L’INTERVISTA – Germana Galdi: trame di vita tra riflessi e trasparenze

Figlia e nipote d'arte, esprime nei suoi dipinti la sua innata predisposizione all'arte e al riconoscimento del bello attraverso eclettiche forme espressive che la vedono anche nel ruolo di modella e Art Counselor

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Germana Galdi - Trame di vita sonore (2019)
Germana Galdi - Trame di vita sonore (2019)

Sono stata sempre combattuta nella vita se fare ciò che mi piaceva e dare libero sfogo al mio sentire, viste le molteplici idee che avevo, oppure indirizzare i miei passi verso qualcosa che mi consentisse di condurre una vita “normale”. Quindi mi sono iscritta, con non poche perplessità sul futuro, a “Stilista di moda” che poi ho abbandonato. Già in quegli anni emergeva questo desiderio di seguire le impronte dei miei tre nonni, rinomati sarti, mai conosciuti/vissuti… ma anche alle altre forme d’arte più vicine a me. Con il tempo, trovando una maggiore stabilità, questo desiderio ha preso forma nell’attività artistica, che da allora non ho più abbandonato.

Germana Galdi - A piedi nudi nell'arte (2014) - Foto di Pino Alberto Sturniolo
Germana Galdi – A piedi nudi nell’arte (2014) – Foto di Pino Alberto Sturniolo

Incontriamo Germana Galdi da Vanni, l’elegante locale romano in Prati noto da oltre 50 anni per i suoi aperitivi e prodotti artigianali di gastronomia, dove sono in esposizione alcuni suoi acquerelli su carta e i suoi ultimi acrilici su tela di grandi dimensioni, che colpiscono immediatamente per la scelta della luminosa paletta cromatica e per l’originalità del tratto capace di creare inedite e bellissime tessiture astratte.

Da oltre 20 anni ti dedichi alla pittura: acquerello su carta – ovvero “Riflessi e Trasparenze” – e più di recente acrilico su tela che hai intitolato “Trame di Vita”: un percorso artistico piuttosto eclettico e comunque complementare per soggetti e tecniche, che rivela l’approdo a uno stile molto personale.

Sì, tutto è nato molto naturalmente: questi sono i progetti più rilevanti e prolifici, a questi si affiancano esperienze come la pittura su stoffa, fino alle recenti lampadine di “MylightArt”, oltre alla passione che da anni coltivo per la fotografia e soprattutto l’esperienza come modella di mie idee. Utilizzare il corpo come forma d’arte per me è una modalità espressiva che mi diverte sperimentare.

Germana Galdi - Tè blu (1997)
Germana Galdi – Tè blu (1997)

Negli acquerelli risalta il tuo amore per i colori, soprattutto nella loro capacità di riflettere la luce e le trasparenze: i tuoi acquerelli sembrano rispecchiare maggiormente il tuo lato emozionale, mentre gli acrilici – dove comunque c’è una scelta cromatica di grande interesse e varietà – sembrano rispecchiare il tuo lato razionale e geometrico…

Analizzando questo aspetto tutto è frutto di una mia profonda espressione, nell’acquerello di “Riflessi e trasparenze”, se pur apparentemente con soggetti quotidiani, tocco un tema molto intenso: il lavoro su di sé. Le metafore dei contenitori come bicchieri e cucchiaini rappresentano anche vuoti da colmare; i vetri simboleggiano la trasparenza a cui tendere, in primis con se stessi; i riflessi del metallo riflettono l’immagine di ciò che siamo divenuti, frutto del processo di cambiamento man mano raggiunto.
Riguardo a “Trame di vita” come nei tappeti Berberi del Marocco, che visitai svariati anni fa, si conservano tradizioni antiche, simboli e colori che raccontano storie. Gli intrecci ritraggono interpretazioni di esperienze ed eventi importanti di vita e così traduco anche il mio vissuto di quanto percepito nei tanti anni di lavori di gruppi di crescita personale, di viaggi interiori e reali.

Germana Galdi in "Ripiegando su me stessa" (2015) - Foto di Pino Alberto Sturniolo
Germana Galdi in “Ripiegando su me stessa” (2015) – Foto di Pino Alberto Sturniolo

Oltre a dedicarti alla pittura, sei una Art Counselor: in cosa consiste esattamente questo ruolo?

Da ragazzina avevo grande interesse per la psicologia che poi si rivelò di grande aiuto nel comprendere le dinamiche che ciascuno mette in atto in ogni relazione, con se stesso e con l’altro. Con una base strutturata, visti gli anni di esperienze vissute e gli studi compiuti, ho scelto di essere anche un Art Counselor: si tratta di un professionista della relazione d’aiuto che utilizza, tra l’altro, l’arte nelle sue modalità espressive, per agevolare chi vive un momento di difficoltà nel processo di evoluzione e superamento dell’impasse.

Come nasce l’idea di una mostra in un locale elegante e noto come Vanni?

Facendo da oltre 20 anni con i miei acquerelli anche Art Food e Still Life, la mia arte è sembrata in armonia con questo locale, anche associata anche al recente lavoro degli astratti di grandi dimensioni. Si è creato un feeling con Vanni, che ha mostrato sensibilità per queste tematiche e insieme abbiamo pensato che sarebbe stato gradevole e efficace far fluire l’arte unendo quella culinaria e quella visiva in uno spazio dove ci si ferma per un momento, che sia fugace o più intimo, per un tè o una cena.

Germana Galdi - Blues Harp (2014)
Germana Galdi – Blues Harp (2014)

Progetti per il futuro?

Dare ulteriormente spazio alla mia creatività che ancora, vista la mia ecletticità, è in via di espansione. Non posso rivelare le scintille che si animano sotto il vulcano, tuttavia oltre a questo mio fuoco, considerando le mie tante passioni, mi piace collaborare a nuovi progetti insieme ad altri artisti di varia natura, come è già avvenuto in passato.

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Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale “Quigiovani”, caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull’album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore dal 2016 di «Classic Rock», Staiti è caporedattore delle sezioni «Musica» e «Sport» di MP News. Archivio Articoli

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