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giovedì 09 aprile 2020

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Live Report: The Automatic @ Plaça Reial – Barcellona

14.10.2008 - Chiara Landi



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Barcellona. 20 settembre. Il BAM – Barcelona Acciò Musicale – giunto ormai alla sua seconda edizione, ospita gli Automatic all’interno del suo ormai celebre festival che ha la peculiarità di affiancare band dai generi più diversificati, dal folk all’elettronica, in quel di Catalogna. In un’estate che non sembra voler finire, mi preparo ad assistere all’ultima tappa spagnola degli Auomatic prima di iniziare l'atteso tour che porterà la band gallese  in giro per la Gran Bretagna. Nella mia ingenuità mi piace immaginare la band, che sul loro myspace ama definirsi "Tropical e thrash", emozionata dietro al palco mentre con terrore (bè si forse qui stavo esagerando) guarda una folla così tanto numerosa ad attenderla. Questa grande quantità di pubblico proprio in Spagna, dove diciamocelo questo genere molto in voga nel nostro paese stenta a decollare, mi lascia perplessa.  La cornice di Plaça Reial non delude. D’altronde come potrebbe fare diversamente in piena Festa de la Mercè, quando la capitale della Catalunya si trasforma in un vortice di musica, danza ed esibizioni? La notte bianca che quest'anno è mancata si trasferisce a Barcellona ma all'ennesima potenza. La gente si accalca vicino al palco anche se non è difficile distinguere i semplici turisti dagli estimatori della band per lo stile e  l'impazienza che si legge nei loro occhi.
Dopo un'ora sotto la pioggia e di una lotta non facile per raggiungere la prima fila finalmente la mia attesa viene ricompensata e Rob Hawkins  e soci salgono sul palco.
Il primo pezzo non delude: Raoul. Il primo singolo estratto dal fortunato album "Not Acepted Anywhere" scalda la folla e la grandine non sembra preoccupare. James Frost, nuovo bassista (ed ex chitarrista) della band proprio non riesce a stare fermo e continua a muoversi trasmettendo una carica di energia enorme al pubblico che gradisce e acclama.
In perfetto stile Automatic la band continua la loro esibizione senza troppe chiacchiere ma tanto entusiasmo. I pezzi che ottengono maggiore approvazione sono “This is a fix” e l’attesissima “Monster”, cantata in coro .
Tecnicamente impeccabili continuano con “Steve McQueen” e “Recover” lasciandomi piacevolmente sorpresa.
Il concerto si conclude fra applausi e gocce di sudore mentre i ragazzi si preparano ad assistere a nuovi spettacoli offerti dalla movida spagnola. Bravi Automatic.

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