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venerdì 29 maggio 2020

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Live Report: Coldplay @ Futurshow Station

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http://www.teamworld.it/upload/editor/coldplay.jpgIl 29 settembre scorso i Coldplay hanno fatto la loro prima tappa italiana (il 30 a Milano poi via dall’Italia) del loro tour al Futurshow Station (ex Palamalaguti) nei pressi di Bologna,
Fino all’ultimo momento i bagarini cercavano biglietti da comprare e da rivendere; all’esterno le persone si accalcavano da un lato ad un bancone di panini, distribuiti a ritmo industriale, e da un altro alla rivendita di gadget ufficiali dei Coldplay (magliette, poster…). L’aria era di fervida attesa per tutti.
Ben presto l’interno del palasport si e’ riempito di 12.000 persone; il valzer di Strauss “Sul bel Danubio blu” ha dato via al concerto prima ancora che i Coldplay salissero sul palco, accolti dal clamore del pubblico.
“Life in technicolor” ha iniziato a scaldare gli animi, seguita da “Cimiteries in London” e “Lost!”... è calato poi un colore blu intenso sul palco e la band ha eseguito “In my place”, uno dei maggiori brani di successo dell’album precedente “X&Y”.
Oltre a deliziare i fan con tutti i brani di “Viva la vida or death and all his friends”, i Coldplay hanno spaziato da “Yellow” a “Fix you”, da “Speed of sound” a “Clocks”. Dopo poco più di un’ora il gruppo ha salutato… andandosene dietro le quinte; il pubblico ha “protestato” e in una manciata di secondi Chris Martin e i suoi sono riapparsi, con il sollievo dei fan, sulla tribuna opposta al palco “attaccando” una versione acustica di “The scientist”. La paura che fosse già tutto finito aveva pervaso tutti!
Martin ha chiesto più volte al pubblico “State tutti bene?” e una boato di assensi ha riempito il palasport.
E’ stata poi la volta di “Death will never conquer”, una traccia non ancora pubblicata su CD sebbene disponibile sul sito ufficiale della band.
Infine ricordiamo l’esecuzione di una versione sperimentale di “God put a smile upon your face”, caratterizzata da forti vibrazioni generate dalle chitarre.
Un’attenzione particolare è stata rivolta verso la coreografia che ha contribuito notevolmente ad accrescere il pathos. Nel momento in cui i Coldplay si accingevano a eseguire “In my place” delle semplici luci azzurre proiettate sul palco denso di fumo hanno reso un’atmosfera incredibile. Raggi rotanti di luce bianca hanno riempito il palasport durante “Fix you”, uno dei momenti in cui il pubblico ha fatto da coro, così quando è stato il turno di “Viva la vida”, resa ancora più emozionante grazie ai flash multicolore. Come ormai da tradizione la sala si è riempita di un giallo/arancio nel momento di “Yellow”, il brano più affermato del gruppo. Quando è stato il momento di “Clocks” sono stati proiettati potenti fasci laser di diverse tonalità.
Come non ricordare poi le emozioni generate durante i ben 7 minuti di “Lovers in Japan/Reign of love”: e’ stato proiettato un video sul Giappone (non a caso) mentre calava un’appariscente luce fucsia e una cascata di coriandoli a forma di farfalla è piovuta sul pubblico.
Complessivamente il concerto è durato circa 100 minuti; molto intensi, senza nessuna pausa. Certamente tutti i fans dei Coldplay sono rimasti folgorati da uno spettacolo grandioso non solo dal punto di vista musicale ma anche scenografico.
La produzione di video e foto da parte dei numerosi fans è stata massiccia: il giorno dopo  su Youtube sono stati caricati oltre 500 filmati mentre su Flickr oltre 600 immagini.
Segno che i Coldplay hanno lasciato un segno indelebile nella memoria dei partecipanti.


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