ALT/SYNTH POP – Paolo Tarsi: “A Perfect Cut in the Vacuum”

Il nuovo album del musicista e produttore - in uscita per Anitya Records, in collaborazione con Acanto e Rebirth - vede la collaborazione di ex Kraftewerk, Elektric Music, Tangerine Dream, fino a session men di Radiohead, Brian Eno e molti altri. Ascolta qui "Aritifical Intelligence"

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Paolo Tarsi - A Perfect Cut in the Vacuum (Slipcase cover by Emil Schult)

A PERFECT CUT IN THE VACUUM è il titolo del nuovo album del musicista e produttore Paolo Tarsi in uscita per la sua label Anitya Records, in collaborazione con Acanto e Rebirth. Il disco vede la luce a poche settimane di distanza dal successo ottenuto con il singolo “Seven Nights Awake” (Switch Music, 2018), realizzato insieme al producer Francesco Novara, con cui ha scalato le classifiche iTunes svedesi fino a toccare la settima posizione (Top Songs Electronic). Le 21 tracce di questa nuova release – che si compone di 2 CD – pulsano in un climax dove si susseguono, come in un immenso dance mix celeste, sonorità sempre più intense. Echi ambient si fondono con la Kosmische Musik e il progressive, passando attraverso l’elettronica techno con tinte kraut, fino a specchiarsi nell’irresistibile universo del synth pop.

 Paolo Tarsi - DobiaLab
Paolo Tarsi – DobiaLab

Nel primo CD, intitolato “Unique Forms of Continuity in Sound”, si rincorrono in filigrana citazioni tratte da “Furniture Music for New Primitives”, l’album del debutto solista pubblicato per la Cramps, accolto unanimemente come uno dei dischi più belli del 2015, di cui questo nuovo capitolo costituisce un ampliamento delle sonorità, in modo particolare dell’elemento ritmico. Un’indagine sonora che esplora quel senso di ansia del vuoto innato nella natura umana, un Horror Vacui che i primitivi della Terra cercavano di colmare riproducendo immagini di scene quotidiane sulle pareti spoglie delle caverne. Condizione esattamente opposta a ciò che si trova ad affrontare l’uomo di oggi, completamente saturo di input mediatici a cui corrispondono un eccesso di segnali, auditivi e visivi, che generano una sorta di Horror Pleni – un orrore del troppo pienoin contrasto con l’antico Horror Vacui dell’uomo preistorico.

È proprio nella direzione di una digitalizzazione sempre più accentuata che si affaccia il panorama di suoni sintetici dal sapore mitteleuropeo del secondo CD “Artificially Intelligent”, affrontando il tema quanto mai attuale dell’intelligenza artificiale, in perfetto equilibrio tra sperimentazione e attitudine pop.

Paolo Tarsi - A Perfect Cut in the Vacuum (Cover by Emil Schult & Luca Domeneghetti)
A Perfect Cut in the Vacuum (Cover by Emil Schult & Luca Domeneghetti)

A PERFECT CUT IN THE VACUUM coinvolge musicisti che hanno contribuito a rimodellare i canoni estetici di una rivoluzione artistica destinata a influire in modo permanente sul suono e sull’immaginario tecnologico. A partire da miti assoluti dell’elettronica, in particolare da formazioni iconiche come quelle degli Elektric Music e dei Tangerine Dream, con la violinista Hoshiko Yamane e lo storico tastierista Steve Schroyder, fino a coinvolgere tre ex componenti dei Kraftwerk: Emil Schult, Eberhard Kranemann e Fernando Abrantes. Altri ancora provengono da esperienze altrettanto importanti e significative quali King Crimson, Tuxedomoon, Henry Cow, National Health, Area, Afterhours, Ulan Bator, Rheingold, passando per session men che hanno inciso al fianco di Brian Eno (“Here Come the Warm Jets”), Radiohead (“Amnesiac”), Soft Machine (“Third”, “Fourth”), Bryan Ferry (“Another Time, Another Place”), Neu!, faUSt, Caravan, Hatfield and the North, fino a coinvolgere alcuni tra i principali protagonisti del clubbing e della scena elettronica più recente come Scanner, DJ Ralf, Andrea Tich, Valerio Cosi, Alek Hidell, Violres e Fauve! Gegen A Rhino.

Bad Consumers” è il titolo dell’esposizione che ha anticipato l’uscita dell’album A PERFECT CUT IN THE VACUUM presentando in anteprima l’artwork e i video realizzati da Luca Domeneghetti, Roberto Rossini, Emil Schult – artista e musicista co-autore di brani come “Talk” dei Coldplay e designer di alcuni dei maggiori successi dei Kraftwerk (tra cui “Autobahn”, “Radio-Activity”, “Trans-Europe Express” e “Computer World”) – e Ahmed Emad Eldin, l’artista scelto dai Pink Floyd per realizzare la cover di “The Endless River”.  La mostra, ospitata all’interno di una cornice prestigiosa quale Palazzo Ducale di Genova e documentata nel catalogo “Bad Consumers” (Ventura Ed.), racchiudeva anche partiture grafiche, video-opere, così come artwork e videoclip realizzati per accompagnare lavori precedenti. Un invito a non lasciare che le nuove produzioni musicali diventino solo qualcosa di inconsistente, frutto di superficiali ascolti liquidi. Al contrario, l’unico modo per mantenere viva la musica è di supportarla nei suoi formati fisici, proprio come i libri.

Paolo Tarsi & Emil Schult (ph V. Monteverde - R. Rossini)
Paolo Tarsi & Emil Schult (ph V. Monteverde – R. Rossini)

Paolo Tarsi (Senigallia, 1984) è autore di musica elettronica e cameristica, scrive per il teatro e la video-arte lavorando regolarmente con artisti visivi, dj, film-maker, gallerie e musei d’arte contemporanea. Specializzatosi nella composizione con il premio Oscar Luis Bacalov, collabora con musicisti provenienti dall’avanguardia colta, così come figure di primo piano della scena elettronica, jazz e rock (Esecutori di Metallo su Carta, Calibro 35, Litfiba, CCCP, CSI, Diaframma, Area Open Project). Sue composizioni sono state eseguite in luoghi di culto della musica contemporanea come lo Spectrum di New York e ha realizzato musiche per video-opere e installazioni presentate alla Herbert Art Gallery & Museum di Coventry (UK) e all’ultima edizione dell’Athens Digital Arts Festival. Nel 2018 pubblica il suo primo libro dal titolo “L’algebra delle lampade” edito da Ventura.

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