Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


lunedì 25 maggio 2020

  • MP News
  • Musica

18 luglio ’08: dall’Olimpico cronaca di un Ligabue e di un concerto romano

29.07.2008 - Valentina Berdozzi



RECENSIONE - La via del basso di Franco Di Donato

Bassista tra i più virtuosi e apprezzati nel panorama italiano ed europeo, pubblica ora un doppio singolo e un...
Leggi l'articolo

SPETTACOLI - La Roma S...Canzonata di Sandro Scapicchio

Venerdì 15 maggio 2015 allo storico Teatro cabaret "Il Puff" di Trastevere lo spettacolo-recital del cantautore...
Leggi l'articolo

APPUNTAMENTI - Enrico Dindo e i Solisti di Pavia

Giovedì 23 aprile, alle 21, presso il Collegio Borromeo di Pavia, una serata all'insegna di Schubert
Leggi l'articolo

Ore 21.20 L’attesa è febbrile e lo stadio Olimpico è un brulichio di fans ed operatori che vivono nell’attesa di quello che è il vero e proprio evento musicale dell’estate romana. L’enorme palco di 60 metri con la pedana semicircolare che congiunge i suoi due lati, i silos bianchi e rossi coronati da pale per la produzione di energia eolica, i due maxi schermi laterali e quello – enorme- centrale sono già stati montati e creano un’atmosfera unica: tutto è pronto, l’Olimpico ed i suoi spettatori sono tutti in trepidazione.
Ore 21.30 Che lo show abbia inizio!!!! Sul palco compare Ligabue e nell’aria iniziano a risuonare le note di “Certe notti”, la canzone che il rocker ha scelto per aprire i setti concerti previsti per l’”Elle7 2008 -Stadi tour”, la tournèe partita il 4 luglio da Milano, stadio San Siro, destinata a concludersi a settembre con tre tappe speciali all’Arena di Verona. 35.000 spettatori entusiasti iniziano così a cantare a squarciagola tutti i successi musicali che hanno segnato la carriera del rocker emiliano che, dopo aver eseguito l’inedito contenuto nella seconda parte del suo Best of “Secondo tempo”,“Il centro del mondo”,
e la meno recente “Quella che non sei”, con la promessa al suo pubblico di uno spettacolo unico ed indimenticabile, confessa “Siete fantastici e vi meritate il più bel concerto che posso regalarvi”. Ancora emozioni, urla stonate, striscioni, braccia alzate verso il cielo, parole e note accompagnano questa serata e la voce del Liga, incontenibile e scatenato sul palco come non mai. Successi di ieri e di oggi si susseguono, alle canzoni più scatenate si alternano le ballate più intimiste, cantate con, per e davanti ad un’Olimpico “incendiato” di musica e passione. Tra tutte spicca “Ho ancora la forza”, terzo inedito del Best of, scritta a quattro mani con l’altro grande emiliano della musica italiana, Francesco Guccini, a cui il Liga indirizza il suo sincero ringraziamento.
Ore 22.30 E il sogno continua! Giro di boa per il grande show, arrivato a metà circa della sua effimera ma forte vita di una sera. Saltando da un cd e da un decennio all’altro, il Liga esegue di continuo e senza interruzione canzoni scatenatissime come “A che ora è la fine del mondo”, scritta nel ’94 subito dopo le elezioni politiche che avevano visto la vittoria di Berlusconi, “Libera nos a malo” o “Leggero”, posto a conclusione del magnifico album intitolato “Buon compleanno, Elvis”, datato 1995. Il metaforico trapasso tra il primo e il secondo tempo del concerto è sancito dal brano “Niente paura” che ha segnato il ritorno di Liga sulla scena musicale italiana, dopo l’esperienza dell’ultimo cd “Nome e Cognome”, con la prima parte del suo best of “Primo tempo”. Ancora pubblico scatenato a ballare
le note di “Vivo, morto o X”, all’interno dell’esecuzione del quale Ligabue incastona altri due brani del suo repertorio (“Con queste facce qui” e “Lambrusco e popcorn”) e un simpatico sketch che ritrae un buffo quanto idealizzato “Bar Mario” di provincia.
Ore 22.50 La band che accompagna il Liga, tra cui lo storico chitarrista Federico Poggipollini,accenna le note di “Non è tempo per noi”, mentre sul maxischermo appare l’immagine di un enorme orologio digitale che corre e che va’. Passano poi sugli schermi i primi 11 articoli della Costituzione Italiana a cui il Liga aggiunge, a fine canzone, il personalissimo Articolo 1001, che tutela la libertà di fare libero rock, a libero decibel, in libero stadio: frecciatina, questa, diretta ai dirigenti del comune di Milano, che avevano imposto al rocker limiti di volume per non disturbare i residenti del quartiere di San Siro durante le due serate di concerto milanese. Si riprende poi con “Piccola stella senza cielo”, impreziosita dalle danze di un’acrobata sospesa a più di 50 metri da terra; segue l’hit “Happy hour”, la prima canzone che il Liga ha prestato al mondo della pubblicità e quella mitica “Urlando contro il cielo”, che ha trasformato l’Olimpico in una polveriera di entusiasmo.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.