CALCIO – Il punto sul campionato: Quagliarella come Batistuta, la Juve vola

I bianconeri, sottotono per 70', vincono in rimonta all'Olimpico contro la miglior Lazio della stagione, distaccando di 11 punti la seconda. Il Napoli non passa a San Siro contro il Milan, l'Inter crolla a Torino, mentre la Roma si fa rimontare tre gol dall'Atalanta. Clamoroso il rigore negato al Chievo

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Quagliarella festeggia i suoi gol

Nella seconda giornata di ritorno, per l’ennesima volta la copertina della domenica è inevitabilmente dedicata all'”eterno” bomber Quagliarella, che grazie alla doppietta realizzata con due rigori ai danni dell’Udinese, ha eguagliato il record di Batistuta (ottenuto nel novembre del 1994) di 11 reti segnate in Serie A in maniera consecutiva. A Marassi, sabato pomeriggio era presente l’ex blucerchiato nonchè attuale CT della Nazionale Roberto Mancini: avrà tratto qualche spunto dalla prova offerta dal bomber di Castellamare di Stabia utile anche per l’immediato futuro dell’attacco azzurro ? Quagliarella a parte, la Sampdoria ha dimostrato di essere tornata ai livelli di inizio stagione, con la consueta ottima organizzazione di gioco offerta dalle squadre di Mister Giampaolo, in cui tutti i calciatori sembrano messi nelle condizioni di rendere al meglio: sintomatico, in questo senso, non solo un’altra superlativa prestazione di Saponara, ma anche il ritorno al gol nel nostro Campionato di Manolo Gabbiadini, dopo le non esaltanti esperienze vissute a Napoli e con la maglia del Southampton.

Nell’altro anticipo pomeridiano del sabato, l’altrettanto eccellente organizzazione del Sassuolo, ben disposto in campo da Mister De Zerbi con un inedito 4-3-3, ha fatto sì che la squadra neroverde, pur orfana del neo blaugrana Boateng, abbia battuto agevolmente un Cagliari sempre piuttosto arrendevole lontano dalle mura amiche. Da segnalare il ritorno al gol di Locatelli: l’ultima volta che l’ex centrocampista rossonero era andato in rete era stato in occasione della vittoria del Milan a San Siro contro la Juve, nell’ottobre del 2016, quando in panchina sedeva ancora Vincenzo Montella.

Milan

Il Milan, nonostante la dipartita di Higuain, non è riuscito ad andare oltre un pareggio a reti bianche contro un Napoli curiosamente mai così offensivo come nella gara di San Siro. Fatto sta che nonostante la contemporanea presenza in campo da una parte di Cutrone (poi sostituito a gara in corso del neo arrivato Piatek) e dall’altra di Callejon, Insigne, Mertens e Milik, alla fine i voti pagella più alti se li sono guadagnati Donnarumma e, soprattutto, Ospina, per il prodigioso intervento nel finale sulla mezza rovesciata di Musacchio.

Spalletti

All’Inter è andata ancora peggio: a Torino, nonostante l’impiego contemporaneo di Icardi e Lautaro Martinez, in 90 minuti di fatto non ha praticamente mai impensierito seriamente il portiere granata Sirigu. La sensazione è che la squadra nerazzurra sia una vera e propria Fabrica del Domm (cioè qualcosa che ha un inizio, ma non arriva mai a compimento): troppe le chiacchiere fuori dal campo, il tormentone del rinnovo di Icardi, i mal di pancia di Perisic, il toto-allenatori… a cui fanno da contraltare prove sul campo raramente all’altezza del blasone della squadra nerazzurra.

Juve

Così alla fine, grazie alla vittoria ottenuta contro la Lazio più bella della stagione, la Juventus più brutta della stagione (almeno per i primi 70 minuti), può permettersi di guardare i diretti inseguitori con un distacco davvero considerevole: 11 punti sul Napoli e addirittura 19 sull’Inter. Certo, nella parte finale della gara disputata all’Olimpico, bisognerebbe anche stabilire quanto siano stati determinanti i demeriti di una Lazio incapace ancora una volta di chiudere le partite pur giocando sprazzi di calcio davvero eccellente: emblematico in questo senso il mancato raddoppio fallito da Immobile, calciatore sempre in procinto di effettuare il definitivo salto di qualità, ma che nei momenti “che contano veramente”, sia con la maglia biancoceleste che con quella azzurra, alla fine si dimostra di rado determinante. Da sottolineare come Mister Allegri, nell’immediato dopo gara abbia dimostrato un’onestà intellettuale particolarmente degna di merito, ammettendo candidamente di avere sbagliato la formazione iniziale con Emre Can a fare il vice Pjanic davanti alla difesa, senza invece prendersi il merito di aver azzeccato i cambi con l’ingresso di Bernardeschi e soprattutto Cancelo, autore del gol del pareggio, prima che Ronaldo realizzasse su rigore il definitivo 2-1 per la squadra bianconera.

Dzeko

Se i tifosi biancocelesti hanno vissuto una serata comunque entusiasmante pur con l’amaro in bocca di una sconfitta immeritata, quelli giallorossi sono rientrati da Bergamo consapevoli di avere perso un’altra occasione per effettuare il definitivo salto di qualità. Intendiamoci, l’Atalanta è una delle squadre più in forma del momento e i 44 gol segnati sinora la dicono lunga sul potenziale offensivo della compagine orobica: tuttavia, se la Roma avesse concluso la prima frazione di gioco sul risultato parziale di 3-0 senza subire un gol all’ultimo minuto, probabilmente sarebbe riuscita a portare a casa l’intera posta. Un vero peccato, vista l’ennesima ottima prova offerta dal baby Zaniolo (assist di petto nel primo gol e passaggio illuminante nel terzo) e il ritorno alla rete, con una doppietta, del redivivo Dzeko. Dal canto suo l’Atalanta, grazie al consueto furore agonistico tipico delle squadre di Mister Gasperini, è riuscita a raddrizzare una partita ormai quasi compromessa, fallendo addirittura un rigore con Zapata (che però si è fatto perdonare subito dopo, realizzando il definitivo 3-3).

Pippo Inzaghi

Fa scalpore la rotonda vittoria ottenuta dal Frosinone al Dall’Ara ai danni di un Bologna davvero troppo brutto per essere vero. Alla squadra di Filippo Inzaghi (inevitabilmente prossimo all’esonero), non può bastare l’alibi di aver giocato buona parte della gara in inferiorità numerica per l’espulsione di Mattiello dopo nemmeno un quarto d’ora di gioco: quasi tutti i gol realizzati dai ciociari sono stati realizzati al netto di una difesa rossoblu a dir poco imbarazzante e questo in Serie A (ma anche in categorie inferiori) non è assolutamente ammissibile. Curiosamente, il Frosinone aveva ottenuto anche l’altra vittoria esterna del campionato, in terra emiliana, il 28 ottobre 2018 a Ferrara contro lo Spal. Proprio la squadra estense, ieri a Parma si è aggiudicata il derby emiliano, siglando 3 reti in soli 18 minuti, dopo che i crociati erano andati addirittura sul 2-0, grazie ad una doppietta realizzata da Inglese: del subentrato Valoti, Petagna e Fares le reti spalline, realizzate tutte sotto lo spicchio dei tifosi estensi al seguito.

Pellissier

Gara particolamente emozionante tra Chievo e Fiorentina. Dispiace però sottolineare come, ancora una volta, a fare notizia non sia un gesto tecnico o la realizzazione di una spettacolare rete (il terzo gol di Muriel in due partite, oppure la doppietta realizzata da Chiesa…), ma un errore arbitrale macroscopico. Il rigore sacrosanto negato al Chievo per un fallo evidentissimo subito da Pellissier in area viola nel primo tempo ha davvero dell’incredibile, soprattutto se si pensa che poco prima era stato annullato un gol alla squadra clivense per un millimetrico piede in area dello stesso Pellissier, dopo una rimessa da fondo campo effettuata da Lafont.

La ventunesima giornata si concluderà questa sera con la sfida tra Empoli e Genoa, gara importantissima per entrambe le squadre in ottica salvezza: sarà veriamente curioso vedere come la squadra rossoblu reagirà dopo la partenza del bomber Piatek.

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