SIMONE BORRELLI – Eclettismo e fantasia al servizio della musica

Oltre 42 milioni di gif e sticker sull'ultimo video "L’amor" raggiunti in pochissimo tempo e i numeri continuano a crescere in maniera esponenziale

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L'Amor

Che negli ultimi 10 – 15 anni il panorama musicale sia inevitabilmente mutato in modo a dir poco vorticoso è sotto gli occhi di tutti: se, tempo fa, il miglior passaparola per un’artista emergente era quello legato esclusivamente ai concerti, a qualche passaggio televisivo in piccole emittenti locali o a presentazioni molto spontanee e semi-improvvisate nei moltissimi negozi di dischi, musicassette e cd allora esistenti, ora è tutto il discorso relativo ai social a essere diventato fondamentale per qualsiasi tipo di proposta musicale.

Per un artista giovane e ambizioso del terzo millennio ora però il cosiddetto rovescio della medaglia è rappresentato dall’agguerritissima e foltissima concorrenza, sempre più abile a utilizzare i vari Facebook, Instagram, twitter e YouTube.

Ecco che quindi il sempreverde colpo di genio o la mai anacronistica idea un po’ fuori dagli schemi può rappresentare la vera e propria carta vincente utile ad uscire dall’anonimato: è questo il caso di Simone Borrelli, nato a Crotone (famosa, musicalmente parlando, per aver dato i natali all’indimenticabile e assolutamente geniale Rino Gaetano), non solo cantautore, ma anche musicista, regista sceneggiatore e ballerino. Venendo al sodo (e cioè ai numeri che poi, alla fine della fiera, sono quelli che realmente contano), le gif create appositamente per l’ultimo singolo “L’amor” hanno già oltrepassato i 42 milioni di visualizzazioni e il tutto sembra destinato ad aumentare in maniera esponenziale nel giro di pochissimo tempo.

SImone Borrelli
Simone Borrelli

Lasciamo che sia lo stesso artista calabrese a spiegare la genesi di questo brano e la relativa idea di arricchirlo personalmente con varie gif e sticker: “L’idea è nata da tre capisaldi per me fondamentali. Innanzitutto l’esigenza di fare qualcosa di assolutamente originale e insolito, poi il messaggio, che deve essere sociale (cioè lasciare qualcosa nell’ascoltatore) e infine il concetto di pop, per arrivare al maggior numero di persone possibile e attecchire in profondità. Per quanto riguarda l’originalità, mi è venuto spontaneo percorrere una strada mai utilizzata in un videoclip, cioè creare un video fatto solo di gif e sticker, ormai entrati nella quotidianità di ognuno di noi quando utilizziamo i vari social. Il tutto, per dare ancora maggior rilievo al testo e alla musica, con un effetto visivo notevole, variopinto, ma non invadente e i vari personaggi presenti nel video estrapolabili per essere utilizzabili appunto sui social. Devo ammettere che le cifre che mi sono state comunicate in questi giorni a proposito di queste gif e sticker hanno impressionato anche me! (sorride, n.d.r.). Per quanto riguarda la grafica del titolo del brano, più che un cuore arcobaleno, io lo definirei un cuore multicolore: del resto, questa è stata l’idea da cui sono partito per raccontare L’amor visivamente. Credo che l’amore non abbia un colore solo, ma sia fatto da tantissime sfumature, dal più brillante al più cupo. Questo cuore è inciso nel petto e nel nero, nelle magliette che abbiamo stampato per i vari promo: ma non si tratta di un semplice gadget, bensì di un valore simbolico, esattamente come succede nei supereroi. Si, per me l’amore è come un vero e proprio superpotere. Esistono persone e storie infinite cui l’amore ha rappresentato il vero e proprio valore aggiunto, cambiando e rendendo il mondo migliore e più pulito, basti pensare ai vari Martin Luther King, Nelson Mandela, Falcone, Borsellino e tantissimi altri“.

Ma quali sono i punti di riferimento musicali e artistici di Simone Borrelli? “La classica domanda della vita (sorride ancora, n.d.r). Non esiste una figura artistica che sia mia più di altre. Io sono Simone Borrelli e tutte queste cose insieme. Ho studiato e lavorato molto per poter essere varie cose contemporaneamente e fare arrivare un messaggio giusto con un canale appropriato. Non è importante tanto quello che fai ma come lo fai, cercando di avere sempre tanti colori nella tua tavolozza e tantissime sfumature all’interno di ogni colore. Detto questo e sintetizzando al massimo, come non citare tanta musica classica (Beethoven, Debussy, Bach, Stravinsky, Mozart), i compositori per musica da film (Morricone, Hans Zimmer), tutto il rock dagli anni ‘50 in poi (Elvis, i Pink Floyd, Led Zeppelin, AC/DC, Guns N’Roses, Pearl Jam, Massive Attack), i grandissimi performer da palco (Freddy Mercury con i Queen, Michael Jackson, i Kiss). E ancora le grandi penne che hanno cambiato il mondo (John Lennon con i Beatles, Bono Vox e gli U2, Bob Dylan, Bob Marley, fino ad arrivare a Thom Yorke e i Radiohead) e i cantautori italiani come De Gregori, De Andrè, Rino Getano, Tenco, Endrigo, Gaber, Gino Paoli, Modugno, Battisti, Fossati, fino ad arrivare a Vasco, Manuel Agnelli e gli Afterhours, i Marlene Kuntz, Max Gazzè, Daniele Silvestri e tantissimi altri autori di cui dobbiamo essere davvero fieri“.

Non solo cantautore, ma anche musicista, regista sceneggiatore e ballerino, come ricordato poc’anzi: ma cosa c’è nell’immediato futuro?
Sicuramente moltissime altre sorprese, anche se non posso svelare molto. Diciamo che il brand Simone Borrelli racchiude tutte queste arti e percorrerà sempre nuove e inconsuete strade, pur mantenendo ovviamente la musica al centro di tutto, cercando di arrivare come sempre al maggior numero di persone possibili, con un messaggio chiaro e dritto verso l’obiettivo prefissato“.

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