TECH – Il Dna sintetico è la nuova frontiera per l’anticontraffazione delle opere d’arte

0
52
Credit: www.aries-project.it

Si chiama DNArt la rivoluzionaria tecnologia anticontraffazione, che sfrutta il Dna sintetico per proteggere le opere d’arte con un’impronta genetica unica e invisibile, indecifrabile da terzi e impossibile da replicare. La tecnologia, sviluppata da Aries, spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stata presentata in anteprima mondiale il 15 novembre scorso alla fiera ArtePadova 2019, con una dimostrazione live di applicazione su un’opera: una tela dello street artist Alessio-B, il primo artista che vedrà la sua intera produzione marcata con l’innovativo sistema.

DNArt può essere utilizzata per rendere inequivocabilmente riconoscibili sia opere antiche che moderne, su tela, carta e legno. Sono ancora in fase di sviluppo, invece, tecniche che rendano il sistema applicabile anche su altri materiali, come vetro, ceramica, metallo e plastica. Il tag anticontraffazione è completamente invisibile sia ad un’ispezione visiva ad occhio nudo sia all’analisi con tecnologie analitiche (ad esempio l’illuminazione con lampada di Wood, il microscopio ottico e il microscopio elettronico). La presenza del tag e la sua esatta ubicazione rimangono ignote, rendendo impossibile la manipolazione o la rimozione della marcatura e assicurandone così un elevato livello di sicurezza.

La tecnologia è stata studiata per essere completamente integrabile con il settore della produzione artistica, del restauro e della conservazione: il Dna sintetico è compatibile al 100% con le opere, non le danneggia, non le altera e non provoca alcuna modifica strutturale della loro superficie. La marcatura è a lunga durata, se accostata alle normali pratiche di conservazione: il Dna sintetico, infatti, non si degrada con l’umidità o con gli sbalzi termici, non è sensibile alla luce né a condizioni estreme di conservazione. DNArt, inoltre, è l’unica tecnica applicabile anche su opere d’arte antiche, perché sviluppata in accordo con le linee guida fornite dal Ministero per i Beni Culturali e approvata da diverse istituzioni.

Nel solo 2018, secondo i dati diffusi dal Rapporto sull’Attività Operativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sono stati sequestrati 1.232 falsi per un valore stimato di oltre 422 milioni di euro. Rispetto all’anno precedente si è registrato un lieve aumento di furti di beni culturali (che sono passati da 419 a 474), ma è aumentato anche il recupero di beni antiquariali, archivistici e librari (da 7.606 a 12.096). “DNArt è il frutto di anni di ricerche e vuole rappresentare un’evoluzione del concetto di sistema anticontraffazione”, spiega Alessandro De Toni, CEO di Aries. “La nostra tecnologia è utilissima per catalogare e rendere riconoscibile univocamente l’immenso patrimonio artistico del nostro Paese – aggiunge De Toni – e può anche essere associata ai sistemi di tracciamento già presenti sul mercato”.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO