CALCIO – Il punto sul campionato: la Juventus rimanda la festa per lo scudetto. Le polemiche dopo Milan-Lazio

Dure critiche ad Allegri per il mancato impiego di quasi tutti i titolari contro la Spal. Pioggia battente e nervi tesi su molti campi: rissa al fischio finale di Milan-Lazio e le schermaglie continuano anche sui social. L'Inter vince a Frosinone. La Roma supera l'Udinese con il ritrovato Dzeko. Alla Sampdoria il derby della Lanterna

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Kessie e Bakayoko mostrano la maglia di Acerbi alla curva
Kessie e Bakayoko mostrano la maglia di Acerbi alla curva

Negli anticipi della trentaduesima giornata la Juventus, in attesa della sfida di martedì prossimo contro l’Ajax, si presenta a Ferrara con una squadra largamente rimaneggiata e perde la seconda gara in Campionato. Brava la Spal, ovviamente, ad approfittare della situazione rimontando al vantaggio bianconero firmato da Kean (ancora lui), grazie alle reti di Bonifazi e del quasi trentottenne Floccari (una vita da bomber vissuta con le maglie di Atalanta, Genoa, Lazio, Parma, Sassuolo, Bologna e, appunto, Spal).

Festa solo rinviata per i bianconeri, ma il dato oggettivo è che se la Juventus dovesse passare il turno di Champions e si dovessero ripetere situazioni analoghe come quella di sabato sera al Paolo Mazza, con mezza squadra bianconera rimasta a Torino, la lotta per la salvezza (e non solo quella), rischierebbe seriamente di essere falsata. Chiedere, per informazioni, al Bologna (che in casa, lo scorso 24 febbraio, ha perso per 1-0 contro un avversario forte del tridente Ronaldo-Mandzukic-Bernardeschi, con il gol decisivo siglato dal subentrato Dybala), o al Frosinone (che, tra andata e ritorno, ha incassato 5 gol, ed è stato letteralmento travolto da una Juve al gran completo formato Champions).

Acerbi
Sono dispiaciuto perché ho scambiato la maglia 
per mettere fine alla questione,
fomentare odio non è sport ma un segno di debolezza.
#Acerbi#Ace#CMonEaglespic.twitter.com/hgZwt12py6
Francesco Acerbi (@Acerbi_Fra) 13 aprile 2019

Tornando agli altri anticipi del sabato, il Milan si è aggiudicato lo scontro diretto contro la Lazio dopo una gara spettacolare, ma particolarmente nervosa: netta la supremazia dei biancocelesti nel primo tempo (da segnalare almeno una gran parata di Reina su Immobile e un palo colpito da quest’ultimo subito dopo), con una seconda frazione di gioco più equilibrata, almeno fino al concitato finale. Si parte con un presunto tocco di mano di Acerbi (con Rocchi che prima assegna il rigore e poi su suggerimento del VAR modifica la sua decisione), per poi arrivare nemmeno un minuto dopo all’ingenuità commessa da Durmisi su Musacchio: rigore trasformato da Kessié e vittoria finale del Milan, nonostante un episodio sospetto in area rossonera con Milinkovic-Savic che reclama a sua volta il penalty al 93°. Inzaghi viene allontanato per proteste, ma il peggio deve ancora venire subito dopo il fischio finale, con tanto di rissa tra giocatori sul campo, l’esibizione alla curva con scherno della maglia di Acerbi da parte Kessie e Bakayoko e le schermaglie che sono continuate anche a colpi di sfottò e accuse reciproche sui vari social. Poi le solite scuse con telefonate e post sui social, arrivate quando ormai è troppo tardi, dopo che perfino un vero sportivo come Gattuso ha redarguito duramente i suoi in conferenza stampa a fine gara: “La prima cosa da fare è chiedere scusa, queste cose non si fanno“. Il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha segnalato le immagini: se dovesse intervenire la prova tv i due milanisti rischiano la squalifica.

Dzeko abbraccia El Shaarawi per l'assist

Restando in zona Champions, sotto un vero e proprio diluvio la Roma ha conquistato una vittoria importantissima, grazie al ritorno al gol all’Olimpico dopo quasi un anno di astinenza di Dzeko (le ultime due reti le aveva siglate entrambe contro il Chievo, il 28 aprile del 2018). Importante l’assist di El Shaarawy di esterno destro che ha permesso a Dzeko di finalizzare in rete e correre ad abbracciare il compagno di squadra, chiudendo una volta per tutte la polemica scoppiata a Ferrara un mese fa dopo la rocambolesca sconfitta rimediata dalla squadra giallorossa contro la Spal.

Nel pomeriggio di domenica una sola vittoria (quella pesantissima della Sampdoria nel derby contro il Genoa) e quattro pareggi. Ma andiamo con ordine: nel lunch match, il Torino con il Cagliari non è riuscito ad andare oltre il pareggio in un’altra gara particolarmente nervosa e spigolosa: alla fine sul tabellino oltre ai due gol (a Zaza, a segno al 52′, ha risposto Pavoletti al 76′, con un suo classico colpo di testa), ben tre espulsi (lo stesso Zaza, Pellegrini e Barella), nove cartellini gialli e una sospetta frattura del setto nasale per De Silvestri.

Montella e Mihajlovic

Gli altri due pareggi, disputati entrambi sotto la pioggia battente, sono stati quelli tra Sassuolo e Parma (ai punti avrebbero vinto i padroni di casa, ma l’attaccante crociato Ceravolo non ha sfruttato un calcio di rigore, grazie anche alla bravura di Consigli) e tra Fiorentina e Bologna (con il duello a distanza tra Montella e Mihajlovic, che, oltre ad essere stati ex compagni di squadra da giocatori, da allenatori hanno allenato entrambi Catania, Sampdoria, Milan e Fiorentina).

Gli striscioni delle curve nel derby della Lanterna

La Sampdoria ha vinto nettamente il derby della Lanterna, grazie al vantaggio immediato di Defrel che in una mischia in area rossoblu ha insaccato con una spaccata alle spalle di Radu, pugnalando così al cuore tutti i tifosi genoani assiepati in Gradinata Nord. La gara, si è chiusa con il 2-0 siglato dal solito Quagliarella nel secondo tempo su rigore (e l’espulsione per fallo di mano da ultimo uomo di Biraschi), con relativa esultanza incontenibile dei giocatori blucerchiati, questa volta ovviamente sotto la Gradinata Sud.

Nella gara delle 18.00, al Bentegodi di Verona il Napoli ha vinto 3-1 contro il Chievo, rimandando la festa della Juventus per la conquista dell’ottavo scudetto di fila e contribuendo indirettamente alla retrocessione matematica dei clivensi in Serie B. Sugli scudi il difensore azzurro Koulibaly, autore di una doppietta e il polacco Milik, che con il gol di ieri è salito a 17 reti nella classifica marcatori, a due reti da Cristiano Ronaldo, momentaneamente fermo a quota 19.

L'Inter festeggia la vittoria contro il Frosinone

Nel posticipo, tra Frosinone e Inter, la squadra nerazzurra ha inizialmente controllato la gara, portandosi in vantaggio con un colpo di testa di Nainggolan e raddoppiando con un rigore trasformato da Perisic. Nella ripresa, l’Inter ha lasciato più spazio alle iniziative della squadra ciociara che al 61′ è rientrata in partita con la rete di Cassata, con la complicità di un insolitamente impreciso Handanovic. Curiosamente, il numero 24 canarino si infortunerà proprio in quest’occasione, lasciando il posto a Ciano che subito dopo sfiorerà l’incrocio dei pali su punizione. A chiudere la partita, il 3-1 finale siglato da Vecino, con l’Inter che mantiene così a 5 punti di distanza i cugini rossoneri. La giornata si conclude questa sera con la sfida tra Atalanta ed Empoli, estremamente interessante sia per la zona Champions, sia per la lotta salvezza.

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