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lunedì 28 settembre 2020

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Ennio Morricone ed il genio italiano

19.02.2008 - Valentina Berdozzi



http://www.music-matters.org/sanderlog/uploaded_images/EnnioMorricone08-739189.jpgL’oscar? Finalmente colmo un vuoto!” E’ così che Ennio Morricone, il più famoso e conosciuto compositore di colonne sonore italiano, ha commentato la telefonata ricevuta da Sid Ganis, presidente della Accademy of Motion Pictures Arts and Sciences di Los Angeles, che gli annunciava la vittoria dal meritatissimo Oscar alla Carriera. E così, con lo stesso cipiglio, lo stesso orgoglio e la stessa emozione di sempre, il 25 febbraio dello scorso anno il grande compositore nato a Roma 79 anni fa ha ritirato il suo riconoscimento, per il quale aveva già ottenuto 5 nomination in 45 anni di carriera. «Otto Nastri d’Argento, sei David di Donatello, quattro Bafta, due Golden Globes, un Grammy, il Leone d’oro alla carriera nel 1995 durante la Mostra del cinema di Venezia, le onorificenze di Grande Ufficiale e di Commendatore della Repubblica italiana: mancava solo l’Oscar» spiega Morricone «anche se in questi giorni proprio non ci pensavo: quando uno lavora non ci pensa ai premi”». Questo è il Morricone che siamo abituati a vedere e che conosciamo: l’instancabile musicista che basa tutto il suo lavoro sulla convinzione che non si debba pensare mai ai premi mentre si compone, ma ci si debba concentrare sul proprio lavoro, per farlo bene e con professionalità. E’ questa ferrea visione del suo lavoro che ha portato Morricone a diventare la voce di riferimento del settore musicale contemporaneo; la stessa verve che gli aprì le porte del mondo discografico italiano nel 1955, permettendogli di lavorare parallelamente come arrangiatore di musica leggera per diverse orchestre e per i dischi della RCA Italiana; la stessa tenacia e passione che lo portarono ad instaurare, a partire dal 1964 e da “Per un pugno di dollari”, un profondo sodalizio artistico con Sergio Leone, per i film del quale Morricone ha composto alcune delle sinfonie più belle e famose. Un sodalizio importante ed una figura significativa, quella del regista romano, che Morricone ricorda sempre, e con grande affetto, in ogni suo concerto. Ma la collaborazione con Leone non è l’unica di grande rilievo e di spicco per il compositore laziale: altrettanto importanti sono quelle con i grandi nomi della filmografia italiana e non, da Bertolucci a Tornatore e Pasolini, da Bellocchio a Comencini, dalla Wertmüller a Salce, passando per Brian De Palma, Terence Malick e Warren Beatty. Ma Morricone non è solo questo: recentemente egli ha composto anche molti temi per fiction televisive di successo, tra cui quelle dedicate a tre grandi personaggi della storia contemporanea del nostro paese come Gino Bartali, Giovanni Falcone e Karol Woityla. Dopo la parentesi televisiva, però, d’obbligo è il ritorno al cinema con il prequel degli Intoccabili, “The Untouchables: Capone rising” e “Leningrado”, con cui Giuseppe Tornatore racconterà l’assedio della città sovietica da parte dell’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale. Una carriera lunga ed una lunga lista di canzoni e collaborazioni che la città di New York ha voluto celebrare ad un mese dalla cerimonia di consegna degli Oscar. Nel più famoso teatro d’America, il Radio City Music Hall, seimila spettatori hanno reso omaggio al compositore italiano prendendo parte al concerto organizzato per lui da Massimo Gullota a 40 anni di distanza da “Per un pugno di dollari”, il film che ha sdoganato la figura di Morricone e la saga degli Spaghetti Western nella patria stessa del cinema western. Un concerto, scrivono i cronisti del New York Times e del New Yorker, in cui ad essere stata celebrata è stata la grande musica classica ed un po’ contemporanea del genio italiano. Quasi in contemporanea con la grande manifestazione e la grande notte di Los Angeles, il prestigiosissimo museo newyorkese del Moma ha presentato una rassegna sui film da lui musicati. Il tutto quasi in contemporanea con l’uscita di “We all love Ennio Morricone”, il cd con cui i grandi nomi della musica pop-rock americana hanno voluto esprimere il proprio ringraziamento a Morricone, reinterpretando e cantando i brani che hanno segnato la sua carriera. Album eterogeneo e commosso, vario e ampio, raccoglie i contributi canori di artisti come Bruce Springsteen, Andrea Bocelli, Yo Yo Ma, Renee Fleming, Herbie Hancock, Enya, Quincy Jones, Metallica e Celine Dion. Prodotto da Luigi Caiola nonostante il parere inizialmente contrario del compositore romano che lo considerava un esperimento musicale stilisticamente discontinuo e disomogeneo, il cd vede la partecipazione dello stesso Morricone che, come testimoniato in più interviste, ha affermato «Ho scritto dei collegamenti tra la fine di un pezzo e l’inizio di quello successivo per creare 70 minuti di musica senza soluzione di continuità, per ammorbidire quella tonalità non omogenea del disco.». Un lavoro discografico all’interno del quale la musica dei Metallica fa eccezione; ma si tratta di una presenza, questa, necessaria e insostituibile: da oltre 10 anni il gruppo matal statunitense utilizza il brano “L’estasi dell’oro”, tratto dal tema de “Il buono, il brutto, il cattivo”, come momento introduttivo dei loro concerti. E proprio nella notte del 25 febbraio dello scorso anno, quando Morricone ha ricevuto per mano dell’attore statunitense Clint Eastwood l’ambita statuetta, sul palco del Kodak Theathre, Celine Dion, con grande passione ed enfasi ha regalato al pubblico presente in sala il brano “I knew I loved you”,contenuto nel cd ed ispirato al tema del film “C’era una volta in America”: un omaggio intenso e forte che ha regalato emozioni a chi per tutta la sua carriera ha trasformato le proprie emozioni in musica e note.


The Ecstacy of Gold

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