CALCIO – Il punto sul campionato: Juventus, ottavo scudetto consecutivo, ma piazza San Carlo è quasi vuota

Inter e Roma si dividono la posta, mentre il Milan si fa rimontare a Parma. Clamorosa sconfitta all'Olimpico della Lazio, battuta dal Chievo già retrocesso. In coda, vittorie pesantissime di Spal e Bologna

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piazza san carlo quasi vuota

Nel turno pre-pasquale di Campionato la Juventus, vincendo 2-1 contro la Fiorentina, si è aggiudicata l’ottavo scudetto consecutivo, grazie al bel colpo di testa in tuffo di Alex Sandro e a un’autorete del Capitano viola Pezzella, che hanno ribaltato il vantaggio iniziale degli ospiti ad opera di Milenkovic.

Ronaldo

Il calcio italiano, però, ha ben poco da festeggiare. Non certo la squadra bianconera che, nonostante le smentite di facciata di Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri ha, di fatto, fallito il vero obiettivo della stagione, uscendo ai quarti di Champions dopo essere stata sovrastata in lungo e in largo dall’Ajax (pur andando in vantaggio inizialmente grazie a Cristiano Ronaldo, l’unico davvero a salvarsi, insieme al portiere Szczesny, nello scorso mercoledì da incubo).

Aurelio De Laurentiis

Lo stesso discorso vale per il Napoli, che, con una partita da ricuperare (lunedì 22 aprile d sera al San Paolo, contro l’Atalanta), a tutt’oggi si trova in Campionato a 20 punti dalla Juve e giovedì scorso, contro l’Arsenal in Europa League, ha perso l’ultimo treno per salvare una stagione che, anche in questo caso, risulta davvero difficile non definire fallimentare. Il Presidente De Laurentiis si ostina a elogiare l’operato di Ancelotti (che quest’estate si è trovato praticamente costretto a fare di necessità virtù, con una rosa molto corta, ulteriormente indebolita dalla cessione a gennaio di Hamsik), ma i numeri dicono chiaramente che, sotto la gestione Sarri era, per dirla con le parole di Pino Daniele, “Tutta ‘nata storia”. Inoltre (e questa è davvero la ciliegina sulla torta per ciò che riguarda la stagione azzurra), ”ADL” è riuscito nell’incredibile impresa di fare allontanare dal San Paolo un pubblico come quello partenopeo da sempre unico, per passione e amore verso la propria squadra.

L'Inter pareggia con la Roma

Dietro alla Juventus e al Napoli anche la cosiddetta terza forza del Campionato, cioè l’Inter, sta stancamente raggiungendo il terzo posto, non propriamente il massimo per una società che alla vigilia del Campionato sembrava nutrire ben altre ambizioni. La gara di ieri sera a San Siro contro la Roma, alla fine, ha sancito un pareggio tutto sommato giusto, visto l’ottimo primo tempo disputato dalla squadra giallorossa (con il relativo gol, davvero molto bello, relizzato da El Shaarawy dopo nemmeno un quarto d’ora di gioco) e la buona reazione nel secondo tempo della squadra nerazzurra (culminato con la rete del pareggio realizzato da Perisic, con un colpo di testa su cross di D’Ambrosio).

Suso

Anche per ciò che riguarda il Milan, il momento non è sicuramente dei migliori, visto che a Parma i rossoneri non hanno saputo capitalizzare il vantaggio provvisorio (ottenuto al 69’, grazie al bel colpo di testa di Castillejo, su cross del connazionale spagnolo Suso), facendosi raggiungere a tre minuti dalla fine, con una punizione davvero spettacolare, calciata dal Capitano dei ducali Bruno Alves.

Milinkovic si fa espellere

Ma se nella trentatreesima giornata Inter, Milan e Roma hanno ottenuto un solo punto, la vera notizia è che ieri pomeriggio la Lazio è crollata all’Olimpico sotto i colpi di un Chievo che ha voluto onorare il Campionato, nonostante la retrocessione già avvenuta. Senza alcun dubbio, a contribuire non poco alla sconfitta è stato il folle gesto di Milinkovic Savic al 34′ del primo tempo, espulso per aver rifilato un calcio nel sedere a Stepinski, dopo un contrasto piuttosto energico avvenuto tra i due a centrocampo. In 11 contro 10, gli ospiti sono quindi andati sul 2-0 all’inizio del secondo tempo (primo gol di Vignato, il più giovane ad aver segnato in questa stagione e raddoppio di Hetemaj) e a nulla è valso il gol di Caicedo al 67′. Un finale di stagione totalmente fallimentare, dunque, per la squadra di Simone Inzaghi che nel prossimo turno dovrà vedersela al Marassi contro una Sampdoria verosimilmente in cerca di riscatto, dopo l’inattesa sconfitta di ieri per 3-0 contro il Bologna.

Mihajlovic
FLORENCE, ITALY – APRIL 14: Sinisa Mihajlovic manager of Bologna FC looks on during the Serie A match between ACF Fiorentina and Bologna FC at Stadio Artemio Franchi on April 14, 2019 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Indubbiamente, con l’arrivo di Mihajlovic, la squadra felsinea ha cambiato lettralmente marcia e ieri al Dall’Ara ne ha dato una prova inconfutabile, grazie alle due punizioni realizzate da Pulgar (la prima con il concorso di colpa di Audero e Tonelli, la seconda grazie alla palese indecisione ancora da parte del portiere blucerchiato) e al definitivo 3-0 siglato con una mezza rovesciata di Orsolini.

Spal

Anche la Spal ha dimostrato di vivere un particolare momento di grande forma, andando a vincere per 4-2 sul campo non certo semplice di Empoli. Grazie alla doppietta di Petagna e alle reti siglate da Floccari e Antenucci, la squadra estense si è portata a quota 38, insieme al Sassuolo: i neroverdi hanno invece pareggiato a Udine, dopo essere stati in vantaggio per quasi tutta la gara, grazie al gol più bello della giornata realizzato da Sensi, dopo un pregevole scambio in velocità con Berardi.

Il Cagliari festeggia

In coda, sembra ormai spacciato il Frosinone (sconfitto da un Cagliari che grazie ai 40 punti ottenuti si è virtualmente già salvato) e rischia grosso anche il Genoa, sconfitto in casa da un Torino sempre più lanciato verso un sogno chiamato Champions. A punire i rossoblu, come spesso succede, è stato il classico gol dell’ex, firmato da Ansaldi. La protesta andata ieri in scena a Marassi con la Gradinata Nord semideserta, è purtroppo l’ultima di una serie di interminabili segnali di insoddisfazione del popolo rossoblu, che parte da molto lontano (la gestione nei primi anni ’80 di Renzo Fossati, l’ultima fase della presidenza di Aldo Spinelli, fino ad arivare alla contestatissima attuale gestione di Enrico Preziosi). Il vecchio cuore rossoblu merita molto di più che arrancare ogni anno fino a fine stagione, per riuscire a conquistare una misera salvezza, magari ottenuta più per demerito altrui, che per reale valore espresso da una rosa quasi sempre rivoluzionata a metà Campionato, quando puntualmente vengono ceduti i giocatori migliori (Piatek è stato soltanto l’ultimo di una interminabile lista) e, soprattutto, vengono esonerati con scelte scriteriate allenatori capaci e preparati come Ballardini.

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