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sabato 29 febbraio 2020

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Recensione Musica: Gamma Ray - Land Of The Free II

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Titolo: Land Of The Free II
Artista: Gamma Ray
Etichetta: SPV
Anno d'uscita: 2007
Genere: Metal
Voto: 5,5/10

Devo ammettere che le mie attese per questo album non erano molto elevate, ma devo anche dire che un po’ di curiosità c’era, non fosse altro per il nome che porta questo disco, nome inteso a richiamare una delle pietre miliari del metal tedesco, un album uscito nel 1995 che può, insieme a “Somewhere in Time”, essere definito il capolavoro assoluto della band, nonché del power teutonico di stampo “tradizionale” (escludendo quindi, con questa definizione, la produzione per tanti versi particolare dei Blind Guardian così come i primi lavori degli Helloween, che il power lo stavano elaborando). Se “Land Of The Free” aveva contribuito a disegnare i contorni di un genere musicale che in quegli anni stava conoscendo il suo boom, questo “sequel” ha il sapore di qualcosa di già fatto. E attenzione, non si tratta della scopiazzatura o del lineare prosieguo di uno scontato filone power, sulla linea del suo predecessore, ma è piuttosto un lavoro che attinge a piene mani dal repertorio anni ’80 (e non solo) dell’heavy metal più classico di Judas Priest e Iron Maiden (il repertorio da cui la musica dei Gamma Ray ha sempre preso le mosse), riprendendone riff e soluzioni chitarristiche varie, oltre all’ispirazione delle canzoni. E’ sufficiente ascoltare “When The World” (brano tutt’altro che piatto, anzi potente e coinvolgente) per rendersene conto limpidamente. Messo in chiaro che questo titolo non ha, a mio modesto parere, niente da aggiungere alla metallica discoteca di un ascoltatore mediamente rifornito, preciso che non si tratta di un titolo pessimo: la qualità delle canzoni è buona, i riff allegri e vivaci come nel più perfetto stile Gamma Ray, buona l’opener “Into The Storm”, trascinante “Empress”, un pezzo heavy metal vicino ad essere realmente anni ’80, dal possente e cadenzato ritornello, la strofa dal sapore quasi hard rock e un evocativo intermezzo arpeggiato. Mi ha personalmente deluso invece “Opportunità”, una delle song più apprezzate dell’album in generale, ma che alla lunga può annoiare. Inoltre, a conferma del discorso precedente, c’è da dire che pochi metallari non avranno riconosciuto nel suo intermezzo quello di “The Rime Of The Ancient Mariner” dei Maiden. Ancora, è stato da più parti fatto il paragone con l’uscita del 2007 firmata dai cugini Helloween, “Gambling With The Devil”. Vince quest’ultimo, secondo me, come si può dedurre dai voti.

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