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lunedì 21 settembre 2020

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Quando la musica è impegno

01.04.2008 - Valentina Berdozzi



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
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SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
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APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
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http://www.buongiornoweb.com/public/blog/wp-content/uploads/2007/07/john-lennon.jpgIl dibattito ed il dilemma sono antichi: la musica può divenire veicolo di valori importanti? Può svolgere una tale funzione? Può combattere battaglie sociali e culturali decisive per la vita dell’uomo? Molti artisti rispondono di si e legano le sette note musicali e le cinque righe del pentagramma a campagne culturali (e non solo) che grazie alla musica riusciranno ad avere una cassa di risonanza (è proprio il caso di dirlo) ben più ampia e capace. Perché la musica, sostengono molte star, è un mezzo di comunicazione in grado di raggiungere molti e di farlo in maniera meno pesante di una martellante campagna di informazione; è in grado di stimolare la riflessione su tematiche importanti e di farlo attraverso la melodia. La canzone diventa così “impegnata” e si fa veicolo di riflessione, stimolo, protesta; diventa battaglia in nome di un giusto ideale e di una giusta causa. Sono e sono stati diversi gli artisti ed i cantautori che hanno legato musica e parole a specifiche battaglie, culturali e ambientali che fossero, nella storia della musica. Andando indietro con la memoria vengono in mente le leggendarie canzoni di De Andrè, cariche di lucido realismo e di storie vere di lotte e disagi; viene in mente la leggendaria “Working class hero” scritta da John Lennon per quella classe operaia su cui i tardi anni ’60 ed i primi anni ’70 avevano puntato i loro sguardi e che viene presentata come la vittima di una guerra di arrivisti e opportunisti. Vengono poi in mente tutte le iniziative in musica di Bono Vox, leader degli U2, che più volte si è speso per annullare o cancellare in parte il debito dei paesi poveri nei confronti delle superpotenze occidentali: appelli su appelli che l’artista irlandese ha rivolto ai fan ed ai big della terra per sensibilizzare al tema producendo una vasta risonanza ed una eco senza precedenti. E viene poi in mente quel “Pensa” che, dall’alto del palco della 57esima edizione del Festival di Sanremo e dal ritornello dell’omonima canzone contro le Mafie ed ogni forma di illegalità, ha segnato il ridestarsi della canzone civile ed impegnata italiana. Ma le grandi battaglie della musica non riguardano solo il sociale: altrettanto numerosa è la schiera di artisti che tramite la musica hanno veicolato l’attenzione del pubblico sulla tematica ambientale. Basti pensare all’”Ellesette” di Ligabue, il tour che ha portato il rocker emiliano ad esibirsi in 7 date al PalaLottomatica di Roma e in 7 serate al DatchForum di Milano: una serie di 14 concerti ad impatto zero, realizzati tra l’altro con il patrocinio dell’Enel. “Riforestiamo in Costa Rica il corrispettivo di quanto inquiniamo. Non tanto per quello che questo comporta, tanto per il segnale che dai.” Dice Ligabue durante un’intervista rilasciata a Rolling Stone Italia. E continua: ”Tutto lo staff si muoverà su auto ibride, cosa che io faccio già da un po’. Vivo in campagna ed ho un rapporto quotidiano con il verde, ma non sono un integralista! Credo nello sforzo in più: limitare i consumi, produrre energia ricorrendo al pannello solare, fare la raccolta differenziata: sono piccoli accorgimenti, ma fondamentali!” E se è decisivo l’impegno del Liga, che in queste 14 serate di concerti porta sul palco una canzone di Giorgio Gaber sull’ambiente e la rovina esercitata dall’uomo sul mondo che lo circonda, altrettanto decisiva è stata la scelta del gruppo rock statunitense 30 seconds to Mars che ha ambientato il video del secondo singolo estratto dal loro ultimo album intitolato “A beautiful lie” tra i ghiacci della Groenlandia, sottolineando, in chiusura, il problema dello scioglimento delle calotte polari e fornendo anche l’indicazione sulla quantità di ghiaccio disciolto dall’inizio della lavorazione del video al momento della messa in onda. Il tutto corredato di sito a cui connettersi per saperne di più! Insomma, un impegno concreto e reale di cui il gruppo, la canzone e, in generale, la musica si fa carico! Un impegno che nobilita la musica e la rende sempre più parte integrante della nostra vita; perchè la musica fa divertire ma fa anche pensare. Ben vengano, allora, le canzoni impegnate! A patto, però, che l’unico impegno che c’è dietro sia disinteressato e sia, soprattutto, sincero e motivato!

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