil Young, Pino Daniele, Eric Clapton, B.B. King. Qual è stato per te l’incontro più significativo non solo a livello artistico ma anche a livello umano?
– Ce ne sono stati diversi, come Keith Richards, Jorma Kaukonen, B.B. King, Peter Hammill, Bill Frisell, mi sono sembrati tutti ottime persone anche nel privato.

Pino Daniele e Luciano Viti
Pino Daniele e Luciano Viti

Dal 1984 al 2014 sei stato il fotografo ufficiale di Pino Daniele, dal 1991 al 1996 di Claudio Baglioni. Qual è il segreto nel ritrarre un artista? Che differenza c’è a ritrarre artisti stilisticamente differenti tra loro?
– Pino Daniele è stato un caso a parte, con nessun musicista ho avuto il rapporto che ho avuto con lui. Lui per me era un fratellone, e io ero considerato da lui uno di famiglia. Il nostro rapporto è durato per ben trentacinque anni, ci siamo persi di vista solo un paio di anni. Se avessi la possibilità di mostrare in pubblico il mio archivio fotografico su Pino – circa venticinquemila negativi – le persone rimarrebbero letteralmente a bocca aperta: ma non per un istante, forse per un paio di mesi! Come fotografo avevo accesso illimitato, sia nel pubblico che nel privato di Pino.
Claudio Baglioni è un grande professionista, molto simpatico nel privato, con lui abbiamo fatto molte belle foto, ma non abbiamo mai raggiunto quell’intimità che ho avuto con Pino. Chissà forse anche per colpa mia, nei suoi confronti mi sono sentito sempre un po’ intimidito. Ne abbiamo parlato un paio di anni fa, chissà forse un giorno lavoreremo di nuovo insieme, mi piacerebbe molto!

Luciano Viti
Luciano Viti

Nonostante il grande successo, hai mantenuto in oltre 40 anni di carriera il tuo stile inconfondibile, fatto di semplicità e intuito nel cogliere l’attimo, la posa, il ritratto, senza mai andare a cercare l’effetto speciale…
– A prima vista può sembrare facile scattare fotografie come faccio io, ma comprendi bene che non non lo è affatto. Ho una grande sensibilità nel preparare le luci in studio e riuscire a portare il soggetto a fare quello che ho in mente! Tutta la mia attenzione è rivolta a non perdere mai l’attimo giusto: mantengo una concentrazione assoluta, un po’ come fa un pilota di Formula 1.
Mi sento come quei musicisti che dicono tutto con 4 o 5 note, senza virtuosismi pirotecnici inutili: Keith Richards, John Fogerty, Duane Allman, Ry Cooder…

Se dovessi accostare il tuo stile fotografico a un genere musicale, quale sceglieresti?
– Il Blues!

Hai iniziato a fotografare con la pellicola, oggi c’è il digitale. Come hai vissuto la transizione tra i due mondi? Continui a usare la pellicola o ti sei aperto alle innovazioni tecnologiche? Quali sono a tuo parere le principali differenze tra le due modalità?
– Ho vissuto il passaggio al digitale con un bel po’ di difficoltà, sono un tradizionalista per natura. Per mia ricerca personale e soprattutto per i ritratti uso ancora la pellicola. Per lavori su commissione con scopi commerciali uso il digitale: la differenza maggiore è che quest’ultimo è più pratico e veloce.

Miles Davis fotografato da Luciano Viti

Quali consigli daresti a giovani aspiranti fotografi?
– Consiglierei loro di avvicinarsi alla fotografia come come hobby, al giorno d’oggi è molto difficile campare esclusivamente di fotografia!

Hai pubblicato già tre grandi libri di altissima qualità tipografica con le tue foto: uno nel 1993 con CD su Pino Daniele (“E sona mo”), “Rock in Camera” nel 2013 e “Chet & Miles” nel 2014. Hai in programma un altro libro per il futuro?
– Spero nei prossimi due o tre anni di realizzare il mio libro fotografico autobiografico. Ho delle manifestazioni d’interesse da parte di alcuni editori, ci sono trattative in corso: ma sicuramente sarà un Fine Art Book limited edition in grande formato, insomma un gran bel libro da collezione. Mi piacerebbe poi riuscire a fare un grande omaggio a Pino Daniele con un super libro! Vedremo se ce ne sarà la possibilità.

Fine art prints in limited edition di Luciano Viti disponibili su www.lucianovitiphoto.com.
Per informazioni: info@lucianovitiphoto.cominfo@wallofsoundgallery.com

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e poi specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1986 al 1994 ha collaborato con il settimanale musicale "Ciao 2001" e per lo stesso gruppo editoriale è stato direttore della rivista "Esoterica", caposervizio delle pagine “Cultura” e “Sesso&Salute” del quotidiano nazionale “Quigiovani” e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi "Robert Fripp & King Crimson" (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e "In The Court Of The Crimson King" (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sulla nascita della band che ha cambiato la storia del Rock. Opinionista sportivo in radio e TV, collaboratore di "Classic Rock", Staiti è caporedattore delle sezioni Sport e Musica di MP News. Archivio Articoli

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