CALCIO – Il punto sul campionato: prima sconfitta della Juventus in campionato, derby all’Inter

La squadra di Allegri si arrende a casa del Genoa. L'Inter effettua il controsorpasso sul Milan. La Lazio dilaga contro il Parma, male la Roma sconfitta dalla Spal. Il Napoli batte l'Udinese e il Bologna si impone sul Torino. Quagliarella, convocato da Mancini, a quota 21 gol

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Il Genoa batte la Juventus

Prima o poi doveva accadere che la Juventus perdesse una partita in Campionato. Certamente, ha destato un certo scalpore il fatto che a fermare la cavalcata bianconera sia stato nuovamente il Genoa, dopo l’1-1 dell’andata. Piccolo inciso: fu proprio Prandelli a determinare involontariamente l’annullamento del gol di Turone, in quel celeberrimo Juventus-Roma del 1981, il fuorigioco (vero o presunto che fosse) del calciatore giallorosso. Altri tempi, senza il VAR, con le partite tutte alla domenica e gli stadi strapieni di tifosi.

Pandev festeggia

Bello poter ritrovare questo genuino entusiasmo anche nel calcio moderno, come è successo ieri a Marassi nel lunch match, con l’ex Perin infilato due volte proprio sotto la sua Gradinata Nord dalle reti di Sturaro (ex pure lui, ma quanta complicità da parte del portiere bianconero…) e dall’eterno Pandev. Con la difesa a 3, insomma, la vecchia Signora ha incassato allegramente 2 gol. Ma nell’economia di questo Campionato, mai realmente iniziato per manifesta inferiorità degli avversari, la Juventus può continuare a dormire sogni più che tranquilli: se contro l’Ajax, tornerà in campo la “modalità Champions” esibita contro l’Atletico, non è difficile prevedere almeno l’ingresso in Finale, molto probabilmente contro il Barcellona dell’eterno rivale di CR7, Lionel Messi.

L'inter festeggia la vittoria nel derby

A dare un bel po’ di colore alla ventottesima giornata è stato sicuramente anche il posticipo del derby di Milano, in cui, come spesso succede, ha vinto la squadra che sulla carta, al netto degli ultimi avvenimenti, era sfavorita. Così, grazie alle reti di Vecino (cross di Perisic, sponda di testa di Lautaro Martinez e rete sotto misura del centrocampista uruguiaiano), Stefan de Vrij (che con uno stacco imperioso si è fatto perdonare dai tifosi nerazzurri l’erroraccio di giovedì scorso contro l’Eintracht Francoforte) e al rigore realizzato da Lautaro Martinez (che giorno dopo giorno si sta ritagliando uno spazio sempre più consolidato all’interno delle gerarchie dello spogliatoio), l’Inter ha effettuato il controsorpasso ai danni dei cugini rossoneri, peraltro insolitamente nervosi (sintomatico il battibecco avvenuto fuori dal campo, tra Kessie, appena sostituito, e Biglia).

Ospina bendato

Davanti alle due milanesi, resta saldamente il Napoli, che ha superato al San Paolo l’Udinese per 4-2. Gli azzurri sono andati subito in doppio vantaggio (Younese e Callejon), sono stati raggiunti dai due gol dei friulani siglati da Lasagna e Fofana, ma nel secondo tempo hanno inserito il turbo grazie alle reti di Milik e Mertens (tornato finalmente al gol dopo tre mesi di digiuno). Grande paura per il portiere del Napoli Ospina, che dopo uno scontro, prima riprende il posto tra i pali pur con una vistosa fasciatura in testa, salvo poi accasciarsi improvvisamente al suolo al 40′ del primo tempo: verrà portato subito in ambulanza in un vicino ospedale (non il Cardarelli), dove gli esami scongiureranno il peggio ma non le polemiche per come è avvenuto il soccorso al giocatore.

Luis Alberto

Passando alle romane, è andata sicuramente molto bene alla Lazio (che all’Olimpico ha surclassato un Parma decisamente demotivato), grazie a una sontuosa prova offerta da Luis Alberto, che ha dispensato giocate, assist e due gol finalmente all’altezza delle aspettive. Lo spagnolo ha comunque fatto chiaramente intendere di non aver gradito le recenti polemiche che lo hanno toccato, con un’esultanza emblematica e chiaramente polemica dopo il secondo gol.

La disfatta della Roma

Molto male la Roma, che a Ferrara ha incassato l’ennesima sconfitta di una stagione che sembra farsi ogni giorno sempre più critica. Ai giallorossi non è bastato un rigore di Perotti per fermare le motivazioni di una Spal che, grazie al colpo di testa di Fares nel primo tempo e al rigore di Petagna nel secondo tempo, è tornata alla vittoria al Paolo Mazza dopo ben 6 mesi.

 Sinisa Mihajlovic

Senza alcun dubbio, la lotta per non retrocedere si sta facendo sempre più interessante, tenendo anche conto dell’exploit del Bologna che a Torino ha superato la squadra granata, considerata unanimemente tra le squadre più in forma del momento. Merito anche del condottiero rossoblu Sinisa Mihajlovic, che contro la sua ex squadra ha ottenuto la classica vendetta postdatata, dopo il discutibile esonero voluto dal presidente Cairo l’anno scorso, il giorno dopo un derby vinto dalla Juve in modo tutt’altro che che convincente. A dare ossigeno all’ambiente rossoblu, hanno contribuito la rete siglata da Poli, il rigore realizzato da Pulgar e il terzo gol realizzato da Orsolini, anche se la vera carta vincente della squadra emiliana è stata l’ennesima prestazione ad alti livelli del sempreverde Palacio.

Quagliarella

Concludendo l’analisi della giornata, da segnalare le importantissime vittorie dell’Empoli contro il Frosinone, del Cagliari contro la Fiorentina (naturalmente sotto il segno dell’indimenticabile Davide Astori, che con le due squadre aveva disputato buona parte della carriera) e di una straripante Sampdoria a Reggio Emilia contro il Sassuolo (con Quagliarella che, fresco di convocazione in Nazionale, ieri ha toccato quota 21 gol), mentre l’unico pareggio è arrivato a sorpresa a Bergamo, dove un’Atalanta insolitamente poco brillante non è riuscita a superare un Chievo sempre ultimo in classifica ma che ha dimostrato ancora una volta una grandissima dignità nel mantenere sempre alta la concentrazione e le motivazioni, nonostante le speranze di salvezza siano ormai praticamente nulle.

Giovanni Trapattoni

L’ultimo pensiero va agli 80 anni compiuti ieri da Giovanni Trapattoni (a dir poco superfluo ricordare gli oltre 60 anni vissuti da protagonista dal Trap, prima da calciatore e poi da allenatore, con trofei e trionfi ottenuti non solo in Italia, ma anche in Europa) e a Renato Cipollini, ex portiere scomparso lo scorso 12 marzo all’età di 74 anni: sono stati in molti a ricordarlo, non solo ieri ma anche nei giorni scorsi, per averlo visto anche solo negli album di figurine con le maglie di Brescia, Como, Atalanta, Inter e soprattutto Spal, in quell’irripetibile periodo della società estense vissuto nella seconda metà degli anni ’60, quando il settore giovanile biancoazzurro sfornava in continuazione giocatori (in primis friulani) come Fabio Capello, Edy Reja, Gigi Del Neri, Gianfranco Casarsa, Ezio Vendrame e Adriano Zanier.

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