Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


martedì 31 marzo 2020

  • MP News
  • Musica

Live Report Gravenhurst + A Modern Safari@Circolo degli Artisti

12/04/2008

29.04.2008 - Valerio Celletti



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

http://www.radiomagnetic.com/images/features/specific/gravenhurst400.jpgForse il sabato sera non è esattamente il tempo ed il luogo migliore per un concerto post-rock, ma poteva andare peggio. Location: un Circolo Degli Artisti che in questa serata si distingue per avere un’acustica peggiore della media. Aprono le danze gli A Modern Safari, e il cantante è l’elemento sul quale l’occhio si sofferma di più. Il suo look tra Springsteen, Pelù, Zappa e Led Zeppelin incuriosisce ben prima di prendere il microfono in mano. La voce tuttavia c’è, e puntualmente anche un certo tipo di presenza scenica. La prima influenza che si potrebbe riscontrare è quella di Neil Young e il rock americano. Suonano appena 30-40 minuti e bastano per farmi l’idea che sono collaudati ma assai monotoni. L’accoglienza a loro riservata è sostanzialmente mesta ed il riscontro complessivo tiepido, a parte da pochi irriducibili amici. Sono tutti impazienti di vedere la creatura di Nick Talbot e gli AMS passano inevitabilmente in secondo piano, pur non demeritando. Escono di scena senza fare rumore, smontano gli strumenti e lasciano spazio agli headliners.
Gravenhurst è il nome del progetto post-rock/folk/shoegaze di Talbot e soci che presentano il loro nuovo album “The Western Lands”. Nick Talbot sale per primo, per assicurarsi che tutto sia a posto. Strimpella qualche nota per provare i volumi, scompare e riappare con il resto della band dopo qualche minuto. Iniziano con la title-track del disco “Western Lands”. Il tappeto sonoro che creano è un intreccio di fili perfetto, con una linea di basso ed un drumming asciutto, dritto e potente che danno le coordinate giuste per permettere alla prima chitarra di esprimersi. La chitarra del frontman è sicuramente l’elemento di spicco sia a livello musicale che strettamente di volumi. Si sente l’influenza cantautorale di Simon & Garfunkel, ma anche numerosi altri “disturbi”, non ultima l’elettronica. Live di tutto rispetto, addirittura eccellente nel finale dove il bad mood si trasforma in follia: impossibile non menzionare almeno “Hollow Man” e “Tunnel” tra i brani più applauditi. Invocati dai muggiti del pubblico, tornano, suonano altri due brani e tolgono il disturbo, lasciando un brivido anche in tante, tante persone che fuori dalla Red Room aspettavano l’inizio del ben più popolare e dozzinale Screamadelica.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.