CALCIO – Il punto sul campionato: pari tra Juve e Parma. La crisi dell’Inter

Alla doppietta di Ronaldo risponde quella di Gervinho, gli altri due gol di Rugani e Barillà. Il Bologna dell'ex Mihajlović batte l'Inter a San Siro. Pari tra Roma e Milan all'Olimpico: migliori in campo i due classe '99 Donnarumma e Zaniolo. Questa sera Frosinone-Lazio e Cagliari-Atalanta

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Spalletti disperato

Con un po’ di enfasi, si potrebbe affermare come nella ventiduesima giornata di Campionato si siano reverberati, nel bene e nel male, gli effetti dei recenti quarti di finale di Coppa italia.

È il caso della Juve che, incerottata in difesa ma in vantaggio con 2 di gol di scarto (e con 2 legni colpiti da Khedira), alla fine è stata raggiunta da un Parma che ha saputo prontamente riscattarsi dopo la sconfitta interna subìta domenica scorsa contro la Spal. A fine gara Ronaldo, autore di una doppietta come il gialloblu Gervinho, ha voluto minimizzare il tutto, sottolineando come a suo giudizio “il Parma non abbia fatto niente per pareggiare questa partita“.

Allegri

Affermazioni abbastanza discutibili, che tra l’altro cozzano non poco con la lucida autocritica fatta invece da Mister Allegri: “Se si è superficiali giusto essere puniti […] La partita era quasi finita, invece abbiamo lasciato per strada due punti. Abbiamo ripetuto delle ingenuità in fase difensiva. Mandzukic? Quella palla non può essere giocata così“. Acque poco tranquille in casa bianconera, insomma, con il valore (negativo) aggiunto del caso Dybala, che sabato sera si è scaldato a lungo, ma a causa dell’infortunio di Bernardeschi, alla fine non solo non è entrato in campo, ma si è diretto negli spogliatoi visibilmente imbronciato prima della fine della gara. Allegri in questo caso ha minimizzato (“Non me ne sono accorto. Può darsi che avesse freddo“), ma c’è da scommettere che tra i due, all’interno dello spogliatoio, le cose siano andate in modo diverso.

Hamsik

Dal canto suo, il Napoli, contro una Sampdoria decisamente sottotono, non si è lasciato sfuggire l’occasione per ridurre di due punti il distacco con i bianconeri, riscattando la recente eliminazione dalla Coppa Italia ai danni del Milan, ritrovando finalmente un gol del redivivo Insigne e celebrando il più che probabile addio di Marek Hamsik dopo 12 eccellenti stagioni con la maglia azzurra.

Dunque campionato riaperto ? Onestamente no. Come si dice a Bologna, “parliamo di niente”, nel senso che i 9 punti di differenza in classifica tra Juve e Napoli sembrano davvero un divario troppo ampio, nonostante il prossimo 3 marzo sia in cartello proprio lo scontro diretto tra le due squadre al San Paolo di Napoli.

A proposito di Bologna, la squadra rossoblu, che nei primi anni ’60 “tremare il mondo faceva”, ha inguaiato ulteriormente Spalletti e un Inter sempre più allo sbando, dopo gli ultimi deludenti risultati in Campionato e la recente eliminazione anche in Coppa Italia contro la Lazio. Il vecchio Sinisa Mihajlović (che non è poi così tanto vecchio, visto che compirà solo 50 anni il prossimo 20 febbraio) ha costruito una gabbia perfetta con cui ha limitato al massimo le manovre della squadra di casa. Anche se poi, nel dopogara, ripensando probabilmente anche alle tante gioie vissute da giocatore con la maglia nerazzurra, ha cercato di indorare la pillola davanti ai microfoni: “L’Inter è stata sfortunata. Non meritava di perdere, ma uscirà da questa situazione”. In realtà, i tifosi interisti sono consapevoli di assistere all’ennesima stagione fallimentare, con giocatori demotivati (Perisic su tutti, ovviamente) e sopravvalutati (non solo Nainggolan – lontanissimo parente dal Ninja ammirato con la maglia giallorossa – ma anche il sempre più abulico Icardi, ormai a suo agio soltanto in formato glam sulle pagine dei social e accanto all’appariscente moglie manager nei vari salotti televisivi, piuttosto che impegnato sul serio su un terreno da gioco a sputare sangue e sudore come si converrebbe.

Da segnalare i pareggi tra Empoli e Chievo (con i toscani salvati da una doppietta di Ciccio Caputo), Udinese e Fiorentina (in una gara inevitabilmente giocata nel ricordo della tragedia accaduta lo scorso Campionato a Davide Astori), Spal e Torino (con gli estensi che non hanno saputo approfittare della superiorità numerica nell’ultima mezz’ora) e Genoa e Sassuolo (con la squadra rossoblu che dopo Piatek, ora può contare sul nuovo bomber Sanabria).

Pareggio anche nel posticipo tra Roma e Milan, anche se ai punti, come si suol dire, avrebbe vinto la squadra giallorossa. La gara, come previsto, si è giocata in un clima paricolarmente teso, con i tifosi della curva sud che prima hanno inscenato una coreografia in ricordo del tifoso Antonio De Falchi (morto fuori dallo stadio di San Siro prima di un Milan-Roma di 20 anni fa) e poi, dopo un quarto d’ora di partita, hanno abbandonato la curva in segno di protesta, non vedendo quindi il gol siglato da Piatek, che nell’area di rigore ha bruciato in velocità un incerto Fazio. La reazione giallorossa comunque c’è stata e non solo per il pareggio siglato da Zaniolo a inizio ripresa: basti pensare alle super parate sfoderate da Donnarumma e al palo colpito di testa da Lorenzo Pellegrini.

Questa sera si completa la giornata con le sfide tra Frosinone e Lazio e Cagliari e Atalanta. Se il Frosinone sarà sicuramente galvanizzato dalla recente vittoria a Bologna (confermata la coppia d’attacco formata da CIano e Pinamonti), il discorso vale oviamente anche non solo per la Lazio (fresca semifinalista di Coppa Italia, dopo la vittoria ai rigori ottenuta giovedì scorso a San Siro contro l’Inter), ma anche per l’Atalanta, che mercoledì sera ha letteralmente dominato la sfida di Coppa Italia con la Juventus. Di contro, il Cagliari ha bisogno di punti, per migliorare un ruolino di marcia che nelle ultime cinque partite è stato in netto calo, con una sola vittoria, ottenuta nel girone di andata lo scorso 26 dicembre contro il Genoa.

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