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Russia, quo vadis?

29.01.2008 - Irina Smirnova



Il 20 dicembre. Sole. Sono fuori. Sto correndo. Ho caldo.
Non vi sembra strano? Credo di no.
Per me invece sì. Sono di Mosca, Russia, dove “dicembre” vuol dire “buio”, “sotto zero” e “neve”. Il sole? Che sole? D’inverno a Mosca i giorni di sole quasi non ci sono. L’inverno scorso ce ne sono stati tre (li ho contati). Eppure la Russia è un paese che incanta e attira molto, di cui ci si innamora.

Ormai si parla molto della Russia, del suo Presidente Putin, delle elezioni parlamentari recenti e quindi delle violazioni e della mancanza di democrazia in Russia. Ma non preoccupatevi, non voglio annoiarvi con l’ennesima inutile discussione sulla legalità e giustezza delle ultime elezioni in Russia, tanto che sono convinta che la verità in politica non venga fuori mai. L’inchiesta lasciamola agli adetti, io invece parlerò della Russia contemporanea così com’è dal punto di vista del cittadino ordinario.

Innanzitutto, c’è bisogno farsi l’idea giusta della Russia di oggi. Quest’anno ho viaggiato molto ed ho capito che l’immagine internazionale della Russia è di solito quella di un paese senza rispetto per la legge, senza soldi, senza libertà civili. Di un paese pericoloso e di paura, dove si può essere assassinati per una parola di troppo o semplicemente indiscreta. Un paese da dove tutti vogliono scappare. Mi è capitato spesso di convincere il mio interlocutore che la situazione è cambiata, che Mosca è ormai una città europea, ricca, che ci stai veramente bene, se sei capace e diligente. Sì, certo, la Russia non è tutta uguale, è chiaro che gli abitanti di un piccolissimo paese della Siberia non guidano delle Ferrari e non indossano degli abiti di Roberto Cavalli. Però quest’esempio della Siberia non è dimostrativo perchè si sta bene anche in Siberia (e da dove pensate provengano gas e petrolio?), a volte anche meglio che a Mosca, a San Pietroburgo e nelle altre città grandi. Solo che fa freddo. Veramente freddo.

Tuttavia, scherzi a parte, tra le città grandi e i paesini piccoli non dotati delle risorse naturali resta una grossa differenza nel livello di vita. Solo che oggi in Russia questa differenza è assurda, è enorme. Enorme a tal punto che sembra che la gente viva in paesi diversi. Chi altro non sta bene in Russia? Mi vergogno nel dire che le persone più povere del paese sono gli anziani che non sono riusciti ad addattarsi alla vita nuova. La pensione media è meno di 3500 rubli (100 euro). Ma com’è possible non morire di fame, senza ancora nominare medicine, trasporti, infrastrutture?! Una risposta precisa non c’è, e questi sono solo alcuni dei problemi sociali da risolvere. Altri ancora, su cui non mi soffermo o che semplicemente non mi vengono in mente, andrebbero analizzati e risolti. Ad ogni modo credo che siano problemi “fisiologici” in un paese che si sta formando e trasformando nei tempi e, per di più, anche molto in fretta. Contemporeneamente so, che come popolo, noi troveremo le risorse e la forza di risolverli.

Proprio grazie a questa fase di sviluppo, ci sono tante opportunità di guadagno, anche per i singoli cittadini, e queste è uno dei motivi per cui in Russia si può stare anche bene. La gioventù e gli studenti hanno l’ampia libertà di scelta e di solito non hanno difficoltà di trovare lavoro, anche ben pagato. Il governo sembra non impedire troppo (cosa non da poco per un governo!) e quindi la maggioranza dei cittadini russi è contenta di questi cambiamenti − il partito di Putin, “Russia Unita”, ha appena preso il 64% dei voti a favore nelle ultime elezioni. E se sono contenti, allora perché cambiare? Putin piace perchè da libertà e stabilità. Quindi piace il suo partito. I resultati delle elezioni apparebbero giusti a ciascuno che vive in Russia e la vede da dentro. Secondo il mio piccolo sondaggio, solo pochi dei miei parenti o amici hanno dato i loro voti CONTRO al “Russia Unita”. Per quel che riguarda le presunte violazioni delle regole elettorali, “Russia Unita” avrebbe vinto in ogni modo, anche se non con l’incredibile 64%, ma con una differenza minore.

Dal dottore vai, solo quando non ti senti bene. Lo stesso è per la politica. Te ne accorgi, solo quando qualcosa non funziona. Ormai i russi sono più o meno contenti e si occupano più dell’economia che politica. Ma a volte, nei momenti di pace e sicurezza, ti riprende l’abitudine sovietica di non fidarsi del governo e ti viene paura del fatto che il potere straordinario sia ormai raccolto nelle mani di una sola persona. È diventato così semplice abusarne. Allora ti metti a riflettere se quello che sta succedendo, in fin dei conti, sia un bene o un male…
O Russia, quo vadis?

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