CALCIO – Il punto sul campionato, in attesa di Genoa-Milan e Juventus-Chievo

L'Inter pareggia in casa contro il Sassuolo, la Roma si gode Zaniolo, il Napoli sovrasta una Lazio (che convince sempre meno) e si porta a 6 punti dai bianconeri che stasera ospitano il Chievo. A segno ancora Quagliarella (doppietta) e Zapata (quattro gol a Frosinone). Tensione a Genova in attesa di Genoa-Milan, anticipata alle ore 15

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Allegri

Alla fine, dopo tante chiacchiere da bar, a tornare a parlare è stato per fortuna il campo. Esemplare, in questo caso, la situazione a dir poco paradossale dell’Inter: diciamocela tutta, la storia del certo, certissimo, anzi probabile rinnovo di Icardi ha davvero stancato tutti (tifosi e interisti e non) e a poco sono serviti i proclami fatti dalla moglie procuratrice sui social e nelle varie trasmissioni. Più che le cifre da urlo (7 milioni netti di euro più bonus all’anno, così almeno pare…), a fare davvero scalpore sono i numeri impietosi del numero 9 nerazzurro all’interno del rettangolo di gioco: Icardi non segna da 450 minuti (rigore con “cucchiaio” segnato contro l’Udinese) e sabato sera si è segnalato soltanto per un colpo di testa tutt’altro che insidioso. Intendiamoci, in questi casi si potrebbe sempre sottolineare come anche il resto della squadra, ovviamente, abbia un considerevole concorso di colpe nel non riuscire a mettere in condizione l’attaccante argentino di essere pericoloso con più continuità: tirando le somme, resta comunque il fatto che l’Inter nelle ultime 5 partite ha segnato la miseria di 4 reti.

Icardi

Sabato pomeriggio, in un San Siro che ha manifestato il suo volto migliore (quello degli 11mila bambini presenti sugli spalti, in seguito alla ben nota iniziativa fatta dalla società nerazzurra), il migliore in campo è stato il portiere Handanovic e questo la dice lunga sulla prestazione offerta dall’Inter contro il Sassuolo, tanto che, alla fine, nel dopogara ad avere i maggiori rimpianti è stato l’allenatore De Zerbi, visto che la squadra neroverde nella parte finale della gara ha rischiato seriamente di portarsi in Emilia l’intera posta. La qual cosa, invece è riuscita al Parma, che a Udine ha potuto contare su un Gervinho tornato ai livelli di inizio stagione: il gol del raddoppio, realizzato in velocità, è stato caratterizzato da un coefficiente di difficoltà probabilmente inferiore a quello siglato alla quinta giornata contro il Cagliari, ma sicuramente ha destato non poca ammirazione in tutti gli spettatori presenti alla Dacia Arena. All’Udinese, che peraltro ha disputato un’ottima partita, restano soltanto i rimpianti per i due legni colpiti dal solito Rodrigo De Paul, mentre i ducali hanno migliorato ulteriormente la già ottima classifica, raggiungendo quota 28 punti, grazie alle quinta vittoria esterna.

Gervinho

Nell’anticipo serale del sabato, sotto un consistente diluvio, allo stadio Olimpico la Roma ha vinto non senza qualche patema d’animo di troppo contro il Torino: i due gol subìti da Olsen non erano esattamente imparabili e Belotti e Iago Falque hanno fallito delle facili occasioni che avrebbero permesso ai granata di ottenere almeno un pareggio tutto sommato meritato. Ma si sa, il calcio è fatto anche e soprattutto di episodi e alla fine la meritata copertina resta saldamente nelle mani (anzi sui piedi, in particolare su quello sinistro…) del baby Zaniolo, autore di una rete davvero spettacolare al quarto d’ora di gara, con tanto di gol realizzato praticamente da seduto con stop acrobatico, dopo una prima respinta di Sirigu.

Zaniolo 2

A proposito di partite spettacolari, da segnalare la goleada realizzata dall’Atalanta a Frosinone: sugli scudi, ancora una volta Duvàn Zapata, autore addirittura di 4 reti, che finalmente sono state festeggiate a dovere, a differenza delle 3 realizzate a Udine lo scorso 9 dicembre, quando l’attaccante colombiano aveva scelto (un po’ discutibilmente…) di seguire la ben nota “moda” di non esultare, in segno di rispetto nei confronti della ex squadra di appartenenza.

Zapata

Gara decisamente combattuta anche a Ferrara tra Spal e Bologna: Mister Inzaghi ha schierato subito i nuovi arrivi Sansone e Soriano e i risultati si sono visti subito, anche se la Spal ha potuto contare sull’ottima prova offerta dal nuovo numero 1, Viviano (un passato da ex rossoblu, tra l’altro…). Di pregevole fattura i due gol, siglati entrambi sotto la curva ovest dei tifosi spallini: al vantaggio dei felsinei con un gran gol dalla distanza di Palacio, con tanto di finta a rientrare, ha infatti risposto lo spallino Kurtic (a segno, curiosamente, anche nella gara di andata), con un imperioso stacco di testa.

Muriel

Altri due pareggi spettacolari sono stati quelli tra Cagliari ed Empoli (con la sfida decisa negli ultimi dieci minuti grazie alle reti di Zaic e Farias, dopo i due gol inziali siglati da Pavoletti e Di Lorenzo) e soprattutto tra Fiorentina e Sampdoria, con i blucerchiati che non hanno saputo capitalizzare la superiorità numerica dovuta all’espulsione al 39° di Fernandes. A segno Gastòn Ramirez, con una gran rete su punizione, oltre alle doppiette del redivivo Muriel (bentornato all’ex attaccante di Udinese, Lecce, Sampdoria e Siviglia) e del “solito” Quagliarella (a segno da 10 gare di fila e salito ora a quota 14), con gol del definitivo 3-3 siglato allo scadere da Pezzella (con tanto di dedica a Davide Astori).

Quagliarella 2

Nel posticipo di ieri sera, il Napoli ha superato la Lazio in virtù di un primo tempo straripante in cui sono brillate le stelle di Callejon (finalmente a segno dopo un intero girone a digiuno) e di Milik, che dopo la punizione realizzata al 91° a Cagliari lo scorso 16 gennaio, ieri sera si è esibito in una prodezza praticamente identica. Alla Lazio, che si è salvata in quattro occasioni grazie ai legni colpiti dal Napoli, non è bastato l’undicesimo gol realizzato da Immobile: non va comunque dimenticato che la squadra biancoceleste ha dovuto disputare gli ultimi 20 minuti in inferiorità numerica per l’espulsione di Acerbi (che sarà quindi costretto allo stop per squalifica dopo 126 gare consecutive disputate da titolare).

Napoli Lazio

A chiudere la ventesima giornata, oggi si disputeranno Genoa-Milan e Juventus-Chievo. La gara a Marassi è stata caratterizzata da una vigilia piuttosto movimentata, non solo per la decisone di disputare la gara alle ore 15 per motivi di ordine pubblico (il ricordo di quel Genoa-Milan del 29 Gennaio 1995, con l’uccisione del tifoso rossoblu Vincenzo “Claudio” Spagnolo e la relativa guerriglia urbana intorno allo stadio pesa ancora oggi come un macigno…), ma anche per la ormai certa partenza di Higuain – destinazione Chelsea – e il passaggio del bomber genoano Piatek proprio in maglia rossonera. Curiosamente, l’attaccante polacco non scenderà comunque in campo in quanto squalificato.

Genoa

Molto meno carica di tensione si presenta la sfida testa-coda tra Juve e Chievo, divise in classifica da un divario di ben 45 punti. Tra i bianconeri, probabile un ampio turnover previsto da Mister Allegri, che comunque nella consueta conferenza stampa della vigilia ha suonato la carica, dando un saggio della sua proverbiale meticolosità nel tenere lo spogliatoio bianconero sempre particolarmente vivo e reattivo: “Dobbiamo capire che quando l’avversario sta per morire, va ucciso, non bisogna dargli la possibilità di sopravvivere. E questo va fatto chiudendo le partite. Ma è più una roba di testa che di piede”. Il Chievo sta vivendo una stagione particolarmente tribolata, ma giocatori esperti del calibro di Sorrentino e Pellissier hanno già dimostrato varie volte di avere le cosiddette “sette vite”: staremo a vedere.

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