MOSTRE – Il Met a Natale tra arte e scienza, con le meraviglie delle corti d’Europa

0
50

Automi stupefacenti, incredibili orologi, splendidi gioielli, e poi ancora mobili, strumenti musicali, opere d’arte e molto altro: sono questi i circa 170 oggetti al centro di “Making Marvels: Science & Splendor at the Courts of Europe”, la scintillante mostra di Natale del Metropolitan Museum di New York. Tra i pezzi in esposizione, che sarà possibile ammirare dal 25 novembre al 1 marzo 2020, molti non avevano mai viaggiato fino agli Stati Uniti e provengono da 50 istituzioni di tutto il mondo, tra cui il Museo Galileo di Firenze (che contribuisce con strumenti astronomici e meccanici) e il Castello del Buonconsiglio di Trento (che ha inviato una fontana portatile da cui durante i banchetti sgorgava acqua o vino): “farli arrivare è stata una impresa di diplomazia culturale di cui solo il Met è capace”, ha detto Max Hollein, il direttore del Museo.

Making Marvels esplora i modi complessi in cui questi oggetti meravigliosi, collezionati dai principi europei tra il 1550 e il 1750, e i contesti in cui sono stati esposti e utilizzati hanno espresso il potere delle varie famiglie reali e la loro capacità di governare. I visitatori scopriranno oggetti e innovazioni che hanno stupito e deliziato coloro che hanno potuto ammirarli nelle corti del passato, attraverso la suspense, la sorpresa e le trasformazioni inaspettate. Come, ad esempio, gli arredi d’argento del Tesoro Esterhazy, o il “Dresden Green”, il più grande diamante verde del mondo nella sua montatura originale da ornamento per cappello (in onore del quale l’Empire State Building nelle scorse settimane si è illuminato di verde).

Tra i pezzi più interessanti e curiosi c’è la ricostruzione moderna di un automa soprannominato “Il Turco”, che riuscì a battere Napoleone a scacchi: si trattava in realtà di un imbroglio, poiché al suo interno si nascondeva un giocatore umano per manovrarlo. Fu creato nel 1769 da Wolfgang von Kempelen per Maria Teresa d’Austria e andò distrutto in un grande incendio il 5 luglio 1854, mentre si trovava al Peale Museum di Philadelphia.  Di fronte al Turco ci sarà anche “The Draughtsman Writer”, l’androide di Henry Maillardet che ispirò il romanzo di Brian Selznick “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” e l’adattamento cinematografico di Martin Scorsese: il suo meccanismo avanzato, in grado di scrivere e disegnare, è considerato addirittura un precursore del computer.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO