L’INTERVISTA – Alessia Pizzi: “Cultura e web, un nesso possibile”

Parla la fondatrice di "CulturaMente", sito di informazione culturale che negli ultimi tre anni si è posizionato su Google News, raggiungendo centomila visualizzazioni al mese

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Alessia Pizzi - Foto Andrea Carrozzini
Alessia Pizzi - Foto Andrea Carrozzini

Alessia, hai dimostrato che la filologia greca è perfettamente compatibile con la tecnologia moderna: come hai coniugato così armonicamente le due realtà?

In realtà per puro caso. Appena mi sono laureata ho iniziato a mandare CV anche alle aziende che cercavano una figura all’epoca quasi sconosciuta, quella del copywriter. Si tratta di una professione nota da sempre nell’ambito pubblicitario offline (quello dei manifesti cartacei, per intenderci), che in ambito digitale si occupa di curare la comunicazione online di vari brand, dal sito aziendale ai canali social, fino ai brief per le campagne di Influencer Marketing. Sono stata accolta da un’azienda che mi ha formato e per cui ancora lavoro. Scrivere online ha reso la mia prosa da filologa più chiara e comunicativa e mi ha privato di tanti fronzoli che spesso contraddistinguono i laureati in lettere che tanto amano le subordinate di Cicerone! Ecco, credo che il digital marketing sia un ottimo sbocco per gli umanisti in un’epoca di crisi lavorativa. E lo stesso vale per i giornalisti, altra classe a cui appartengo e a cui non smetto mai di ricordare che per essere letti nel mare magnum del web bisogna studiare qualche strategia di marketing.

Il ruolo dell’informazione online aumenta il rischio di confusione negli utenti o rappresenta la voce libera della cultura?

La chiarezza spetta a chi comunica. Per questo invito sempre tutti i miei redattori a documentarsi, a citare le fonti e a farsi venire sempre il dubbio anche su come si mette un accetto. In ufficio mi prendono in giro e hanno coniato l’imperativo: “Treccanati!”, perché dicono che ogni volta che ho un dubbio corro su La Treccani online… ed è vero! Chi comunica ha una grande responsabilità, anche se ormai si pubblica con click e questo fa sembrare tutto più facile. Ma non è così, quando sembra facile è solo perché non siamo abbastanza informati sul tema. Ci vuole molta umiltà a “spacciare cultura” pur essendo persone che lavorano nel settore o grandi appassionati, perché l’unica cosa che conta è dare informazioni vere al lettore.

Come fai a motivare un gruppo così numeroso ed eterogeneo come i redattori di CulturaMente?

In realtà, in questi anni sono sempre stata me stessa. Cerco di stimolare la redazione lasciandola libera di scrivere di ciò che vuole. Io non impongo mai articoli, al massimo propongo. La libertà nelle redazioni è un valore ormai troppo trascurato, motivo per il quale non scrivo per nessuna testata attualmente. Il clima che mi piace è quello dove c’è lavoro di squadra e ci si confronta su tutto, possibilmente col massimo rispetto. Certo, non tutti i collaboratori di CulturaMente sono assidui allo stesso modo, ognuno contribuisce come può. Ma va bene così, l’importante è che tutti siano felici di scrivere e di fare ciò che fanno (come correggere bozze o smistare gli accrediti stampa, nel caso dei caporedattori).

Quali sono i tuoi progetti futuri per il sito?

Attualmente mi sto dedicando a curare il marketing del sito. Visto che è composto da professionisti della comunicazione digitale e da consulenti in ambito artistico, musicale e teatrale sto realizzando dei pacchetti pubblicitari per dare voce agli emergenti (o anche ai big, se serve!) con servizi di ufficio stampa e Digital PR. Inoltre sto realizzando la app del sito. Tutte queste attività sono possibili perché sono circondata non solo da redattori in gamba che mi spalleggiano, ma anche da ingegneri e consulenti informatici che mi supportano in tutto e per tutto anche lato tecnico. E lo fanno perché gli va di farlo. Questa è la più grande risorsa di CulturaMente.

La cultura classica sembra essere caduta nell’oblio; può ancora rappresentare un valore nella società dell’informazione digitalizzata e tecnicista?

Sì, certamente! Mi ha stupito molto apprendere che le mie video-rubriche sul mito classico fossero molto apprezzate. In realtà erano nate per gioco, per mio sfogo personale. Lavorando nel digital marketing a volte mi manca pensare un po’ ai classici. Io lo trovo di grande conforto, oltre che di grande ispirazione. Usare parole semplici per raccontare l’antichità è quello che faccio anche nei convegni a cui partecipo per diffondere la storia delle donne. Non serve essere laureati in chissà cosa per apprezzare un patrimonio che ci appartiene profondamente e che troppo spesso viene ritenuto inutile perché, appunto, antico. Ma la lezione degli antichi spesso è ancora attualissima e le loro analisi aprono spazi di riflessione sul presente davvero importanti, quantomeno per provare a capire (senza l’ambizione di riuscirci al 100%) il mondo in cui viviamo e i sentimenti che ci dominano. Questi ultimi poi, sono davvero sempre gli stessi. Provate a leggere qualcosa di Ovidio o di Euripide!

Centomila visualizzazioni mensili di media: un dato in controtendenza per chi annuncia la morte dell’Arte. Manca il coraggio o la competenza per diventare “spacciatori di cultura”?

Forse manca solo il crederci davvero. Quando ero caporedattrice di una testata generalista mi dissero che la sezione culturale non avrebbe mai avuto redattori. Nel giro di un anno ho trovato almeno 20 appassionati che scrivevano e la redazione cultura trainava gran parte del sito a livello di traffico. Quando ho deciso di andarmene, parte della redazione mi ha seguito e mi ha proposto di aprire un progetto nostro, così è nato CulturaMente. Perché ci crediamo. E nel tempo si sono aggiunti tanti altri spacciatori di cultura, circa 40 attualmente, sparsi in tutta Italia. Aggiungo, però, che noi siamo letti anche perché i redattori vengono formati tutti in ambito SEO (Search Engine Optimization), che è il ramo di cui mi occupo per professione. Si possono pubblicare anche duecento articoli al mese, ma è molto difficile piacere a Google se non si utilizzano determinate strategie di marketing, che, ci tengo a sottolineare, non vanno a intaccare minimamente la redazione dell’articolo, lasciandolo naturale e spontaneo. Semplicemente, oggi per essere letti bisogna ottimizzare gli articoli con strumenti particolari, piccole direttive che fanno un’enorme differenza e aiutano i lettori a trovare meglio cosa cercano quando navigano sul web. Inoltre, secondo me è impensabile che i giornalisti non abbiano una formazione digitale nell’era dove si scrive online. Non a caso i corsi di formazione continua che dobbiamo fare per l’Ordine dei Giornalisti ogni anno prevedono proprio dei corsi di formazione SEO e Social, le nuove dimensioni del giornalista. Qualche anno fa storcevano tutti il naso, soprattutto quelli della vecchia scuola, ma su CulturaMente ho formato redattori dai 20 ai 50 anni e alla fine tutti hanno capito che lo studio che chiedevo portava risultati visibili, ovvero grandissimo traffico al sito.

Alessia Pizzi - Foto Francesca Blasi
Alessia Pizzi – Foto Francesca Blasi

Alessia Pizzi è nata a Roma nel 1988.
Nel 2011 consegue la laurea triennale in Studi Italiani con una tesi in lingua e letteratura latina su Cicerone come fonte di Virgilio presso l’Università degli Studi La Sapienza. Nel 2014 ottiene la laurea magistrale in Filologia, Letterature e Storia dell’Antichità con una tesi in lingua e letteratura greca sulle voci femminili nell’antichità presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Vincitrice di una borsa di studio presso Oxford, ha studiato per tre mesi nelle Bodleian Libraries per reperire la bibliografia su Erinna di Telo/Teno, Anite di Tegea e Nosside di Locri, le eredi ellenistiche di Saffo protagoniste della sua tesi e a cui ha dedicato tre voci sull’Enciclopedia delle Donne Online.
È specializzata in gender studies in ambito greco e latino, ma si occupa anche di sessismo linguistico e violenza di genere in ambito moderno. Porta tutte queste tematiche in giro per l’Italia grazie ai convegni dell’associazione culturale Cultura Al Femminile, di Emma Fenu e al gruppo Saffo e Le Altre di Dona Amati.
Sempre per la Fusibilia Libri dell’editora Dona Amati, in veste di filologa e grecista, ha curato la prefazione di “Partita”, monologo lirico di Simone Di Biasio dedicato a Penelope ed Ulisse e allo stravolgimento dei ruoli di genere nella società odierna.
Dal 2014 lavora per la web agency Artefact Italy come digital marketing specialist, occupandosi principalmente di SEO e copywriting.
Giornalista pubblicista dal 2016, è stata vice direttrice della testata online Tribuna Italia, ma nel 2015 decide di fondare CulturaMente, sito di informazione culturale che negli ultimi 3 anni si è posizionato su Google News, raggiungendo le 100mila visualizzazioni al mese. Il sito è composto da circa 40 redattori che lavorano da remoto in tutta Italia e che vengono formati per essere giornalisti digitali.
Grazie a questa esperienza Alessia ha potuto tenere un talk al WordCamp di Torino 2018, portando il sito come esempio di cultura realizzata in ottica SEO su WordPress e quindi di fusione tra informazione e tecniche di marketing.
Nel tempo libero partecipa a concorsi di poesia e prosa (ha pubblicato poesie e racconti per Fusibilia Libri e Cultora, Historica Edizioni), recita nella compagnia “Così è se ci pare” di Francesco Fario e canta nella Giuda Ballerino Swing Band.

Alessia Pizzi online: http://www.alessiapizzi.it/

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