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Live Report: Ligabue @ Olimpico

29.07.2008 - Giuditta Mosca



Articolo I00I della Costituzione: “Il rock deve essere suonato al volume che serve” e, nelle due ore di concerto, Ligabue, la sua band e il pubblico hanno dato davvero tutto quello che potevano.
Si è fatto attendere, i 60 mila dell’Olimpico hanno trepidato fino alle 21:30 quando le luci si sono spente, le pale eoliche simbolo del futuro, che adornavano il palco, sono diventate viola, si è acceso lo schermo e idealmente abbiamo ripercorso anche noi, che eravamo lì, molti live, anno per anno, immagine per immagine fino ad arrivare al 2008, ad “oggi”. Un boato, non poteva essere altrimenti, e finalmente è salito sul palco lui: Ligabue e la sua band arricchita dalla chitarra di Federico Poggipollini e dall’americano Michael Urbano alla batteria. E’ iniziato tutto con “Certe notti” che ha scaldato da subito il pubblico, se in 60 mila anime cantano all’unisono le tue parole sentendo come proprie quelle rime allora vale la pena festeggiare 20 anni di rock. E sono state molte, infatti, le canzoni storiche cantate all’unisono che si sono alternate da: “Ho messo via”, “Quella che non sei”, “Piccola stella senza cielo”, con le più recenti: “Le donne lo sanno”, “Il giorno dei giorni”, e ancora “A che ora è la fine del mondo?”, “Vivo o morto x”, “Libera nos a malo”. L’Olimpico è stato messo davvero a dura prova ma ha retto alle scosse dei 60 mila che hanno raccolto l’invito ballando sul mondo. Non sono mancate le canzoni classiche e romantiche e soprattutto a questo live non è mancata l’anima, l’identificazione, tutti uniti dalla precarietà dei nostri giorni, lo sappiamo bene che “Non è tempo per noi” ma Ligabue ha voluto lanciare anche un messaggio di ottimismo con la proiezione dei primi 11 articoli + 1 della Costituzione Italiana. Quell’articolo IOOI, quel rock che va suonato al volume che serve in aperta polemica con gli abitanti del quartiere di S.Siro che si lamentano per i livelli di decibel e gli orari di chiusura dei concerti che creano disagi al buon riposo.
E ancora rock con la spazio ai ricordi di “Questa è la mia vita… porta un paio d’ore, una notte bella densa, trattamela bene che al momento ho solo questa…” e la notte è stata densa grazie anche ai tre inediti suonati: “Il centro del mondo”, “Il mio pensiero” e “Ho ancora la forza”, scritta con Guccini.
E come quando la band di Vasco suona le note di “Albachiara” e lo sai che il concerto sta per finire, sulle note di “Buonanotte all’Italia” sapevamo già che il tempo per noi sarebbe finito almeno per questa sera ma Ligabue ci ha ricordato che “questo Paese non è di chi lo governa ma di chi ci abita e che gli Italiani non sono in vendita” e allora ecco che ad accompagnare voce e musica si sono unite le immagini di chi ci rende orgogliosi di essere italiani: applausi per ogni foto ma una grande ovazione sulle immagini di Falcone, Borsellino, e non da meno per Alberto Sordi o Fabrizio De Andre’ e Luciano Pavarotti per dare una buonanotte all’Italia ma non agli italiani.

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