L’INTERVISTA – Marco Machera: “DISCIPLINE ha cambiato il mio modo di intendere la musica”

Eccellente bassista e polistrumentista, compositore con tre album solisti e numerose collaborazioni all’attivo, membro degli Echo Test. Nei suoi album hanno suonato Pat Mastelotto, Tony Levin e Markus Reuter (King Crimson e Stick Men). In occasione dell’uscita dell’EP DAYS OF SUMMERTIME abbiamo chiesto a Marco di raccontarci il suo amore per la musica

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Marco Machera (Foto di Avraham Bank)
Marco Machera (Foto di Avraham Bank)

Marco, come inizia la tua carriera di musicista professionista?

A parte alcune lezioni di basso private quando ho iniziato a 12 anni (che però mi sono servite poco), sono praticamente autodidatta. L’album DISCIPLINE dei King Crimson ha cambiato la mia vita e il mio modo di intendere e interpretare la musica. quando nel 2011 ho visto che Pat Mastelotto, Tony Levin e Adrian Belew avrebbero inaugurato un music camp vicino a Woodstock (il Three of a Perfect Pair Camp) l’ho vista come un’opportunità per imparare ed entrare in contatto con quel mondo che ammiravo tanto. Ho colto l’occasione del regalo di laurea da parte dei miei genitori per farmi pagare il biglietto aereo e sono andato. Lì ho conosciuto Julie Slick (con la quale poi ho fondato gli EchoTest) e ho dato il via a un rapporto di amicizia e stima profonda (reciproca, il che ancora mi riesce difficile da credere) con Tony, Adrian e Pat. Soprattutto con Pat, con gli anni siamo diventati grandi amici, ha suonato su tutti i miei dischi. Ho anche condiviso il palco con lui diverse volte in varie occasioni.

Small Music From Broken Windows
Small Music From Broken Windows

Nel 2017 hai pubblicato un album solista che trovo davvero splendido SMALL MUSIC FOR BROKEN WINDOWS. Mi ha colpito quel blues onirico e straniato alla Tom Waits, ma più delicato, un’atmosfera che pervade un po’ tutto l’album.

Mi fa piacere che tu abbia notato la componente blues e onirica dell’album. Avevo in mente di produrre un “dark blues” moderno, psichedelico. Ho evitato di farlo in maniera didascalica: non volevo utilizzare le strutture musicali proprie del blues. Piuttosto ho voluto alludere a certe atmosfere. Di certo Tom Waits ha rappresentato un importante riferimento, così come le produzioni di T-Bone Burnett, i Latin Playboys, certo blues degli anni trenta, e altri innumerevoli ascolti. Ho approfondito suoni e concetti avulsi al rock e al pop più tradizionale, cercando di dare vita a una musica che evocasse tempi e mondi lontani. Le produzioni musicali odierne mi sembrano troppo dense, piene di inutili informazioni, che non lasciano nulla all’immaginazione, al potere evocativo della musica e delle parole. I testi sono un tutt’uno, è un album che racconta una storia, dall’inizio alla fine. L’ispirazione è arrivata da un racconto breve di H.P. Lovecraft, The Outsider. Non ho voluto semplicemente trasporre il racconto, ma darne una rilettura metaforica, comunque aperta all’interpretazione dell’ascoltatore.

Daughter Of The Ocean
Daughter Of The Ocean

Assieme a Julie Slick e Alessandro Inolti, fai parte degli EchoTest, un eclettico e originale power trio che si distingue per la presenza di due bassisti che conferiscono un timbro unico al suono della band. Nel 2015 avete esordito con LE FIL ROUGE, seguito poi da FROM TWO BALCONIES nel 2017. Tempo fa sono venuto ad ascoltarvi qui a Roma e sono rimasto profondamente impressionato dalla potenza e dalla musicalità che esprimete sul palco. Da poco è stato pubblicato il vostro terzo album DAUGHTER OF THE OCEAN.

Gli EchoTest sono nati dopo un primo disco registrato in collaborazione con Julie Slick, FOURTH DEMENTIA. Dopo quell’album e alcuni concerti in giro per l’Italia e gli Stati Uniti, abbiamo capito che saremmo potuti diventare una band vera e propria. Così abbiamo chiamato con noi il batterista Alessandro Inolti e abbiamo prodotto altri tre dischi insieme, avvalendoci della collaborazione di altri valenti musicisti, che di volta in volta ci aiutano a realizzare le nostre idee (a volte un po’ folli, devo ammetterlo). L’ultimo album, DAUGHTER OF THE OCEAN, è un concept ispirato alle tragiche vicende dello tsunami che nel 2011 ha devastato Sendai e la regione di Tōhoku in Giappone. Musicalmente, è un lungo viaggio dai toni epici, caratterizzato da una prima parte più accessibile e melodica e da una seconda parte più sperimentale, in cui la storia prende una piega che definirei quasi horror. DAUGHTER OF OCEAN è il nostro umile tentativo di infondere nuova vita alla musica progressive degli anni 2000.

Days Of Summertime
Days Of Summertime

Il tuo ultimo lavoro solista è un delizioso EP con tre brani, DAYS OF SUMMERTIME, registrato assieme a Rob Fetters e Pat Mastelotto, che viene offerto in esclusiva a chi si abbona al tuo Bandcamp.

Di Rob Fetters ho sempre ammirato il lavoro al fianco di Adrian Belew nei The Bears, e uno dei miei sogni era scrivere qualcosa con lui. Un giorno gli ho semplicemente scritto una mail e gli ho proposto di cantare su Days of Summertime, sulla quale ha partecipato anche Pat Masstelotto. Rob ha accettato e ha fatto un ottimo lavoro. a quel punto avrei davvero voluto fare un intero disco insieme a lui e Pat, in quella vena beatlesiana/crimsoniana, ma gli impegni di ognuno non l’hanno reso possibile. Qualche mese fa però abbiamo trovato il modo di lavorare a un nuovo brano, una vera collaborazione tra noi tre, ed è nata la canzone Upon, in cui canto insieme a Rob. Mi fa molto piacere in particolar modo di aver tirato fuori la passione di Pat per Ringo e i Beatles e averla messa al servizio della canzone.

Un EP che in qualche modo rende idealmente omaggio ai Beatles, certo con un vocabolario e una sintassi molto originali.

Sì, diciamo che abbiamo unito questo amore comune per i Beatles, scrivendo e suonando qualcosa a modo nostro, con tutto il retaggio culturale musicale che ci portiamo dietro… Rob con il suo bagaglio power pop, Pat con la sua vena crimsoniana, io con il semplice amore per la musica e per i musicisti coinvolti.

Marco Machera (Foto Matteo Del Vecchio)

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Discografia selezionata di Marco Machera

SOLO
One Time, Somewhere (Soundmill, 2012)
Dime Novels (Soundmill, 2014)
Small Music From Broken Windows (Soundmill, 2017)

con gli ECHOTEST
Le Fil Rouge (Slick Sound, 2015)
From Two Balconies (Slick Sound, 2017)
Daughter of Ocean (Slick Sound, 2019)

con JULIE SLICK
Fourth Dementia (Slick Sound, 2014)

Collaborazioni
Teho Teardo, Le retour à la raison. Musique pour trois films de Man Ray (Specula Records, 2015)
Cedric Theys, Eternal Encounter (Mad Ducks Records, 2016)
Herd of Instinct, Drone Priest (Firepool Records, 2017)
Fabio Mittino, Simple Music For Difficult People Vol. 2 (Discipline, 2018)
The John Porno Funk Extravaganza, it was all too much and i couldn’t stop myself from crying (Soundmill, 2017)
Nocturne Blue, Under Covers (independent, 2018)
TROOT, Costance and the Waiting (independent, 2018)
SOLS, The Golden Atom (independent, 2019)

DISCOGRAFIA COMPLETA

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale “Quigiovani”, caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull’album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore dal 2016 di «Classic Rock», Staiti è caporedattore delle sezioni «Musica» e «Sport» di MP News. Archivio Articoli

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