CALCIO – Il punto sul campionato: vincono le milanesi, la Lazio perde a Genova al 93′

La Juventus ritrova Dybala in attesa della sfida contro l'Atletico Madrid. Questa sera Bologna-Roma potrà dire molto sia in chiave Champions, sia in chiave lotta per la salvezza

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Piatek festeggia la doppietta

Probabilmente, per dare una connotazione a questa ventiquattresima giornata, si potrebbe ricorrere al termine “interlocutorio” utilizzato tante volte dall’indimenticabile SandroCiotti nelle varie dirette di “Tutto il Calcio Minuto per Minuto“.

Dybala

Il discorso vale in primis per l’epilogo (scontato) dell’anticipo del venerdì sera, in cui la Juventus tornata in “formato BBC” ha letteralmente passeggiato allo Stadium contro il Frosinone: la vera buona notizia per tutti i tifosi bianconeri, semmai, è che a sbloccare la partita dopo soli sei minuti sia stato il ritrovato Dybala con un tiro imparabile che si è insaccato all’incrocio. Di Bonucci e l’immancabile CR7 gli altri due gol che hanno archiviato la pratica Campionato, in attesa della super-sfida di mecoledì sera al Wanda Metropolitano contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone.

Nei due anticipi del sabato, curiosamente, entrambe le vittorie sono scaturite da due rimonte. A Cagliari, la squadra rossoblu si è infatti prima fatta punire di testa dallo slovacco Kucka (tornato da poco in Italia, dopo le esperienze passate al Genoa e al Milan), salvo poi ottenere tre punti fondamentali grazie alla doppietta realizzata nell’ultimo quarto d’ora da “Pavoloso” Pavoletti, mentre a Bergamo, un Milan sempre più rilanciato dopo gli arrivi di Piatek e Paqueta ha saputo ribaltare lo svantaggio iniziale contro l’Atalanta, la squadra più in forma del campionato.

L'incredibile gol di Piatek

Menzione d’onore, ancora una volta, per l’attaccante polacco autore di una strepitosa doppietta, prima con una spettacolare girata al volo (colpendo la palla di collo interno sinistro, su cross di Rodriguez, con le spalle rivolte alla porta) e poi con un imperioso stacco di testa su calcio d’angolo. In mezzo, a queste due prodezze, fa piacere segnalare il gol del sorpasso rossonero ad opera di Calhanoglu, con un tiro dalla distanza che ha esaltato non poco Mister Gattuso: “Hakan negli ultimi sei mesi ha avuto problemi. Spesso ha fatto poco a livello tecnico ma a livello di corsa non ha mai mollato. A volte ci è mancata la sua qualità, adesso è tornata e la fiducia serve, ci vuole. È un calciatore importante… L’abbraccio dopo il gol l’ho dato ad Hakan, ma vale per tutto il gruppo”.

Restando in zona Champions, la Lazio (decimata per la contemporanea indisponibilità di Parolo, Milinkovic Savic, Luis Alberto, Lukaku, Bastos, Wallace e Berisha), è uscita sconfitta da Marassi grazie a un gol realizzato all’ultimo minuto del Capitano rossoblu Criscito (proprio colui il quale sei mesi fa attraversò il ponte Morandi solo dieci minuti prima che questo crollasse…) al termine di una gara non semplice da decifrare. Se nella prima frazione i padroni di casa hanno disputato una prova migliore, ma sono stati puniti al 44′ da una bella azione in velocità tra Badelj e Immobile, con gol realizzato dall’ex viola, nel secondo tempo è stata proprio la Lazio ad avere la possibilità di chiudere la gara, sia con un tiro angolato di Correa da fuori area che ha impegnato severamente Radu e da una traversa piena colpita poco dopo ancora da Badelj. Come spesso succede nel calcio, nel momento migliore è arrivato il pareggio rossoblu con Sanabria (terzo gol in quattro partite per il sostituto di Piatek), prima che il forcing finale rossoblu culminasse con il già citato tiro della domenica ad opera di Mimmo Criscito.

Gara estremamente concitata anche a San Siro tra Inter e Sampdoria, con i tifosi nerazzurri che non solo espongono gli striscioni al contrario in segno di protesta, ma fischiano sonoramente Maurito Icardi e consorte presenti in tribuna, ogni volta che vengono inquadrati dal tabellone. Sul campo, poi, si risolve tutto in cinque minuti, nella parte finale della gara: vantaggio nerazzurro con D’Ambrosio bravo a finalizzare in rete dopo una discesa ubriacante di Perisic sulla fascia sinistra (era ora !), pareggio di Manolo Gabbiadini e rete finale con un tiro da fuori area di Nainggolan, probabilmente rinfrancato anche dal potere taumaturgico della ritrovata cresta.

Spal-Fiorentina

Per il resto, da segnalare l’incredibile epilogo tra Spal e Fiorentina avvenuto nel lunch match: davvero clamoroso l’esito finale della gara che ha visto, nel breve giro di pochissimi minuti, un potenziale vantaggio dei padroni di casa estensi trasformarsi prima in un repentino 1-2 per gli ospiti viola (rete di Valoti annullata, in seguito a un rigore assegnato dalla VAR alla Fiorentina), prima che la gara si concludesse addirittura con una rotonda vittoria per 4-1 per i gigliati. Con il senno di poi, il fallo subìto da Chiesa è sembrato esserci, ma il susseguirsi di fatti così repentini che hanno poi fatalmente inciso sull’esito finale del risultato, ha lasciato tutti un po’ perplessi: in primis, ovviamente, i tifosi spallini che hanno dovuto rimandare nuovamente l’appuntamento con una vittoria casalinga che manca ormai da metà settembre.

Valgono come oro colato i tre punti conquistati dall’Udinese ai danni di un Chievo che gioca sempre bene, ma sembra aver perso la cattiveria agonistica che si era creata con l’arrivo di Mister Di Carlo e dell’Empoli contro un Sassuolo troppo brutto per essere vero. Davvero imbarazzante la prova offerta dalla squadra di Mister De Zerbi (che, non ha caso, nel dopo-gara ha chiesto scusa pubblicamente), sintetizzata dal primo gol subìto dal bosniaco Krunic, che si è letteralmente bevuto mezza squadra neroverde senza che nessuno opponesse resistenza, prima di insaccare alle spalle dell’incolpevole Consigli.

Insigne

Interlocutorio, infine, è stato il pareggio tra Napoli e Torino al San Paolo davanti a pochi intimi (poco più di 20.000 spettatori sugli spalti). Per i padroni di casa le occasioni, come a Firenze la settimana scorsa, ci sono state (non andate a buon fine un po’ per lo stato di grazia di Sirigu, un po’ per la sfortuna – su tutte il palo colpito da Inisigne), ma la sensazione è che nella squadra azzurra, distante ormai 13 punti dalla Juve, si sia instaurata una sorta di appagamento, se non di vera e propria rassegnazione, per un’altra stagione senza vittorie, a parte la carta da giocare in UEFA Champions League.

Tirando le somme, e a costo di essere noiosi e ripetitivi, quanto ci mancano i duelli all’ultimo respiro tra Juventus e Roma, tra il Napoli di Maradona e le due milanesi, o ancora il Verona di Osvaldo Bagnoli e la Sampdoria di Vialli e Mancini allenata da Vujadin Boškov (capace però di perdere in casa uno storico derby con il Genoa, grazie a una punizione di Branco, calciata sotto una gradinata Nord rossoblu in delirio), oppure lo spettacolo ancora eccellente ai tempi delle Sette Sorelle, con Lazio e Roma che si giocavano derby validi per lo Scudetto e non solo per il proverbiale sfottò cittadino. A proposito, questa sera la squadra giallorossa sarà di scena all’Olimpico contro il Bologna anche per dimenticare la bruttissima prova offerta all’andata al Dall’Ara (culminata con la sconfitta finale per 2-0): Mister Di Francesco dopo la vittoria in Champions sembra intenzionato a schierare in attacco Kluivert insieme agli inamovibili Dzeko e Zaniolo, con Florenzi nuovamente arretrato sulla linea dei difensori e un centrocampo composto da Cristante, Nzonzi e Pellegrini.

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