CALCIO – Il punto sul campionato: Champions e salvezza, lotta all’ultimo respiro

Grandi festeggiamenti per la Juve, ma a fare notizia sono gli addii di Allegri e Barzagli. Il Napoli travolge l'Inter, che viene raggiunto dall'Atalanta. A un solo punto il Milan, che vince a fatica contro il Frosinone. La Roma spreca l'ennesima occasione della stagione In coda l'Udinese è già salva, l'Empoli vince e può sperare, mentre il Genoa pareggia e sprofonda, in attesa di affrontare domenica prossima la Fiorentina, sconfitta anche a Parma

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La Juve festeggia lo scudetto

Nella penultima giornata del Campionato di Serie A, ieri sera grande festa all’Allianz Stadium per l’ottavo scudetto della Juventus e, soprattutto, per l’addio di Allegri e Barzagli. Sul campo, tra Juve e Atalanta (che si sono presentate con due divise dai risvolti cromatici a dir poco discutibili), è arrivato un pareggio riacciuffato in extremis dai bianconeri all’80’ con uno spettacolare gol di tacco in controbalzo da Mandzukic su cross di Quadrado, dopo che nel primo tempo gli orobici erano passati in vantaggio con una rete sotto misura di Ilicic, in seguito a un calcio d’angolo.

Atalanta

Atalanta che sale dunque a quota 66 in classifica, raggiungendo l’Inter, che ieri sera al San Paolo ha perso nettamente per 4-1 contro quello che, probabilmente, è stato il miglior Napoli della stagione. Le due occasioni avute da Lautaro Martinez nel secondo tempo (un tiro deviato fuori dalla porta di Koulibaly e una traversa colpita di lì a poco) e il rigore realizzato da Icardi a giochi ormai fatti non possono giustificare una prestazione dell’Inter decisamente insufficiente, al netto di un Napoli che ha subito messo le cose in chiaro con un gran gol di Zielinski e nella ripresa ha confermato il netto predominio con il colpo di testa vincente di Mertens e la successiva doppietta realizzata da Fabian Ruiz.

A un solo punto da Atalanta e Inter c’è il Milan, che pur faticando non poco contro il già retrocesso Frosinone (al 50′ Donnarumma ha neutralizzato un rigore calciato da Ciano, per l’atteramento in area di rossonera di Paganini da parte di Abate), alla fine ha conquistato i 3 punti della speranza per la zona Champions grazie al ritrovato Piatek, a segno dopo 6 partite e, soprattutto, grazie a una sontuosa punizione calciata con il contagiri da Suso.

Roma

Dietro ai rossoneri, a quota 63, ecco la Roma, che sabato pomeriggio al Mapei Stadium ha concluso nel modo peggiore una settimana ad alta tensione, visto che quella contro il Sassuolo è stata, per molti versi, la fotografia di una stagione a dir poco travagliata. Arrivata a Reggio Emilia con la tifoseria giallorossa al seguito letteralmente imbestialita contro la Proprietà per il caso De Rossi, la squadra capitolina ha avuto specie nel secondo tempo almeno 6/7 palle gol nitide per poter conquistare i 3 punti (una conclusione di esterno di El Shaarawy, due pali colpiti da Džeko e Kluivert, un colpo di testa di Cristante neutralizzato da Consigli, un altro di Fazio su calcio d’angolo, per non parlare di un gol annullato allo stesso difensore argentino…), ma alla fine il risultato è stato quello di un inutile 0-0.

Pellissier
Chievo’s Sergio Pellissier jubilates after scoring the goal of 0-2 during the Italian Serie A soccer match US Palermo and AC Chievo at Renzo Barbera stadium in Palermo, Italy, Dec. 11, 2016. ANSA/MIKE PALAZZOTTO

Al Bentegodi di Verona, nel giorno di ChievoSampdoria, è andato in scena il Pellissier day, con il bellissimo e commovente omaggio al quarantenne attaccante aostano, che domenica prossima concluderà definitivamente una carriera ultraventennale, costellata da 634 partite e 175 reti: peccato però che un trattamento simile non sia stato riservato a un altro giocatore clivense altrettanto meritevole, il portiere Sorrentino, per l’occasione nemmeno convocato.

Parma

In attesa della gara di questa sera tra Lazio e Bologna, va segnalato come in coda abbiano vinto sia l’Udinese (3-2 contro la Spal, grazie alla rete di apertura di Samir e alla successiva doppietta di Okaka, a cui nel secondo tempo hanno risposto Petagna e Valoti), sia il Parma contro la Fiorentina (con l’autorete di Gerson che inguaia ulteriormente i viola e che determina la sesta sconfitta di Montella su sette gare sulla panchina gigliata), sia soprattutto l’Empoli.

Empoli

Grazie a una gara pressochè perfetta e alle reti realizzate da Acquah, Brighi, Di Lorenzo e Caputo (con il gol della bandiera granata siglato da Iago Falque), la squadra toscana allenata da Andreazzoli ha ottenuto una vittoria forse fondamentale, in vista dell’ultima gara da disputare a San Siro contro l’Inter. Mancano ancora 90 minuti insomma, ma a questo punto a rischiare davvero tantissimo è il Genoa, visto l’esiguo 1-1 ottenuto a Marassi sabato pomeriggio contro il Cagliari, con un rigore di Criscito al 90′ che ha ristabilito la parità dopo il classico gol dell’ex – e che gol – di Pavoletti.

Genoa

Quella rossoblu è una situazione a dir poco grottesca che non è certo precipitata ieri e nemmeno nel momento in cui è stato venduto Piatek a gennaio, ma parte da molto lontano, quando il 9 ottobre scorso il Presidente Preziosi ha deciso in modo completamente scriteriato di esonerare Davide Ballardini, con la squadra rossoblu che, nonostante la sconfitta interna con il Parma, stazionava tranquillamente a metà classifica con 12 punti (con una partita in più da giocare rispetto a molte altre squadre). Giusto per dare l’idea, allora il Genoa era insieme a Milan e Torino e aveva il doppo dei punti dell’Atalanta, in quel momento a quota 6. Un finale davvero rovente di Campionato, dunque, sia per la zona Champions, sia in coda: alla faccia delle condizioni atmosferiche a dir poco autunnali registrate nel week-end in quasi tutti gli stadi italiani.

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