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Recensione Musica: Girls in Hawaii - Plan Your Escape

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Titolo: Plan Your Escape
Artista: Girls in Hawaii
Etichetta: Naive
Anno d'uscita: 2008
Genere: Indie-Pop
Voto: 8/10

Dove dirige il piano di fuga del sestetto belga?
Sulle travi di "Plan Your Escape", gioiello quasi inaspettato e perfettamente adatto al freddo e scarno inizio 2008, i Girls in Hawaii costruiscono la loro odierna Arcadia, etereo paradiso per esuli sognatori tormentati.
Dopo cinque anni di attesa, ripartono dal soave canto degli uccelli di "9.00" (perla custodita nel tanto bello quanto troppo spesso dimenticato "From Here to There") e dipingono quattordici tracce in chiave bucolica e matura.
Se nel primo album risuonavano vaghi echi dei connazionali dEUS e dei compianti Grandaddy, in "Plan Your Escape" dimostrano che in questi lunghissimi cinque anni di acqua sotto i ponti ne è passata. E, soavemente, ci prendono per mano facendoci affondare i talloni nel suolo screpolato tra le lamelle d'argento delle esili foglie.
Il disco si apre, loro testuali parole, con un avvertimento: "This Farm Will End Up In Fire", singolo travolgente e dinamico, pronto ad esplodere di lì a poco. Le voci di Antoine e Lionel assumono i contorni di sprazzi luminosi e brillanti: schegge coloratissime di fuoco in perpetua simbiosi fra loro.
"Sun of The Sons", dedicata ad un amico d'infanzia dopo la dipartita della madre, è il punto da cui è stata progettata la fuga. Campane e delizia... E poi, ritrovarsi distesi su di un'amaca in un torpido pomeriggio estivo ("Bored") ed essere svegliati dagli improvvisi suoni della natura in perfetta sintonia con il flauto di "Shades of Time".
Veniamo travolti da un continuo di visioni bucoliche, culminanti nell'abbraccio di "Fields of Gold" (antica nenia accompagnata da un Marxophone) e nella plumbea marcetta di "Couples on TV" che sembra quasi scandita da un vecchio pendolo polveroso.
Nei minuti successivi l'album torna, sorprendente, a splendere come sole sulla pelle: "Grasshopper" deflagra, "Colors" rallenta per un attimo il battito, "Birthday Call" e "Road to Luna" incalzano con passo deciso. Brani per cui vale la pena ritrovarsi in questo punto del disco, dopo più di mezz'ora in cui l'attenzione non accenna a calare.
"Coral" e l'evoluzione che porta a sovrastarci, "Summer Storm" e la disillusione, "Plan Your Escape", chiusura più che perfetta.
Nei miei paesi a quell'ora cominciano a fischiare le lepri.
Possiamo voltarci verso casa.
I Girls in Hawaii sono in continua ricerca, ce lo dimostra l'elegante scelta degli strumenti che compongono questo gioiello di rara bellezza, la gioia con cui girano un pò ovunque col loro tour... E forse anche un pò il tempo che è passato da quando ci siamo trovati dinanzi al verde sterminato di "From Here to There". Probabilmente, è proprio qui ed ora che dovevamo ritrovarli: dinanzi al cervo della copertina, visione agghiacciante e tenera al contempo, dagli occhi neri e più vivi che mai.
Come il sestetto belga, insomma.

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