MOSTRE – Pollock e la Scuola di New York al Complesso del Vittoriano

0
227
Jackson Pollock

In mostra gli “Irascibili”, i maestri dell’Espressionismo astratto. Fino al 24 febbraio, al Complesso del Vittoriano di Roma, è possibile ammirare, tra le altre, opere di Jacson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline. “Pollock e la Scuola di New York” propone 50 capolavori della Collezione del Whitney Museum di New York, con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale. E’ prodotta e organizzata dal gruppo Arthemisia e curata da David Breslin, Carrie Springer con Luca Beatrice.

La mostra riesce a trasmettere i colori e il senso di un modo nuovo di dipingere, sperimentando tecniche e linguaggi diversi. Non lo fa solo proponendo capolavori come il Number 27 di Pollock, ma da spazio a tutte le espressioni di quella che è stata una vera e propria ventata di innovazione, anticonformismo e introspezione psicologica. L’Espressionismo astratto, e in particolare la Scuola di New York, hanno rivoluzionato la pittura e favorito l’avvento di una cultura pop negli anni 50.

Come dice Harold Rosenberg “la nuova pittura ha abbattuto ogni distinzione tra arte e vita”. Vite inquiete e spericolate, come quella di Pollock, che morirá schiantandosi con la sua auto contro un muro, pochi mesi dopo James Dean, dopo aver avuto problemi psichiatrici e di alcolismo.

Colori forti, forme che lasciano spazio alla fantasia senza i vincoli dell’arte figurativa, sono al centro della tecnica del dripping, illustrata da una foto e da brevi filmati del regista Hans Namuth, in cui è possibile assistere, in diretta, alla creazione di un quadro. Jacson Pollock riesce a far colare colori su grandi tele con una danza che coinvolge anima e corpo. Robert Rosenblum dice “Nessun artista prima di Pollock era riuscito a trasformare la pasta di colore in vortici scintillanti di energia impalpabile”.

Scopriamo che già nel 1947 la pittrice Lee Krasner, moglie di Pollock, aveva precorso i tempi con un suo quadro che anticipa le nuove tendenze pittoriche. Era stata costretta a cambiare il suo nome di battesimo, Lenore, per sembrare un pittore e superare le discriminazioni di genere radicate nell’ambito artistico. Nella Scuola di New York troviamo altre donne come Helen Frankenthaler, che ci propone opere eleganti e sofisticate.

Nella famosa foto di Nina Leen, che ritrae tutto il gruppo nel 1950, di donna ce n’è una sola, Hedda Sterne. Tutti gli “Irascibili” sono vestiti da banchieri e protestano per l’esclusione da una mostra sulle nuove tendenze da parte del direttore del Metropolitan Museum di New York. Sono artisti ribelli e inquieti che praticano Action painting, la pittura in azione, che sceglie l’astrattismo per raccontare emozioni senza alcun condizionamento.

Abbiamo visto, nella mostra, anche due opere di Mark Rothko, delicate e inquiete, che invitano al silenzio e all’introspezione, alcune tele con colori vividi e vitali di Al Held e Hans Hofmann e Sam Francis, con i suoi campi di colore.

“Non dipingo le cose, ma i sentimenti che esse suscitano in me”, così Franz Kline sintetizza lo spirito che anima gli Irascibili e racconta la forza dell’Espressionismo Astratto e della Scuola di New York.


Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO