CALCIO – Il punto sul campionato: Juventus Campione d’Inverno, batte anche la Roma

Il Napoli super la Spal con fatica. La Lazio ritrova Milnkovic Savic e i tre punti contro il Cagliari. Le genovesi fanno bottino pieno, mentre per le milanesi la situazione è sempre più critica. Ennesimo rigore nagato al Torino contro il Sassuolo

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Mandzukic esulta

Nella diciasettesima giornata la Juve, come prevedibile, non fallisce l’appuntamento con la consueta vittoria tra le mura amiche contro una Roma incerottata e troppo arrendevole per riuscire a impensierire davvero gli avversari. Basti pensare non solo al numero impressionante delle occasioni create dalla Juventus soprattutto nel primo tempo, ma anche alla cattiveria agonistica espressa dai bianconeri in ogni contrasto (che va a sommarsi al superiore tasso tecnico), come ben esemplificato dalla strapotenza esibita dallo stacco con cui Mandzukic ha surclassato Santon, prima di colpire di testa il pallone che, insaccandosi alla spalle di Olsen (migliore in campo dei giallorossi e già questo dovrebbe far riflettere in casa giallorossa…) ha sancito il vantaggio bianconero.

Juve-Roma

Juventus Campione d’inverno (negli ultimi sette anni è accaduto ben cinque volte, con il Napoli davanti solo nel 2015 e nel 2017) e una proiezione per la fine del campionato che al momento supera i 100 punti.

Il sabato prenatalizio si è rivelato negativo anche per le due milanesi. L’Inter ha vanificato una vittoria a Verona con il Chievo al 91° dopo un gol (con annessa rabbiosa esultanza) di Perisic: Pellissier non avrà molto probabilmente lo stesso seguito di Icardi sui social, né tantomeno il sex appeal della moglie-manager Wanda, ma i gol a quasi 40 anni suonati continua a dimostrare di saperli fare e anche molto bene. Ciò che lascia perplessi, semmai, è che il pareggio dei clivensi sia scaturito da un lancio lungo che ha trovato completamente impreparata la difesa interista, quando ormai il tempo era quasi scaduto. In definitiva, altri 2 punti gettati al vento dai nerazzurri, in attesa della sfida di mercoledì sera a San Siro contro il Napoli.

Pellissier

Nella “Scala del Calcio” ieri pomeriggio si è assistito a un altro psicodramma rossonero. Contro la Fiorentina, il Milan ha creato tantissime occasioni, ma un po’ per la giornata in stato di grazia del portiere ospite Lafont, un po’ per l’imprecisione che ha caratterizzato molte delle conclusioni dei rossoneri, alla fine a festeggiare è stata soltanto la tifoseria viola al seguito (no comment sulla maglia verde esibita dai gigliati, che ha ricordato non poco quella dell’Avellino dei tempi d’oro in Serie A…). Alla fine è stato Federico Chiesa a ritagliarsi le luci della ribalta siglando il gol della vittoria con un’ottima conclusione dalla distanza, dopo aver saltato con un dribbling secco Calabria, schierato fuori ruolo da Gattuso per far fronte all’emergenza a centrocampo. Il tutto mentre Montolivo è restato un’altra domenica seduto in panchina.

Il Napoli ha consolidato la seconda posizione dietro la Juventus faticando più del previsto al San Paolo contro la Spal: protagonisti della gara sono stati sicuramente il difensore spagnolo Albiol (autore al 45′ del gol della vittoria di testa, grazie a uno stacco imperioso su corner battuto da Mertens) e il portiere Alex Meret, che proprio contro la sua ex squadra ha sfoderato almeno un paio di parate fondamentali sul finire della partita.

Napoli

All’Olimpico la Lazio (compreso il “convalescente” Milinkovic-Savic) ha finalmente fornito una prova convincente, sconfiggendo per 3-1 il Cagliari. Buone notizie, insomma per Mister Inzaghi e la squadra biancoceleste, tornata alla vittoria dopo cinque turni di campionato (che diventano sette, considerendo anche i due turni di Europa League), con il talento serbo che dopo tre mesi di digiuno, al 12′ ha gonfiato finalmente la rete, scoppiando subito dopo in un pianto liberatorio. Di Acerbi (che si conferma difensore con il vizio del gol) e Lulic le altre due reti della Lazio, a cui ha fatto da contraltare il gol della bandiera dela squadra sarda firmato da Joao Pedro su rigore procurato dal solito Bastos, da poco entrato in campo.

Milnkovic

Sabato di festa anche per le due genovesi, con la Sampdoria che sul difficile campo di Empoli, sotto gli occhi del CT della Nazionale Mancini presente in tribuna, ha portato a casa una vittoria importantissima grazie alle reti, tra gli altri, di Ramirez (spettacolare tiro di sinistro sotto la traversa), Caprari e Quagliarella (ancora lui!), mentre il Genoa ha finalmente raccolto in casa, contro l’Atalanta dell’ex Mister rossoblu Gasperini, i primi 3 punti sotto la nuova gestione Prandelli. A Marassi, l’estroso ma discontinuo Ilicic si è rivelato per una volta croce (e non consueta delizia) per gli orobici facendosi parare un rigore dall’ottimo Ionut Radu, mentre il capocannoniere Piatek ha dimostrato di aver pienamente superato il recente momento di appannamento. L’attaccante polacco, sogno di tanti club italiani ed europei, ha dimostrato di trovarsi particolarmente a suo agio nel 3-5-2 disegnato da Prandelli, segnando un gol “e mezzo” (la rete del vantaggio rossoblu è stata attribuita all’atalantino Toloi, autore di una deviazione) e rivelandosi un ottimo partner d’attacco per Kouane e per gli esterni Romulo e Lazovic, con quest’ultimo autore dello spettacolare gol del momentaneo 2-1.

Quagliarella

Infine, tre pareggi tra molti sbadigli e qualche rimpianto. Quello tra Udinese e Frosinone non è servito a nessuna delle due squadre, ma ha permesso al nuovo Mister dei ciociari Baroni di iniziare la sua nuova avventura con un punto in trasferta. Stesso discorso, a grandi linee, anche tra Parma e Bologna (come sono lontani i tempi in cui queste due formazioni si giocavano a viso aperto non solo la supremazia sulla via Emilia, ma anche la possibilità di ambire alle zone alte della classifica), mentre un discorso a parte merita la sfida disputata al Mapei Stadium di Reggio Emilia tra Sassuolo e Torino. Dopo i due rigori negati domenica scorsa nel derby contro la Juve, la storia si è ripetuta anche ieri pomeriggio quando al 19° del primo tempo Zaza, dopo uno splendido stop a seguire di tacco, è stato palesemente atterrato in area rossoverde dal difensore Marlon. Anche in questo caso, non solo l’arbitro Banti non ha ha ravvisato alcuna irregolarità ma, come è successo una settimana fa all’Olimpico di Torino, dal VAR non è arrivata nemmeno una segnalazione. Un vero peccato, perché gli errori arbitrali finiscono troppo spesso per rubare la scena ai gesti tecnici e alle belle giocate come il gol del vantaggio siglato dal gallo Belotti (con uno splendido tiro a incrociare su ottimo assist di Iago Falque) o il pareggio degli emiliano ottenuto con caparbietà da Brignola di testa al 92°. Ma per tutti i tifosi il tempo per gioire, soffrire o rammaricarsi è davvero poco: è già scattato il conto alla rovescia per l’inedito boxin day in stile Premier League del prossimo 26 dicembre.

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