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domenica 22 settembre 2019

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Joss Stone got Soul?

Quando non basta avere una grande voce..

19.03.2007 - Lorenzo Urbinati 1



Titolo: Introducing Joss Stone
Artista: Joss Stone
Etichetta: Virgin
Anno d'uscita: 2007
Genere: RnB/ Nu-Soul
Voto: 6,5/10

Chi l’avrebbe mai detto che la piovigginosa Inghilterra potesse ispirare una bella ragazza bionda a dedicarsi con tanta dedizione alla musica Soul. Jocelyn detta Joss ,vissuta nella contea del Devon, fin da bambina si appassionò alle fantastiche corde vocali di Withney Houston (in particolare di questa canzone…) e Aretha Franklin, cimentandosi in una cover della “Queen” (All the King’s Horses) già nel suo demo ”The Soul Sessions”,datato 2003, di fatto spacciato come disco d’esordio. Musica Black quindi,ma se le chiedete quale è il suo modello vi dirà “Non potrei che nominare Janis Joplin: le sue performance sono incise nella mia anima, il modo in cui dava tutta se stessa in studio e dal vivo.”
La sua è la storia della classica ragazzina prodigio (è nata nel 1987”!), scoperta nel programma “Star for a Night” della BBC , che canta con una padronanza ed una sicurezza fuori dal comune che le permise di affrontare una traccia di più di 7 minuti con un accompagnamento quasi inesistente, in primo piano solo la sua voce tutta sussurri,gorgheggi ed acuti improvvisi (“For The Love of You”).
Ma la signorina conosce anche la gente “giusta”, e si fece aiutare dai The Roots ed Angie Stone nella registrazione più che riuscita della cover dei The White StripesFell in love with a boy”, primo singolo da subito in vetta alle classifiche.
La stampa gridò al miracolo,”è arrivata la nuova Regina del Soul!” scrissero le riviste specializzate, sempre in cerca di “nuovi re/regine”…Intanto la popolarità della ragazza crebbe a dismisura, 2 milioni di dischi venduti nel Mondo e disco d’oro anche negli USA con 675.000 copie.
“La prova del 9” spettò a “Mind Body and Soul”, il suo vero e proprio disco d’esordio, dove non vi sono soltanto cover come nel precedente, ma pezzi scritti per la maggior parte dalla stessa Stone; anche in questo disco la voce continuò a stupire insieme agli arrangiamenti curati e raffinati, vantando anche la collaborazione di un mostro sacro come Questlove.
Nell’album si alternano alle ballate “Right to be Wrong”, “Security” e “Spoiled” (la migliore del disco),pezzi più movimentati come “You Had Me” (abbastanza bruttino) e “Don’t Cha Wanna Ride”. Nel complesso il lavoro venne valutato in maniera positiva,nulla di eccezionale,ma un prodotto veramente ben fatto. La bravura però genera enormi aspettative,sia da parte del pubblico che della stampa, convinta che sia arrivato il momento del salto di qualità.
Ed ecco allora, preceduto dalla mediocre apparizione sanremese il nuovo disco ” Introducing Joss Stone”.
L’album si preannuncia come una vera e propria “bomba”. Scritto in solitudine alle Barbados, con le produzioni affidate a quel geniaccio di Raphael Saadiq (collaboratore anche di D’Angelo,The Roots e Mary J. Blige, tanto per citarne alcuni..),vanta 2 featuring di grandissimo impatto; il rapper Common, e la “leggendaria” Lauryn Hill, che senza i suoi squilibri mentali sarebbe ancora una delle più grandi cantanti degli ultimi tempi( ci piace ricordarla così..)
Tra “Mind Body and Soul” ed il suo ultimo disco la vita di Joss è cambiata: dopo essersi lasciata con il suo uomo Beau Dozie, si è tinta i capelli di rosso fuoco, ha smesso di vestire da hippie preferendo minigonne vertiginose e ,come il suo primo singolo “Tell Me ‘Bout It” lascia intuire, ha una irrefrenabile voglia di parlare di sesso;”I'm not celibate. I'm not a nun. I have feelings and I write about them", ha dichiarato recentemente alla stampa Britannica.

L’album sta riscuotendo già un buon successo di vendite, e c’è da scommettere che continuerà a farlo, grazie a potenziali singoli scala-classifiche come “Tell Me What We’re Gonna Do Now”, un pezzo ben suonato, con una batteria che fa sentire Common per quanto possibile a suo agio in un sound che non gli appartiene.
Da segnalare la spintissima “Put Your Hands on Me”, nel quale la Stone scatenata come non mai, su una produzione magistrale di Saadiq, gioca a fare la “mangia-uomini”, e “Music” ,la traccia più attesa vista la presenza di Ms.Hill, che decide però di cimentarsi col Rap , forse per non far sfigurare la sua giovane collega… ed il risultato purtroppo non è entusiasmante come ci si aspettava, ma ne viene comunque fuori un pezzo gradevole. Il resto del disco si lascia ascoltare con alti (“Bad Habit”) e bassi (“Girl They Won’t Believe It”). La stampa è stata abbastanza unanime nel giudicare con il classico:”Ci si aspettava di più. ”Tuttavia non c’è da discutere se la Stone sia brava o meno; che la ragazza abbia talento è un fatto appurato,ed inoltre l’essere circondata da musicisti di ottimo livello, l’avere produttori e featuring che sono sinonimo di qualità, gioca in maniera determinante dalla sua parte. Ciò che lascia perplessi è la capacità di far arrivare davvero a chi ascolta sensazioni forti, quell’abilità di colpirti dentro che è propria non solo di chi ha una grande estensione vocale, ma anche di chi lascia un parte di se in ogni canzone ed in ogni nota. Joss Stone per ora si limita a fare il compitino, ed è francamente troppo poco per chi dichiara di ispirarsi a Janis Joplin…provaci ancora Joss.

Tracklist

  1. Change (Vinnie Jones Intro)
  2. Girl They Won't Believe It
  3. Headturne
  4. Tell Me 'Bout It
  5. Tell Me What We're Gonna Do Now feat. Common
  6. Put Your Hands On Me
  7. Music feat. Lauryn Hill
  8. Arms Of My Baby
  9. Bad Habit
  10. Proper Nice
  11. Bruised But Not Broken
  12. Baby Baby Baby
  13. What Were We Thinking
  14. Music (Outro)
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