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domenica 22 settembre 2019

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Sanremo: il paradosso Auditel e Istat

Mentre l’Italia invecchia, il Sanremo 2008 crolla negli ascolti: esistono possibili scenari di guarigione.

04.03.2008 - Edoardo Iervolino



http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/spettacoli_e_cultura/sanremo-2008/sanremo-2008/ansa_10662448_08000.jpgL’Italia sta invecchiando: è questo il messaggio che ci proviene tutti i giorni tramite telegiornali, radio, quotidiani e opinionisti vari. L’Italia invecchia, non ha più la propulsione economica di un tempo, tra poco il rapporto tra pensionati e lavoratori sarà talmente sbilanciato a favore dei primi che noi, generazione nata tra il 1980 e il 1988, dovremmo lavorare minimo fino a circa 75 anni per ammortizzare la spesa statale per le altrui pensioni. Il futuro da questo punto di vista, e non solo, non è dei più rosei. Questo paesaggio sociale che ho descritto è veritiero e sconfortante. Ma i dati ci dicono anche una cosa completamente differente: gli utenti tipo delle televisioni pubbliche sono casalinghe e pensionati, quindi il business televisivo è e sarà sempre più importante.
Sanremo 2008: Pippo Baudo, non proprio un giovinastro, è il direttore artistico e seleziona i brani che possono far parte alla manifestazione canora più importante d’Italia. Il target dell’ascoltatore da dover catalizzare è quello delle fasce d’età tra i 30 e i 60 anni, dato che i ventenni hanno poco contatto con programmi serali (soprattutto del sabato, giorno scelto per serata conclusiva del Festival, in cui preferiscono uscire di casa) e gli ultra sessantenni sono lo zoccolo duro degli ascolti di Sanremo da tempo a questa parte. Bene, il controsenso della manifestazione è evidente: i dati parlano chiaro, oltre a non aver raggiunto il traguardo di catturare l’età 30-60, anche gli ascoltatori abituali si sono stancati di vedere il Festival. Dato ancora più eclatante è che il picco degli ascolti (serata conclusiva a parte) è stato nella serata dei duetti, tradizione ripresa direttamente dagli ultimi cinquanta e primi sessanta, che convince sempre di più anche il sottoscritto.
Ci sono possibili soluzioni a riguardo? E’ possibile riuscire a catturare i giovani senza perdere gli anziani? Secondo il sottoscritto sì. E la soluzione, discutibilissima, può essere trovata esaminando tre diversi punti: il ruolo del Direttore Artistico, la lunghezza del Festival, la musica. Articolerò per comodità la mia riflessione in punti.

DIRETTORE ARTISTICO
: Possibile che sia Pippo Baudo a sentire, apprezzare o scartare i brani che arrivano per entrare nell’elenco dei partecipanti al Festival? Ognuno credo abbia il proprio lavoro: Baudo è un presentatore di grandissima (forse troppa) esperienza, carismatico, simpatico (anche se non al sottoscritto), apprezzato dalle casalinghe e dai pensionati che lo trovano rassicurante e che lo conoscono bene. Ma questo non vuol dire che debba essere un grande intenditore di musica. La mia proposta è questa: una giuria formata da musicisti esperti (Elio e tutte le Storie Tese in primis ma anche gente come i Nomadi, gli ex PFM e così via) che selezionino i brani, rigorosamente inediti, da far esibire sul palco dell’Ariston. Possibile che il Festival più importante d’Italia abbia come demiurgo un presentatore televisivo? E’ il Festival della Musica oppure quello della Televisione Italiana?

LUNGHEZZA DEL FESTIVAL: Questa edizione, la 58esima, è composta da ben 5 giorni di musica. Oltre ad essere sfiancante da un punto di vista sonoro, Sanremo è diventato anche longevo fino allo sfinimento. Uno dei tanti motivi per cui il Festival ha perso ascolti è per la sua dispersività: credo che sia meglio limitarsi a tre giorni concentrati e con meno artisti. Oppure ancora meglio sarebbe creare due Festival paralleli di due giorni l’uno: il primo, di stampo tradizionale, con la classica denominazione di Festival della Canzone Italiana, comprenderebbe quelli che adesso vengono definiti “big”; il secondo, invece, sarebbe l’evoluzione del settore giovani, reinventato come “Sanremo per i Giovani”. Sarebbe un sogno vedere rappresentata la vera scena della musica italiana a Sanremo invece della scena della musica “ALL’italiana”. Afterhours, Marlene Kuntz, Elio e le Storie Tese, Bugo, Ardecore, Baustelle, Offlaga Disco Pax, Benvegnù, Verdena, Yugen, Morgan, Teatro degli Orrori ma anche i più conosciuti Jovanotti, Elisa, Ligabue, Giorgia, Ramazzotti, Antonacci (e chi più ne ha più ne metta) sarebbero artisti sicuramente più attraenti degli attuali proposti. Doppio risultato: far crescere la conoscenza musicale del giovane italiano medio, liberarci un po’ di gente onnipresente come Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.

MUSICA: L’edizione 2008 è la più ripetitiva di sempre. Gli unici che interrompono la noia sono, ognuno a modo loro, Cammariere, Frankie Hi Nrg Mc e Bennato. Gli unici tre stili differenti rispetto all’anonimato generale delle altre canzoni da cui si elevano solo di poco L’aura (con una canzone per i suoi standard orribile) e lo stonato-sensazionalistico Tricarico. Quanto ci manca “La terra dei cachi” di Elio!


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