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sabato 19 settembre 2020

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Fender vs Gibson: hi tech and old woods Guitars!

Questo mese speciale dedicato alla storia e alle novità Fender

02.10.2007 - Edoardo Iervolino



Fonte http://zurlocker.typepad.com/

Solo la mente perversamente geniale dell’uomo poteva, come esperto demiurgo, plasmare da un verace ceppo di legno qualsiasi, uno strumento tanto rivoluzionario come la chitarra elettrica. Artisti incredibili hanno nel tempo scritto la storia delle sei corde: da B.B. King a Clapton, da Zappa a Van Halen, da Page a Blackmore, da Fripp a Lee, da Vai a Satriani, da Malmsteen a Murray, ricordando mai abbastanza il “Voodoo Chile” Jimi Hendrix, tutti hanno saputo inventare melodie uniche, assoli indimenticabili, sonorità inconfondibili. Ognuno con il proprio stile, ognuno con la propria chitarra.
Da ormai cinque decadi sono due i produttori di chitarre che continuano inossidabili la loro frenetica attività: Fender, originaria dello stato dell’Arizona, e Gibson, di Kalamakoo in Michigan, fondata nel 1894 con lo scopo di fabbricare mandolini in serie. Nel 1935 esce la prima chitarra elettrica: la Gibson ES-150. Dal 1946 inizia la bagarre commerciale con la neonata Fender; da allora attraverso decine e decine di modelli differenti, alcuni longevi e di successo, altri fugaci e mal progettati, la lotta è sempre stata più o meno alla pari. L’arrivo, dal 1965 in poi, di numerosi nuovi marchi ha aumentato la concorrenza: Ibanez, Yamaha, Paul Reed Smith, Eko, BC Rich, Hofner, Washburn, Richenbacker; la sfida per le due fabbriche iniziava a farsi agguerrita.

Fonte http://www.musicpascher.com/


Nonostante qualche danno avuto dalla crisi di mercato iniziata nel 1975 e ancora non del tutto esaurita, la Fender (di cui parleremo questo mese) continua a produrre, ancora oggi, i suoi grandi classici: principalmente le Stratocaster, Telecaster, Jaguar e Mustang.

2007, è l’anno della ripresa dell’azienda: riesce a strappare accordi con il mondo dei pick-up (Di Marzio e Duncan) e con uno dei massimi produttori di effetti (Roland) e ridisegna i suoi grandi classici in chiave hi-tech. La punta di diamante è la nuova Stratocaster VG: linea immutata, soliti tre single coil, stesso selettore a 5 scatti, ma il potenziometro del volume e quello dei toni sono affiancati da un nuovo potenziometro per “Fender Moods” (M) e uno per “More Tunings” (T). Mi spiego meglio: con il primo (M) il suono cambierà virtualmente da tono Strato a quello Tele, simulerà il suono acustico e quello Humbucking. Con il secondo (T) sarà l’accordatura a cambiare virtualmente: da quella normale ci possiamo spostare in Drop D (Re), in Open G (Sol Aperto), in Baritone fino ad arrivare ad un suono 12 corde, senza toccare mai un chiavistello. Vi svelo il trucco: tra ponte e pick-up è stata posizionata una “barretta” Roland che cattura il suono direttamente dalla vibrazione al corpo e lo “virtualizza”. Risolto il problema di conflitti di Ohm fra pedali, niente più perdite di tempo per le accordature disgraziate. Inoltre la Fender ci aggiunge in catalogo Telecaster con Humbucking Duncan e Strato con Single Coil Di Marzio, manici in acero a go-go e nuove colorazioni “vintage” Sunburst. Che volete di più?
Il prossimo mese descriveremo il nuovo catalogo Gibson.

 

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