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Recensione Musica: Bill Evans Trio - Everybody Digs Bill Evans

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Titolo: Everybody Digs Bill Evans
Artista: Bill Evans Trio
Etichetta: Riverside
Anno d'uscita: 1958
Genere: Jazz
Voto: 9,0/10

Ho sicuramente imparato molto da Bill Evans. Lui suona il piano nella maniera in cui dovrebbe essere suonato” - Miles Davis

Bill Evans è uno dei pianisti più originali che abbia sentito dopo anni” – George Shearing

Penso che Bill Evans sia uno dei più grandi” – Ahmad Jamal

Bill Evans possiede un’originalità ed un gusto rari ma anche l’abilità ancor più rara di far sembrare la sua concezione di un pezzo l’unico modo di suonarlo” – Julian Cannonball Adderley

Con queste note di copertina provenienti da cotanta sapienza jazzistica, ben poco resterebbe da aggiungere su Bill Evans e questo disco. Il suo secondo per la Riverside. Miles e Adderley, in particolare, l’anno seguente condivisero con il pianista la session di registrazione del più bell’album della storia del jazz. Tutti sanno di cosa sto parlando. Ed è proprio in quell’album, sissignore, Kind of Blue, che culminano gli studi armonici sui “block chords *” di questo “Everybody Digs Bill Evans”. Tant’è che Flamenco Sketches, posta a chiusura del capolavoro davisiano, è costruita sostanzialmente sui due accordi di “Peace Piece”, composizione straordinariamente bella e al contempo straordinariamente semplice di Evans. Sette minuti di pace geniale sotto forma di piano solo ed improvvisazione...
Tra i dischi di Bill Evans, questo certamente è uno dei più introspettivi e freschi. Philly Joe Jones, da bravo batterista qual era, insieme a Sam Jones al basso, sembra rispettare lo spirito “meditativo” di questi brani rimanendo estremamente discreto nell’accompagnamento sia delle ballads che degli up-tempos come “Minority” , la più swingante dell’album, “Oleo” di Sonny Rollins, o “Night And Day” (troppo divertente l’assolo in apertura di Philly Joe un po’ hard-bop un po’ latino…).
Non saprei davvero indicare quali tracce siano meglio riuscite, degne di ascolto e quali no. Non sarei neanche in grado di stabilire quale sia la mia preferita. Come preferire “What Is There To Say?” alle altrettanto romantiche “Tenderly” o “Lucky To Be Me” ?
Sono trascorsi esattamente 50 anni dalla data di registrazione, ma “Everybody Digs Bill Evans”, non a caso considerato da molti dei suoi ammiratori come il suo miglior album o comunque alla pari con “Sunday At The Village Vanguard” del trio Evans – LaFaro - Motian), con la sua varietà di tempi e ritmi, resta uno di quei rari lavori in musica che consentono all’ascoltatore di lasciarsi godere nella loro totalità perché “ovunque caschi, caschi bene”.
Se il processo arriva a compimento in “Sunday At Village Vanguard” del ’61, qui Bill Evans semplicemente reinventa il piano jazz.

Dig it.



* i block chords sono accordi di 4 note costruiti per creare una linea melodica armonizzata.
George Shearing fu uno dei primi maestri nell’utilizzo di questi block chords.

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