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lunedì 28 settembre 2020

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Intervista ai Rein

Due chiacchiere con Gianluca Bernardo e la presentazione di "Occidente"

08.07.2008 - Angela Di Matteo



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: http://www.rein99.it/images/immagini/rein-mexina-bn.jpgPrendete cinque ragazzi intraprendenti con una grande passione per i viaggi, la patchanka d’autore e i cd a basso prezzo: Signori miei, ecco a voi i Rein.
Il gruppo romano sforna nel Marzo del 2008 “Occidente”, album doppio che con la sua ventina di inediti vede anche collaborazioni provenienti dalla scena reggae- folk contemporanea.
M’P incontra Gianluca Bernardo, voce e chitarra del gruppo.
Chi sono i Rein…oggi? Come si sono evoluti passando dal rock d’autore e dalle sonorità folk di “Est” alla patchanka d’autore di “Occidente”?
-I Rein di oggi sono un gruppo che forse è giunto ad una sua maturità o quantomeno ad una sua definizione. I Rein sono arrivati a fare qualcosa che si riconosce lontano un chilometro, qualcosa di abbastanza unico. Il che non vuole necessariamente dire che sia bello, sia chiaro, questo non lo possiamo giudicare noi (anche se siamo moooolto soddisfatti del lavoro ;-)). Però che è “nostro” fino in fondo, questo sì, lo possiamo dire. E ne siamo felici!
Il folk non è che una delle componenti musicali che possono essere ritrovate nel “miscuglio” che abbiamo messo insieme. Abbiamo lavorato molto su questo disco, prendendo da sonorità radicalmente diverse, senza nessuna riverenza o nessuno schematismo. Ne è nato un “non suono” o un “suono totale”, che è la nostra risposta alla globalizzazione culturale (e quindi anche musicale) ed è quello che siamo oggi: globali, ma radicati al tempo stesso (“Occidentali”, in fin dei conti).
Come si colloca “Occidente” nel percorso di una band emergente?
Mi spiego..è alquanto insolito che un gruppo giovane come il vostro abbia già all’attivo un album doppio. Qual è lo scopo di questa scelta?
-Personalmente non amo la definizione “emergente”, mi sembra troppo schematica e sa anche un po' di “sfigato”. Penso, anzi, che la vera musica, i veri contenuti, oggi, siano quasi esclusivamente presenti nel circuito indipendente, che è una realtà abbastanza complessa, ma estremamente viva e propositiva. Ad ogni modo i Rein sono musicisti e autori che fanno delle scelte e portano avanti un percorso proprio, abbastanza particolare a dire la verità. Siamo un gruppo fieramente autogestito e questo disco è il terzo che pubblichiamo. Abbiamo fatto un doppio cd perché avevamo troppe canzoni da inserire per un cd singolo. Lo scopo quindi è semplicemente quello di dare una risposta alle nostre esigenze artistiche. A livello “commerciale”, a livello di “marketing” un doppio disco nel 2008 è un progetto abbastanza folle... sicuramente sconsigliabile. Anche per questo abbiamo scelto una nostra strada, sdoganata dalla discografia attuale che, probabilmente, non ci avrebbe messo in condizione di potare a termine i nostri progetti così come li volevamo davvero
Le musiche e i testi di “Occidente” riprendono a salti le sonorità del sud Italia e dell’Europa dell’Est. Cosa hanno in comune questi due pezzi di terra?
-Sono entrambi luoghi lontani dal punto di vista di chi scrive, che probabilmente è Roma (e forse parte del titolo “Occidente” deriva proprio da questo) e al tempo stesso hanno entrambi una carica evocativa e poetica davvero notevole. Sono posti violentemente colmi di storia, di umanità, di colori e suoni accesi, di dinamiche  sociali e culturali evidenti, vive, sanguigne. E sono anche i luoghi che sono stati realmente visitati prima di scrivere le canzoni (o durante, come nel caso del Sud Italia, girato a bordo di una vecchia vespa)
Parliamo ora di un argomento che vi sta molto a cuore: il copyleft.
L’arte non è in vendita ma, si sa, con la poesia non si mangia. Cosa vi comporta l’aver abbracciato questa politica?
-Tanto per cominciare andare in copyleft non significa regalare la musica. Questo è un passaggio importantissimo. I nostri cd costano davvero poco (noi lo chiamiamo “costo equo”: un prezzo accessibile a tutti, altro che 22 euro!) e questo è stato possibile rinunciando alla discografia, ma costano, ovviamente, ed è solo ed esclusivamente grazie al fatto che in questi anni ne abbiamo venduti abbastanza che siamo ancora qui. I cd si vendono: basta metterci dentro qualcosa e non farli costare mezzo stipendio.
Copyleft significa non criminalizzare lo scambio dei file su internet o la masterizzazione dei cd. Noi pensiamo che sia giusto e conveniente far circolare i nostri brani in maniera legale. Ci siamo dovuti cancellare dalla SIAE per portare a termine questo progetto e ora stiamo mettendo tutto il disco in free download sul portale JAMENDO. Ciò significa che chiunque può scaricare tutto il disco da internet, legalmente e con il nostro consenso; se poi comprende lo sforzo che stiamo facendo e il lavoro gli piace è possibile fare una donazione al gruppo (le modalità sono spiegate su internet) sostenendo in questo modo il nostro progetto e una filosofia che non vuole considerare le persone “pirati” o “criminali”. Insomma: stanno cambiando molte cose. La nascita di strade alternative, rispettose della figura degli artisti ma anche rispettose del pubblico, dipenderà, a nostro avviso, dagli sforzi di entrambe le parti per trovare un nuovo modello. Noi crediamo nel modello “equo e solidale” e lo stiamo sperimentando concretamente.
Per il momento siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo incontrato.

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