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San Patrick's day a Bologna: quattro giorni di festa in pieno stile irlandese

25.03.2008 - Angela Di Matteo



Dopo le 10.000 presenze dell’anno scorso, anche per San Patrizio 2008 Bologna ospita presso l’Estragon l’Irlanda in Festa, manifestazione gastronomico-musicale che celebra il patrono scacciaserpenti.
Per chi non lo sapesse, la leggenda narra della cacciata dei serpenti dal territorio irlandese per mano del Santo il quale, recatosi sulla montagna sacra Croagh Patrick per mandare via il male e le bestie striscianti, lanciò da lassù una campana poi riversatasi nell’attuale Baia di Clew, formando le singolari isole.
Il Palanord di Bologna, in onore di questa ricorrenza, offre piatti tipici della tradizione bolognese e irlandese, danze al ritmo incalzante della fisa e del violino e soprattutto tanta birra, la scura più amata del mondo. Ben quattro giorni di musica, dal 14 al 17 marzo, che hanno visto alternarsi sul palco Giuliano Palma & the Bluebeaters, Casa del Vento, Modena City Ramblers, Blood or Whiskey fino ad arrivare al gran finale di lunedì 17 con una jam session di ben dieci gruppi che attraverso l’amore per la musica irish hanno ricordato un amico scomparso prematuramente: Luca “Gabibbo” Giacometti.
Ma è possibile ricreare all’interno di un locale-tendone la magia e l’energia della festività della verde terra d’Irlanda? Evidentemente sì.
A chilometri di distanza dai pub affollati e rumorosi, dalle nuvole gravide sulle scogliere e dai capelli rossi dei bimbi di strada- che insieme disegnano il luogo comune per eccellenza dell’isola del trifoglio- ci si ritrova in un capannone gremito di ballerini provetti e non che si lasciano trascinare in danze di gruppo e di coppia.
Dal palco qualcuno detta il tempo e tutt’intorno c’è chi osserva il cerchio dei danzatori, italiani ed irlandesi; chi pittura volti con trifogli e pinte di Guinness; chi gira per le bancarelle alla ricerca di un folletto o una fatina che portino fortuna. Insomma per dirla come una volta l’avrebbero detta i Ramblers “C'è una festa ragazzi e qui si va giù pesi, è la festa più grande che ci sia. C’è chi beve e chi zompa, c’è chi canta e chi si tronca, c’è chi è allegro e chi si butta via”.
Tra fiumi di Guinness giovani e meno giovani si fiondano al bancone sperando di aver vinto il tipico cilindro delle birra di Dublino, arrivando a spendere decine di euro pur di aggiudicarsi il tanto amato cappellino.
Se per alcuni San Patrizio rappresenta un’occasione come un’altra per fare casino, al contrario è per altri- e non sono pochi!- la celebrazione di uno stile di vita, di un modello e di pensiero che si esprimono innanzi tutto attraverso la musica.
Grandi e bambini da tutta Italia aspettano quest’occasione per condividere una passione unica, forse poco usuale, che riaffiora viva e pulsante: la musica irish folk.
L’unione mistica del tin whistle col violino e la tromba e la fisarmonica, che saltano su un tappeto armonico di chitarra, basso e batteria, rievoca una terra che forse non tutti conoscono ma di cui tutti possono comunque apprezzare la bellezza.
Eppure c’è dell’altro.
Il palco dell’IrlandeInFesta si fa portavoce di un ideale, di un pensiero senza colore e senza bandiera che va ben oltre la mera politica di quei buffi signori incravattati e plastificati che vediamo in televisione.
Se però col concerto dei Modena City Ramblers la coscienza sociale sembra evaporare e dissolversi nel nulla, colpa di un pubblico adolescente confuso e contraddittorio, grazie alla Casa del Vento la nostra meglio gioventù torna a trovare il proprio grido di battaglia.
Cosa rispondere però a chi vede in questa festa solo una moda esportata, alla stregua di Halloween?
Rispondiamo che il 17 marzo rappresenta la riunione di tutti quegli amanti d’Irlanda che ovunque si trovino hanno voglia di farsi prendere per mano dalla leggerezza dell’alcol per poi tuffarsi nei sapori e nelle danze di questa splendida terra. Come fosse un terzo tempo, in cui non conta più chi sei o cosa hai fatto: basta esserci e la propria presenza sarà testimone di un unico amore comune.
“E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
e il vento dell'ovest rideva gentile.
In un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via”

Link:

Giuliano Palma & the Bluebeaters
Casa del Vento
MCR
Blood or Whiskey
Estragon

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