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lunedì 25 maggio 2020

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RomaTre: ultima parola, ora il voto

I cinque candidati chiudono la campagna elettorale nell'incontro organizzato da M'P. 28 e 29 Aprile il primo turno

23.04.2008 - Redazione



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Da sinistra: Nicola Liguori, Vito Michele Abrusci, Guidi Fabiani, Lorenzo Biondi.
Foto di Andrea Pergola

L’ultima parola è stata detta, ora solo il voto. I cinque candidati alla carica di Rettore di RomaTre - il Preside di Lettere Vito Michele Abrusci, il Rettore uscente Guido Fabiani, il Preside di Scienze Mario Girardi, il Direttore del Dipartimento di Studi urbani Giorgio Piccinato, la Preside di Economia Maria Paola Potestio – hanno chiuso la loro campagna elettorale nell’incontro organizzato da Meltin’Pot per il 22 Aprile.
Il 28 e il 29 RomaTre si reca alle urne per il primo dei quattro turni elettorali: vince chi ottiene la metà più uno dei voti degli aventi diritto (e non solo dei votanti); il Rettore Fabiani, al suo terzo mandato, passa al turno successivo se raggiunge il voto di un terzo degli aventi diritto. Votano tutti i rappresentanti degli studenti.
Vi presentiamo i candidati, per come li abbiamo conosciuti nell’incontro del 22 Aprile.

Abrusci: gli studenti chiedono qualità
di Leonardo Rumori
Riforma dello statuto, spazi di studio, riduzione delle tasse per gli studenti meritevoli, valorizzazione ed ulteriore ampliamento dei gruppi di ricerca. Questi sono i punti chiave del programma presentato dal Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Prof. Abrusci. Un programma, il suo, che fa perno sulla necessità di una nuova ed efficace spinta nella didattica, a partire proprio da quelle che sono le richieste degli studenti.
«In questi anni da Preside ho cambiato opinione su molte questioni», dice Abrusci. «Ero convinto che l’attenzione degli studenti fosse rivolta solo ai servizi ed agli spazi. Ma la domanda è cambiata. Comincia ad esserci una richiesta di qualità della formazione.» Ed è proprio per questo che il candidato Rettore propone nelle sue linee programmatiche un maggiore sforzo nello sviluppare reti didattiche tra Facoltà e Atenei, in particolare per le lauree magistrali e per i dottorati, che andranno a loro volta inserite in reti nazionali ed internazionali. Sono inoltre previste anche procedure di verifica sulla qualità degli insegnamenti, «in termini di efficienza ed efficacia», per far fronte al grave fenomeno dei fuori corso e per garantire su tutti i fronti una piena «soddisfazione degli studenti».

Fabiani: ancora problemi, ma abbiamo fatto tanto

Il Rettore Fabiani tralascia il suo programma e preferisce fare un bilancio della sua opera di governo dell’Università. È convinto che ci siano ancora molti problemi da risolvere ma che nel complesso l’Università funziona e può vantare di un certo prestigio nazionale. «Mi sono reso conto che qualcosa non ha funzionato. A volte è mancato un rapporto con gli studenti. Per questo c’è bisogno di concertazione con gli studenti e in questa direzione ci stiamo muovendo grazie al nostro Direttore Amministrativo».
Uno studente domanda a Fabiani il motivo per il quale l’Università faccia poco per l’inserimento lavorativo degli studenti. «È certamente un grosso problema di comunicazione. A chi mi accusa di non aver fatto convenzioni per gli stage, ricordo che 2.500 tirocini aziendali sono partiti lo scorso anno». Un rappresentante degli studenti che lo interpella circa i problemi occorsi due anni fa alle famiglie dei giovani, i quali si sono visti piombare a casa bollettini delle tasse superiori a mille euro, a causa di una riforma del sistema di tassazione che prevedeva la ri-presentazione obbligatoria del modello ISEEU. Fabiani risponde: «Anche questo è un problema di comunicazione. Noi lo avevamo scritto sulla lettera pervenuta alle famiglie, forse era scritto troppo piccolo, oppure molti l’hanno cestinata». Alle critiche prolungate degli altri candidati, il Rettore si accalora: «Sembra che negli ultimi quindici anni non si sia fatto nulla!» RomaTre si può migliorare, ma nella continuità con quanto fatto finora. P.R.

 

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